GiratempoWeb Forum

 
 

GiratempoWeb Forum
Funny Edition

Harry Potter forum
Home of Magic

Oggi è il 17 Febbraio 2019, 10:26:22 am

Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.
Hai perso la tua email di attivazione?


Login con username, password e lunghezza della sessione



GiratempoWeb on Social Networks




PUNTATA 62
Caro Babbo Elfo...

PUNTATA 61
Potteraduno 11anniGW

PUNTATA 60
HoGWarts Week 2015

PUNTATA 59
Nuova anno, nuovo danno!

PUNTATA 58
Anniversari, Fenici e Giratempo

PUNTATA 57
Parte 2
Torneo TreMaghi 2015

PUNTATA 57
Parte 1
Torneo TreMaghi 2015

PUNTATA 56
Un inaspettato ritorno

PUNTATA 55
Meglio tardi che
Mhalloween

PUNTATA 54
HoGWarts Week 2014

PUNTATA 53
Jingle Potter Bells - Buon Natale!

PUNTATA 52
NonSoloHalloween

PUNTATA 51
GW Il Viaggio - The Magic
of London

PUNTATA 50
50 volte GiratemPod
I doni del Master

Speciale Potteraduno
PotterRaduno Hogwarts Week

PUNTATA 49
Radio Triwizard Torneo Tre Maghi

PUNTATA 48
Torneo TreMaghi
ieri ed oggi

PUNTATA 47
Love is on Air

PUNTATA 46
Parte 2
Inizi, Indizi e Dediche

PUNTATA 46
Parte 1
Inizi, Indizi e Dediche

PUNTATA 45
Salviamo la Magia del Natale!

PUNTATA 44
Giradunenze! Il PotterRaduno a Firenze

PUNTATA 43
Distruzione Corvica

PUNTATA 42
Back to Hogwarts

PUNTATA 41
Estate giratempina

PUNTATA 40
Intervista ritrovata

PUNTATA 39
Siamo ancora qua!

PUNTATA 38
Intervista Esclusiva

PUNTATA 37
PotterRaduno di Napoli

PUNTATA 36
Buon Natale 2009

PUNTATA 35
PotterRaduno di Bari Parte 2

PUNTATA 34
PotterRaduno di Bari Parte 1

PUNTATA 33
Cinema Potteriano Ciak2

PUNTATA 32
Simone Regazzoni e la filosofia di Harry Potter

PUNTATA 31
Cinema potteriano

PUNTATA 30
Intervista alla Guida completa alla saga di HP

PUNTATA 29
Carne, ossa e sangue

PUNTATA 28
Un anno con Giratempoweb!

PUNTATA 27
LIVE! Dal Potterraduno di Roma

PUNTATA 26
Biondi, austeri e glaciali. Famiglia Malfoy

PUNTATA 25
Famiglia Weasley

PUNTATA 24
Fantasmi ad Halloween

PUNTATA 23
Vita e menzogne di Albus Silente

PUNTATA 22
Tre Giri dovrebbero bastare

PUNTATA 21
Una scrittrice, la sua saga

PUNTATA 20
LIVE! Dal Potterraduno di Verona (parte 2)

PUNTATA 19
LIVE! Dal potterraduno di Verona (parte 1)

PUNTATA 18
Potterraduno su Zammu

PUNTATA 17
The Harry Potter musical

PUNTATA 16
La morte puo attendere

PUNTATA 15
A tutto Quidditch

PUNTATA 14
Vita, morte e Horcrux!

PUNTATA 13
Godric s Hollow,
andata e ritorno

PUNTATA 12
Diari, elfi domestici e basilischi

PUNTATA 11
I doni della morte.. da barcellona

PUNTATA 10
Incantesimi babbani

PUNTATA 09
Speciale interviste
esclusive

PUNTATA 08
Che fine ha fatto Dobby?

PUNTATA 07
Silente o non Silente? Questo e il dilemma

PUNTATA 06
Speciale GW Day

PUNTATA 05
Halloween con Bellatrix

PUNTATA 04
Cosi inizia Harry Potter

PUNTATA 03
La magia di Hogwarts

PUNTATA 02
Un concentrato di magia

PUNTATA 01
Inizia la magia

Pagine: 1 [2] 3 4 ... 13   Vai Giù
  Stampa  
Autore Topic: Harry Potter & il Potere Primordiale(long Fiction)  (Letto 30010 volte)
0 Utenti e 1 Visitatore stanno guardando questo topic.


