Dentro la storia di Harry Potter e la Pietra Filosofale

Harry Potter e la Pietra Filosofale: dentro la storia

Un’analisi approfondita del primo libro della saga, porta alla luce molti particolari e rilevanti collegamenti al settimo libro. L’analisi di questo fantastico libri scritto da J.K. Rowling è stato suddivisa in tre parti che conducono un filo logico, coronati dai collegamenti presenti tra il primo e l’ultimo libro della saga di Harry Potter.

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Parte 1: Da babbano a mago

Desideriamo fare con voi, un viaggio all’interno di Harry Potter e la Pietra Filosofale, per scoprire molte particolarità che ad una prima lettura potrebbero sfuggire. Ma in particolare, in questa prima parte parleremo del passaggio di Harry da babbano a mago!
Da dove incominciare questa storia?
Abbiamo due alternative, una incomincia con la nascita, l’ascesa di Voldemort al potere e la conseguente profezia sul suo destino, ma noi per ora percorreremo quella a partire dalla nascita di Harry.

Harry Potter nasce a Godric’s Hollow, il 31 luglio 1980, stesso giorno della nascita della sua creatrice, J.K.Rowling. I suoi genitori, James Potter e Lily Evans sono coetanei (si può dedurre che siano nati negli anni 60), hanno vissuto insieme gli anni ad Hogwarts e proprio in quel luogo incantato è nato il loro amore, tra varie avventure e avvenimenti particolari, che non tratteremo in questa puntata.
In seguito, la professoressa Cooman, a colloquio con il professor Silente per la cattedra di Divinazione, svelò, o meglio, predisse una profezia sul Signore Oscuro…. Ma anche di questo ne parleremo un’altra volta! Quello che ci importa sapere ora è che il 31 ottobre 1981, Voldemort andò a casa Potter, uccise James e Lily, con l’obiettivo di uccidere il piccolo Harry, che secondo le voci che gli erano giunte, avrebbe costituito un pericolo per la sua strada al potere. Ma quella notte successe qualcosa di strano: Voldemort lanciò la sua maledizione su Harry, ma questò non ne rimase ucciso, e l’anatema rimbalzò sul Signore Oscuro, che perse i suoi poteri e fuggì in luoghi nascosti. Il piccolo Harry ne uscì incredibilmente vivo, con solo una cicatrice sulla fronte a forma di saetta.

È qui che inizia la storia raccontata da J.K.Rowling, “la mattina di quel martedì pomeriggio grigio e coperto in cui inizia la nostra storia”, proprio come scrive lei nella prima pagina del romanzo più famoso del mondo.
In questo giorno abbiamo una specie di fusione tra quello che è il mondo babbano e il mondo magico, da sempre rigorosamente separato tramite le leggi imposte dal Ministero della Magia e gli interessi di entrambe le parti, che non volevano avere nulla a che fare con “gli altri”.

Nonostante ciò, la gioia per la comunità magica, è così incontenibile che molti maghi passeggiano per le vie babbano senza precauzioni, festeggiando la caduta di Voldemort e inneggiando al nome di Harry Potter. Stormi di gufi volano sopra l’Inghilterra, stelle cadenti per tutta la notte … eppure i babbani, ristretti nella loro mentalità chiusa alla fantasia e chiusi nella loro vita frenetica, sembrano non trovare spiegazione agli avvenimenti. Dopotutto, questo viene confermato perfettamente da Vernon Dursley, lo zio di Harry, che a pagina nove, ammette di non approvare categoricamente la fantasia.

