A te che hai segnato un pezzo della mia vita

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Cara Rowling,

forse dovrei scrivere ad Harry, perché ho conosciuto prima lui e poi te attraverso le righe che hai scritto. Ma in fondo è come scrivere alla stessa persona, perché oggi è il vostro compleanno.

È un giorno speciale per voi, e per me è un giorno in cui non posso fare a meno di sorridere e ringraziare.

Era il 1999 quando il libraio mi parlò per la prima volta di Harry. La sua camera nel sottoscala. La scoperta di essere un mago nel mondo odierno. Il binario 9 e 3/4. Una scuola di magia.

Ero già folgorato. Quel pomeriggio ritorno in libreria con mia madre per comprare il primo volume.

E da li furono anni bellissimi di avventure tra le pagine dei libri, nelle attese sospirate dei capitoli successivi, nelle teorie e ipotesi di quello che sarebbe successo ad Harry e ai suoi amici.

Harry mi ha fatto molta compagnia perché quando ho iniziato a leggere La Pietra Filosofale avevamo la stessa età: 11 anni.

E – anno più anno meno – i libri successivi mi hanno accompagnato progressivamente durante la mia adolescenza.

Per questo mi sento un privilegiato. Ho attraverso il binario 9 e 3/4 con lui, sono entrato ad Hogwarts come suo compagno di classe e abbiamo vissuto assieme le stesse domande, gli stessi drammi, le stesse gioie.

Può un libro suscitare tutto questo?

Io credo di si, perché leggere un romanzo non è altro che la possibilità di vivere una vita.

Non si tratta di fuggire dal reale. Per me la novità dei libri di Harry Potter è che ti catapultano nella realtà. Nella tua realtà.

Sarà per l’intuizione di J.K. Rowling di immaginare un mondo magico dentro alla realtà contemporanea che conosciamo, con ingressi camuffati nelle cabine telefoniche, le similitudini nel modo di vivere e fare le cose tra maghi e babbani e l’organizzazione della società magica con scuole, banche e perfino un Ministero organizzato con tutti i dipartimenti.

Sarà anche per il realismo con cui Harry cresce da undicenne adolescente ad adulto, con tutte le domande e i drammi di una persona che incomincia a fare i conti con sé stesso, con la sua storia e con il suo destino.

Sarà per il fatto che J.K. Rowling ha riversato nelle pagine la sua esperienza, i suoi momenti drammatici e i suoi desideri, al punto tale che possiamo percepirli così attinenti alla nostra vita.

In un’intervista di tanti anni fa qualcuno ha chiesto alla Rowling cosa desiderasse lasciare alle persone che leggono Harry Potter.

Lei risponde:

«Avere la consapevolezza che c’è sempre un posto dove andare, che ti ama e dove sei al sicuro».

Non è questa la cosa più umana e reale di cui ogni uomo ha bisogno?

Per me Harry Potter rimarrà uno di quei libri che mi hanno segnato. Non so perché proprio lui. Poteva essere un altro libro qualsiasi, invece è andata così.

E con le sue avventure mi porto dietro anche la scoperta delle mie passioni e dei miei talenti. Harry è stata la prima palestra per imparare giocando quello che è il mio lavoro odierno, nel mondo della comunicazione, del digital e del webdesign.

Sono grato ad Harry anche per questo e sono grato alla Rowling per essersi consegnata nelle mani di tanti lettori, tra cui le mie.

Uno scrittore mette sé stesso in quello che scrive. Chi legge trova sé stesso, le sue domande e le sue risposte attraverso l’esperienza di chi scrive.

«Vorrei essere ricordata come qualcuno che ha fatto il meglio che poteva con il talento che aveva», ha detto J.K. Rowling.

 

Semplicemente grazie, perché quando uno ha il coraggio di essere sé stesso non può altro che nascere qualcosa di bello per il mondo.

Harry si è sacrificato per i suoi amici. J.K. Rowling ha scritto un libro che ha cambiato il mondo in anni in cui la depressione le diceva che la sua vita era finita.

Rubo una citazione ad un altro classico che non ha bisogno di presentazioni:

«Vorrei che l’Anello non fosse mai venuto da me. Vorrei che non fosse accaduto nulla.»

«Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. Ci sono altre forze che agiscono in questo mondo, Frodo, a parte la volontà del Male; Bilbo era destinato a trovare l’Anello. Nel qual caso anche tu eri destinato ad averlo; e questo è un pensiero incoraggiante!» (Frodo e Gandalf in Il Signore degli Anelli)

Io non so se farò cose così grandi come Harry o come la Rowling, ma come a loro mi è chiesto di fare la mia parte con il tempo e i talenti che mi sono dati.

È il ringraziamento per la scoperta di questo e l’augurio che faccio a tutti i lettori di nuova e vecchia data che si affacciano sul mondo di Harry Potter.