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #20 il: 04 Febbraio 2010, 04:23:32 pm »

Bellissimo ghh comunque io l'avevo capito qual'era l'incarico di Harry ;D

Infatti mi pareva strano che con il tuo acume non ci fossi arrivato... ghh

Allora, ammetto di essere indietro di 2 pezzi, ma ieri pomeriggio l'ho stampata e letta tutta con calma ed è Fantastaca! Meravigliosa!
Mi sembra proprio di avere tra le mani l'ottavo libro (quello di cui si ipotizzava l'uscita tempo fa su internet).
Secondo me è 1 vero peccato che la Row non l'abbia scritto davvero, ma ci stai pensado tu, in modo eccellente, secondo il mio modesto parere, ovviamente, continua così 15
Più tardi stamperò i 2 pezzi che mi mancano e me li leggerò con calma poi, domani ti farò sapere cosa ne penso...
penso che non siano tutti meritati, 'sti complimenti, ma fanno bene al cuore... davvero, grazie! ghh
E a voi il 4° capitolo....



Cap.4
Wilkins alias Granger
“Il tempo e le parole
Sapranno
curare anche questo”
Stettero via meno tempo di quanto avessero immaginato. La motocicletta di Sirius si rivelò quasi miracolosa: di giorno viaggiavano a velocità impressionanti, invisibili agli occhi Babbani, grazie agli Incantesimi di Disillusione fatti sul mezzo di trasporto, di notte si accampavano con la tenda, in luoghi isolati, rinnovando gli Incantesimi di Protezione che avevano sempre fatto durante il loro viaggio alla ricerca degli Horcrux. Ron diede la pozione ad Hermione solo una volta, nell’arco dei quattordici giorni in cui stettero via.
Fu quasi come fare una vacanza, tolto il fatto che Ginny non era con loro, cosa che rendeva Harry spesso pensieroso, ma  ammise che in certi momenti riusciva a divertirsi molto, che adorava guidare la sua nuova motocicletta, che gli piaceva immensamente la compagnia di Ron ed Hermione –ora che non bisticciavano – e il rinnovato buon umore della ragazza gli fece scoprire il lato ironico di lei, che non aveva potuto conoscere in tutti quegli anni, passati tra un guaio e l’altro. Non aveva mai riso tanto come in quei giorni, e nonostante la mancanza della persona che amava, non si pentì di aver accettato quell’incarico. Hermione si rivelò anche più in gamba nel cucinare, grazie agli insegnamenti della signora Weasley. Non incontrarono ostacoli, nessun seguace folle di Voldemort; tutto filò liscio come l’olio, e abituati com’erano ai pericoli e ai guai, sembrò loro quasi strano.
Ogni due giorni mandavano notizie via Patronus al Ministero, e Kingsley informava Arthur, che poi riferiva alla moglie e ai figli.
Quando arrivarono in Australia, ci vollero tre giorni, per localizzare il punto esatto in cui Hermione pensava di aver spedito i suoi. Si fermarono a Sidney un giorno, poi stettero nella città di Melbourne altri due giorni, passando in rassegna tutti gli studi dentistici del posto, finché non riuscirono a trovare un ambulatorio dentistico di periferia in cui lavoravano i coniugi  Wendell e Monica Wilkins, l’identità fittizia che lei aveva ficcato nei ricordi della madre e del padre. Quando lesse i nomi su un elenco telefonico preso da un bar, trattenne il respiro con una tale enfasi che sia Ron che Harry ebbero un tuffo al cuore, aspettandosi di veder saltare fuori dall’elenco chissà quale terribile nemico.
<<Cosa?! Che c’è?>>balbettò Ron, guardandola con timore.
<<Sono loro! Sono loro!>> esclamò, con una vocina stridula, saltellando con la guida in mano. Strappò l’indirizzo e si buttò, ridendo quasi istericamente, tra le braccia di Ron, stampandogli un bacio appassionato sulle labbra. Harry rise divertito, dall’espressione stordita e compiaciuta di Ron, prima di essere abbracciato a sua volta dall’amica, pazza di gioia. Immaginò che  se in quel momento le avesse chiesto di evocare un Patronus, le sarebbe riuscito a meraviglia.
Risaliti in motocicletta, ci volle meno di un’ora, per giungere allo studio dentistico dei Granger.  Occultarono la moto dietro un vicolo e proseguirono a piedi fino al numero civico segnato nell’indirizzo. Una targa in plastica bianca, attaccata sulla porta, recitava queste parole: “Studio dentistico di Monica e Wendell Wilkins”; era completo di orario aperto al pubblico e numero di telefono.
<<Sono le sei, fra un ora chiudono. Aspettiamo?>> chiese, Hermione, che non stava più nella pelle.
<<A meno che tu non voglia rimuovere l’Incantesimo di Memoria davanti alla clientela…>> rispose Ron, immaginando la reazione dei Babbani.
<<Si, giusto…aspettiamo…e che facciamo?>>. Era molto nervosa. Harry propose un giro là attorno, e messosi d’accordo con Ron fecero in modo che lei si distraesse per l’intera ora. Lui poteva capire. Se anche lui avesse potuto rincontrare i suoi genitori, si sarebbe sentito teso e ansioso,e con tutta probabilità, pensò, non sarebbe riuscito a mantenere la calma che lei ostentava.
