Perché dopo 7 anni ho rivalutato il film del Principe Mezzosangue

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La scorsa settimana, in una nostalgica serata accompagnata dall’influenza di stagione, ho deciso di riguardare dopo tanto tempo Harry Potter e il Principe Mezzosangue, ispirato anche dal curioso articolo scritto da Averyn.

Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso. Dico questo perché – tra tutti i film prodotti dalla Warner Bros. – quello del Principe era quello che mi aveva lasciato più l’amaro in bocca. Sarà per l’assenza della battaglia di Hogwarts, per i ricordi del Pensatoio non visti e soprattutto per quel tono un po’ troppo adolescenziale che mi sembrava troppo presente rispetto alla trama del libro.

Ho riletto quello che avevo scritto nel 2009 sul film, e in effetti avevo le stesse critiche – anche se espresse in modo molto politically correct.

Beh, alla fine mi sono ricreduto e ci ho trovato del buono, soprattutto dal punto di vista filmico.

Alla fine è l’eterna lotta tra libro e film, due strumenti di comunicazione totalmente diversi, che ti fanno immedesimare in due modi diversi.

Comunque passiamo al perché ho rivalutato Harry Potter e il Principe Mezzosangue, dopo tanti anni dall’uscita.

1. Il linguaggio visivo del sesto film è totalmente diverso dagli altri. È ricercato, con angolature della camera accurate che esprimono meglio il senso della storia.

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 2. La scelta di ogni elemento scenico non è casuale. Basti pensare al tabellone pubblicitario alle spalle di Silente, che sembra lanciare l’invito ad Harry al posto suo.

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3. Alcune scene, come quelle della Tana, sono incredibilmente artistiche, perché racchiudono tante scene diverse l’una nell’altra.

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4. O ci fanno vedere particolari non scontati, in scene che dovrebbero essere frenetiche, come quella del duello tra Harry e Piton.

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5. E i panorami che già conosciamo, hanno un gusto totalmente nuovo anche dopo sei film, come le riprese di Hogwarts, dell’Hogwarts Express o della Sala Grande.

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6. Hogwarts è viva. Sembra proprio una scuola, con tutta la confusione che comporta la presenza di tanti ragazzi.

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7. I colori e le luci sono belli, soffusi, a tratti freddi e oscuri, che riflettono lo stato d’animo della storia.

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8. Gli ambienti riflettono ancora lo stato d’animo dei personaggi. Basti pensare alla finestra aperta ed Hermione e Harry. O Draco Malfoy e la solitudine di molte inquadrature.

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9. Anche il campo da Quidditch è incredibilmente originale. Spoglio, con un vento palpabile, e con colori a pastello.

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10. C’è tanta simmetria in questo sesto Harry Potter! Dalle stanze, ai corridoi, al cibo.

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11. La scena del confronto tra Draco e Piton, seguita dall’origliare di Harry dietro alla parete è magnifica. La visuale del corridoio di Hogwarts con lo scivolare della ripresa ha quella leggera pendenza che sembra inglobare i personaggi dentro alle pareti della scuola.

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12. I personaggi sono sempre ambientati dentro alla scena. Non c’è mai una ripresa casuale del volto dei personaggi, ma sono sempre inseriti dentro ad una cornice. Sembrano tutti dei quadri.

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13. La scena iniziale della caverna, come la lunga inquadratura del duello tra Harry e Piton sono spettacolari.

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14. La scena della caduta di Silente e la ripresa dall’alto della Torre di Astronomia fanno venire i brividi, perché ti immedesimano a 360° nel dramma della storia.

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Credo che dopo tante e ripetute visioni di Harry Potter e il Principe Mezzosangue, queste siano solo alcune delle note che farei. Quasi, quasi, me lo riguardo, oppure scelgo un’altro film della saga dal lungo scaffale della mia libreria dedicato ad Harry.

Se hai notato qualche altro dettaglio che a te è piaciuto in questo film, lascia un commento, così ne discutiamo!

Un caro saluto,
vostro Master

 

  • Averyn

    Innanzitutto grazie per avermi citata ahhahahhhahaha passando al film, per me è successo esattamente il contrario di te: quando sono andata al cinema a vederlo la prima volta, mi è piaciuto moltissimo, in primis la solitudine di Malfoy, che nel film è esaltata molto bene e ha quasi un ruolo centrale che invece nel libro ha solo in parte, come ossessione di Harry e nient’altro ( e poi, Tom Felton è stato molto bravo). Ho notato da subito la fotografia, i colori, le angolazioni e il linguaggio visivo, che è molto particolare. Però c’è un però, sarà che sono purista e tutto quello che vuoi, le citazioni del libro spiattellate nella sceneggiatura e recitate un po’ a macchinetta, insieme a tutti i punti già citati, non hanno salvato la seconda visione di questo film quando ho comprato il DVD. Mi sembrava tutto sbagliato: sì, la storia è quella, ma il taglio che gli si è dato è completamente diverso, e sembra un’ altra cosa.
    Personaggi come Ginny, che aggiungono colore alla trama per il carattere, brioso ed essenziale, sono piatti ad esempio. Alcune dinamiche narrative non mi tornano e sono un po’ forzate, perché si vuole aggiungere qualche riferimento al libro che negli altri film manca completamente e quindi ci si perde, o almeno mi sono persa io rivedendolo. Non so, avrebbero potuto fare un lavoro molto più dettagliato, ma non do la colpa nè agli attori ne a tutta la produzione per questo….E’ un cliche dare la colpa anche al regista, si da sempre la colpa al regista, anche se ovviamente ha il suo peso nelle decisioni finali e nella direzione sul set-..No, sto parlando degli sceneggiatori, aiuto sceneggiatori e soggettisti…Ma hanno letto il libro? Io capisco che è molto difficile ridurre un libro di 600 pagine, ma alla fine con i dovuti cambiamenti sono riusciti a fare un buon lavoro con il quarto film e anche con i precedenti (il secondo e il terzo sono i miei adattamenti preferiti, anche se ovviamente ci sono delle piccole differenze con i libri). Il Signore degli Anelli ha avuto dietro “sudore e sangue”, ma con tutti i tagli e le varie cose lo spirito è rimasto intatto, l’intera troupe, il regista e gli attori, falegnami compresi nel settore Weta e costumisti giravano con i libri in mano e ci si faceva affidamento sempre.
    Ora i film di Harry Potter e i film del Signore degli Anelli SONO DIVERSI, e forse a livello cinematografico il secondo è molto meglio del primo (amo entrambe le saghe e non preferisco l’una all’altra, ma per come è stato creato sullo schermo mi devo sbilanciare), ma mi aspetto comunque una dovuta attenzione a livello di scrittura. Non so se gli sceneggiatori siano sempre gli stessi per tutti e gli otto film, ma le differenze di stile non giustificano i buchi di trama . Sono stata un po’ brusca lo so, ma il quinto e il sesto sono film che detesto ahahahahaha No non è vero, ma rispetto ai primi e al sette parte uno non li amo particolarmente. Comunque il sesto mi fa molto ridere, nonostante tutto.