Il destino di Harry ora viene deciso da Albus Silente, preside di Hogwarts , che decide di affidarlo (purtroppo) agli unici parenti babbani che possiede: si reca quindi al numero 4 di Privet Drive, dove abita la famiglia Dursley, e dove incontra la professoressa McGranitt: qui avviene tra loro un dialogo sugli ultimi avvenimenti e la McGranitt chiede conferma a Silente della definitiva scomparsa di Voldemort, ed anche Silente crede che Voldemort se ne sia andato, o forse, nella sua mente geniale, c’era già l’idea di un suo futuro ritorno. Più tardi arriva Hagrid con il piccolo Harry, a cavallo di una motocicletta volante, presa in prestito da Sirius Black.
Bisogna dire che J.K.Rowling è molto abile nel disseminare un sacco di informazioni importanti sotto falsi particolari che potrebbero sembrare irrilevanti. Ne è una conferma la motocicletta di Sirius Black, il cui personaggio viene ampliamente ripreso nel Prigioniero di Azkaban.
La cicatrice di Harry, poi, risulta subito un argomento importante tra i tre personaggi in scena: Hagrid chiede a Silente se in qualche modo può toglierla dalla fronte del piccolo, ma il preside dice di non volerlo fare, anche se ne fosse in grado, poiché le cicatrici possono tornare utili. Ed anche questo è un particolare importantissimo! Molto probabilmente Silente sa già della connessione che esiste tra la mente di Harry e Voldemort, e in questa frase sembra quasi convinto che possa essere una fortuna averla.
Si, ma come sappiamo, nel corso della storia Silente ha sempre chiesto ad Harry di interrompere e chiudere quel legame con il signore oscuro, perché lo riteneva pericoloso. Forse allora aveva un’altra opinione a riguardo? Forse non riteneva Harry ancora in grado di utilizzare positivamente la connessione?

E dall’importanza della cicatrice, passiamo subito a vedere come fin dal primo libro i sogni siano un particolare importante: nel secondo capitolo infatti, Harry sogna spesso la motocicletta volante ed un bagliore di luce verde, ovvero l’Avada Kedavra che Voldemort gli aveva lanciato contro. Potrebbero sembrare semplici sogni, ma in realtà sappiamo bene quale peso hanno nella vita di Harry nel corso della saga.
Molti poi sono i personaggi citati che verranno presentati nei libri successivi, come zia Marge e la signora Figg, presenti rispettivamente nel Prigioniero di Azkaban e nell’Ordine della Fenice.
Passando invece a Voldemort, alla sua natura e al suo destino dopo la sua scomparsa, molti si chiedono che fine abbia fatto, e perfino Hagrid ne parla ad Harry dicendo: “Alcuni dicono che è morto. Balle secondo me. Non so se dentro aveva ancora qualcosa di abbastanza umano da morire”. E proprio quest0ultima frase ci può stupire, perché fa sicuro riferimento agli Horcrux, dei quali noi veniamo a conoscenza solo nel sesto volume, il Principe Mezzosangue. Poche righe più sotto abbiamo invece una chiara descrizione della maledizione Imperius che ha lasciato molte persone in uno stato di trance dopo che Voldemort scomparve, e quindi il suo controllo sulle persone svanì.

Dopo la scoperta sulla natura di mago, Harry si trova a girare con Hagrid per le spese scolastiche. È un mondo tutto nuovo che non aveva mai visto prima. Hagrid, rappresenta per Harry, il suo primo punto di riferimento attraverso il quale riesce ad entrare in contatto con il mondo della magia. I due si trovano così, davanti all’entrata del Paiolo Magico, un pub dall’aspetto sordido che nessuno nota: “i passanti frettolosi non gli gettavano neanche un’occhiata” dice il libro. Infatti, oggi la vita dei gabbani è talmente frenetice che non non hanno nemmeno il tempo di fermarsi a riflettere o soltanto immaginare, sognare…
Il Paiolo Magico, rappresenta quindi il vero punto di passaggio di Harry da un mondo babbano, triste sove si sentiva solo e ignorato da tutti, ad un mondo magico, pieno di novità e vita, dove lui, harry, è conosciuto e rispettato da tutti. O quasi.
Da questo luogo, il Paiolo Magico, Harry verrà catapultato in un mondo fantastico, che si adatta perfettamente al suo essere: Diagon alley, la Gringott, Hogwarts…. E molto, molto altro ancora!

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Parte 1: Da babbano a mago

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