Tornati allo studio, aspettarono fuori che i Granger finissero il turno lavorativo;alle sette, una donna col camice bianco indosso uscì, accompagnando l’ultimo cliente della giornata alla porta. I tre si avvicinarono ed Hermione, rossa in viso e un po’ tremante, si schiarì la voce.
<< Mi scusi>> chiese. La parola le uscì in uno squittio stridulo. Monica Wilkins, Alias Jean Granger, si voltò e la guardò. Aveva una montagna di capelli castani tenuti da una pinza, e la stessa sfumatura degli occhi della figlia.
<<Si?>> cinguettò, tranquilla, con le mani dentro alle tasche del suo camice immacolato. Hermione la guardava senza parlare, sentendo improvvisamente la lingua secca. L’emozione era troppa. Harry intervenne, vedendo che la donna cominciava ad accigliarsi, e prese l’amica per un braccio.
<<Perdoni l’ora, dottoressa, mia sorella ha un tremendo mal di denti>> mentì. <<E’ possibile un consulto veloce?>>. La prontezza di Harry stupì Ron, che però gli resse il gioco e annuì con forza, prendendo Hermione per l’altro braccio. La madre guardò l’orologio, sollevando le sopraciglia e storcendo un po’ la bocca. Assomigliò incredibilmente a Hermione.
<<Ma si, coraggio, portatela dentro>>.  Sorrise e fece loro strada, percorrendo un corridoio breve, conducendoli ad una saletta in cui il signor Granger stava riponendo i ferri del mestiere.
<<Bacchetta alla mano, Hermione, subito!>> sibilò  Harry, lasciandola. Lei si frugò frenetica le tasche dei jeans, sfilando piano il suo legno. Lo tenne dietro la schiena fino a quando sia la madre che il padre non le furono davanti, l’uno affianco all’altro, in posizione ottimale. Con un gesto fulmineo e una grande concentrazione, che le costarono un enorme sforzo, levò la bacchetta e  urlò “Finite Incantatem!”. Un lampo di luce bianca avvolse i due Babbani, lasciandoli come congelati per alcuni secondi, gli occhi vacui, persi nel vuoto. Alla ragazza parve un momento infinito. Poi i loro occhi ripresero a vedere ciò che stava loro davanti e come se si fossero risvegliati da un lungo sogno bizzarro guardarono la figlia con stupore.
<<Hermione?>> sussurrarono Jean e Scott Granger,contemporaneamente, sbattendo le palpebre.
<<Mamma…Papà!>>. Quello che capitò negli attimi seguenti si può solo immaginare. Abbracci, carezze, sorrisi lacrimosi, e tante, tante parole, che dovevano spiegare a due Babbani troppe cose del mondo magico. Ma lei c’era abituata. Lei, nata Babbana, vissuta da Babbana per quasi dodici anni, con i pensieri da strega e i sentimenti a cavallo tra i due mondi, aveva le parole giuste per chiarire tutto e sistemare le cose. Ci voleva del tempo, questo sì. E per questo Ron ed Harry, sotto consiglio di Kingsley, decisero di ripartire il giorno dopo, lasciando Hermione con i suoi genitori. Lei sarebbe tornata a Londra con la madre e il padre, viaggiando come una normale Babbana, e si sarebbero rincontrati presto.
Dormirono tutti nel piccolo appartamento che i Granger avevano preso in affitto a Melbourne, e la mattina dopo Ron e Harry erano pronti a tornare a casa. I Granger li salutarono con affetto e riconoscenza, anche se sembravano ancora molto confusi.
Harry consegnò a Hermione il  Mantello dell’Invisibilità, insistendo non poco perché lo tenesse lei, facendole promettere che lo avrebbe usato se nel viaggio di ritorno si fosse trovata in pericolo.
<<Me lo restituirai quando sarete tornati. Mi fido di te>>
<<Grazie, Harry. E’…strano, separarsi>>
<<Già. La prima volta, dopo quasi un anno>>
<<Non staremo lontani a lungo>>
<<E’ una promessa, spero…ci vediamo a Londra, allora?>>
<<A Londra. Vi informerò di tutto. Fate attenzione, nel viaggio di ritorno>>. Gli arruffò i capelli  già spettinati con una carezza e lo abbracciò.
 Quando salutò Ron, sapendo che i genitori la guardavano, si trattenne dal dirgli quello che avrebbe voluto e si attenne ad un abbraccio più stretto di quello dato a Harry. Ron, dal canto suo, le sussurrò qualcosa all’orecchio e lei arrossì.
<<Datemi vostre notizie tramite Kingsley, quando arrivate, okay?>> raccomandò, e si vide mettere in mano la boccetta viola della Bevanda della Pace.
<<Non esitare ad usarla, se ti dovesse servire>>
<<D’accordo. Abbi cura di te>>. Gli occhi le divennero lucidi.
<<Coraggio, streghetta mia>> le sussurrò, stringendola forte a sé ancora una volta. <<Sei più bella, quando sorridi>>. Si separò da lei, seguendo Harry. Salirono sulla moto di Harry  e se ne andarono, lasciandola finalmente sotto la sicura protezione amorevole dei suoi genitori.
(to be continued)
« Ultima modifica: 04 Febbraio 2010, 11:48:59 pm da Fairy » Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Daydream
Giratempino
Newbie

*

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:Nessuna
Divisa:Nessuna
Viso:Pulito
Offline Offline

Posts: 0
« Risposta #21 il: 04 Febbraio 2010, 09:03:29 pm »

che bello, finalmente sono andati a recuperare i genitori di Hermione ghh
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #22 il: 04 Febbraio 2010, 11:47:13 pm »

In molte fan fiction ho letto che lei andava da sola...ma io non ce li vedo, Ron e Harry, a mandarla sola fino in Australia, e voi?? ???
Comunque io l'ho fatta accompagnare almeno per l'andata... ghh e ora continuiamo....
(Seguito del 4° capitolo)
Era passata un’altra settimana, da che Ron e Harry erano rientrati alla Tana. Tutti si dimostrarono felici, per il loro ritorno, e l’esito positivo della missione dell’Auror più giovane del Dipartimento, primo tra tutti Kingsley. Non si aspettava che tutto si sarebbe concluso così in fretta, né in maniera così semplice.  Stesero insieme il primo rapporto scritto, ed  Harry imparò il modo migliore per descrivere con precisione una missione.
Ron riprese ad aiutare George in negozio, e quando non andava da lui seguiva Ginny e Harry al numero dodici di Grimmauld Place, che il proprietario stava cercando di rendere vivibile; nel tempo che gli restava lo si poteva vedere spesso con dei libri scolastici di Hermione tra le mani. Harry non capiva se erano gesti che gli alleviavano la nostalgia di lei o se realmente leggesse ciò che vi era scritto. L’ultimo libro che gli vide sfogliare spesso era “Storie di Hogwarts”, uno dei libri preferiti di Hermione. Non osò mai fargli domande.
Il giorno dopo essere rientrati dal viaggio in Australia, avevano preso la moto ed erano arrivati a Grimmauld Place, trovandola in un orrendo stato. Gli Auror c’erano stati tempo prima, mandati a compiere ispezioni, a togliere gli incanti e i malefici e a cercare prove contro i Mangiamorte che vi erano entrati.
Ora che Kreacher, l’elfo domestico, era ad Hogwarts a dare una mano, nessuno si era prodigato per evitare che la polvere si posasse, che le ragnatele regnassero sovrane e qualche Doxy infestasse le tende delle stanze.
Una cosa che Harry apprezzò molto, del disastro compiuto dai Mangiamorte, fu la distruzione totale di alcune cose che non gli erano mai piaciute: del grosso ritratto della madre di Sirius Black, posto all’ingresso, restava solo un pezzo di cornice ammaccata; le teste degli elfi dentro le campane di vetro erano sparite, probabilmente polverizzate. L’intero albero genealogico dei Black disegnato in una stanza era stato bruciato e la parete era nera come il carbone. Insieme a queste cose, era stata danneggiata molta mobilia, qualche porta e alcuni gradini erano decisamente pericolanti: Ron precipitò per un’intera rampa, per fortuna  senza farsi male seriamente, ma le imprecazioni che volarono subito dopo dalla sua bocca ricordarono a Harry la bella collezione di quelle che spesso usava suo zio Vernon nei momenti di rabbia.
Si rivolse ad una ditta di artigiani a Diagon Alley, la stessa alla quale si erano rivolti Fred e George per il loro negozio e visto che il denaro non gli mancava, fece iniziare subito i lavori perché la casa potesse tornare almeno sicura. Fece sistemare le pareti, ricostruire le scale, fece portare via tutte le cose inutili e pericolose. Si liberò anche della maggior parte dei mobili, vecchi e logori, e decise che appena avesse potuto, ne avrebbe acquistato dei nuovi a suo piacimento. Lasciò all’ingresso, nell’andito, solo il vecchio portaombrelli a forma di zampa di troll, perché gli ricordava troppo la cara e scomparsa Tonks. Portarono via tutto quello che si poteva lavare e riutilizzare, come tappeti, tende, lenzuola, arazzi e affidarono tutto ad una lavanderia. Dopo solo una settimana, aveva già cambiato aspetto e sembrava un’altra casa. L’unica stanza che non fece toccare agli artigiani era quella di Sirius. Lasciò i poster alle pareti, le fotografie, la mobilia. Lui, Ginny e Ron lavarono e pulirono tutto, senza usare la magia e senza portare via nulla. Sopra le pareti, per nascondere poster e foto senza doverli rimuovere, sistemò delle tende finissime che le coprivano completamente, e quando ebbero finito, Harry chiamò Kreacher, il quale si Materializzò davanti a loro con un rumoroso crac . sembrava piuttosto stupito, di essere stato richiamato. Era coperto da un cospicuo strato di polvere e aveva del cemento fresco tra i peli delle orecchie, segno che quando era stato richiamato era affaccendato tra le mura della scuola in cui l’aveva lasciato.
<<Harry Potter, signore! E il signore e la signorina Weasley, amici del padrone!>> gracchiò, con la sua vocetta da rana. Sembrava felice, di vederli. Fece un profondo inchino, e le grosse orecchie avvizzite gli tremarono sul testone, mentre il medaglione di Regulus Black che aveva al collo toccò terra, tintinnando sonoramente.
<<Kreacher, spero che tu stia bene!>> salutò Harry, allegro. Nonostante l’inizio burrascoso, si era affezionato a quel vecchio elfo sfortunato.
<<Ciao, Kreacher!>>gli fece eco, Ron. Anche lui non odiava più l’elfo.
<<Ciao, Kreacher…>> fece Ginny, meno entusiasta.
<<Bene, signore, sempre a lavoro, giorno e notte!>>. Gli occhi acquosi dell’elfo si dilatarono, mentre si guardava attorno, notando i tanti cambiamenti avvenuti nella casa.
<<Oh, Kreacher…i seguaci di Voldemort hanno quasi buttato giù l’intera casa, sto cercando di rimetterla apposto; mi spiace, per le cose che non troverai più, alle quali eri affezionato>> disse Harry, sperando che l’elfo non iniziasse a maledirlo e insultarlo. Kreacher, dal canto suo, storse la bocca e si scrollò le spalle scarne.
<<Harry Potter è il padrone, lui può fare quello che desidera della sua casa>>rispose, con sorpresa di Ron, Ginny ed Harry.
<<Oh, bene…ottimo. Allora mi auguro che tu possa aiutarmi, qualche volta, a tenerla pulita>> propose. Kreacher annuì sorridente, sventolando le orecchie e schizzando cemento ovunque.
<<Ti abbiamo lavato questa, Kreacher>> disse Ginny, facendogli vedere la copertina in patchwork che Hermione aveva fatto per lui tre Natali prima, <<e ti abbiamo risistemato la…stanza>>. Kreacher la prese con le lunghe dita ossute e la annusò.
<<La Mezzosangue, ha fatto questa per me…>> bisbigliò.
<<Non osare chiamarla così!>> s’inalberò Ron, stringendo i pugni e minacciandolo. Harry lo fermò, mentre l’elfo si rannicchiava, coprendosi la bocca con la coperta.
<<Oh, no, Kreacher non voleva essere offensivo, signore, Kreacher ha usato la parola che conosce per chiamare quelle come lei…>> si giustificò, la creatura, tremante.<<Kreacher ha detto una brutta cosa, ma non ricorda come deve chiamare la Mezzosangue…>>farfugliò, mortificato.
<<Se lo ripeti un’altra volta io ti…>>
<<Kreacher si punirà, per questo, se padron Harry lo desidera!>>. Fece per prendere il portaombrelli a forma di zampa di troll   per darselo sulla testa, ma Harry lo fermò appena in tempo.
<<Ron, ma non vedi che è spaventato?>> lo rimproverò, Ginny, nonostante la sua riluttanza a provare tenerezza per Kreacher.
 <<Kreacher, ti rivolgerai a chi ti ha regalato quella coperta chiamandola Hermione Granger, intesi?>> ordinò Harry, autoritario, lasciandolo andare e posando il portaombrelli. Il testone di Kreacher annuì. <<Dimentica la parola Mezzosangue, e memorizza il suo nome; non voglio più sentirla apostrofare così. Né lei, né nessun altro, mi hai capito?>>. Annuì di nuovo. <<Bene. Ora vai nella tua stanza, così potrai sistemare la tua coperta>>. L’elfo trotterellò via fino alla cucina, aprì un armadio e ci entrò. Lo seguirono e lo videro dimenarsi all’interno, borbottando sommessamente. Sembrava adirato. Afferrarono le parole “robaccia inutile” e “cattivi padroni assassini”.
<<Cosa c’è che non va’?>> chiese Harry, corrucciando la fronte. Kreacher ne uscì con una serie di oggetti tra le braccia. Erano cose appartenute alla famiglia Black e ai Lestrange, che Harry e gli altri avevano ritenuto opportuno lasciare lì, per non indispettire l’elfo.
<<Queste cose non servono più a Kreacher. Kreacher chiede il permesso a Harry Potter di buttarle via>> spiegò. Harry chiuse le palpebre più volte, sempre più stupito.
<<M-ma certo, puoi buttarle, se non le vuoi…>> balbettò, confuso. La vecchia creatura fece un altro inchino, perdendo dalle braccia molti oggetti, e dopo averli raccolti di nuovo si avvicinò al bidone della spazzatura e ce li buttò dentro, senza tante cerimonie.
<<Così c’è più posto, padrone>> gracchiò,spolverandosi le mani. Ron scosse la testa.
<<E’ proprio uscito di zucca, non trovate?>> commentò.
<<Allora, Kreacher, posso contare sul tuo aiuto? Basterà che tu venga qui ogni tanto, a dare una rinfrescatina, a tenere lontani Mollicci, Doxy e polvere>>
<<Harry Potter troverà la casa sempre pulita e in ordine, signore!>>
<<Grazie, Kreacher. Ora se vuoi tornare a Hogwarts puoi farlo>>
<<Grazie, signore. Kreacher va’ a Hogwarts, e tornerà a pulire fra una settimana!>>. Un altro crac, e l’elfo sparì, così come era comparso.
Tornati alla Tana, la signora Weasley diede loro un’altra notizia: un piccolo gufo  aveva portato una busta bianca, all’apparenza senza mittente e destinatario, ma quando loro la presero in mano comparvero sul retro a chiare lettere i nomi di tutti e tre, mentre davanti  si tracciava quello di Hermione, della quale fino ad allora non avevano ancora avuto notizie. Sfilarono la lettera e l’aprirono. All’inizio sembrava una pergamena pulita, poi, per la stessa magia, le parole comparvero anche su quella e fu Ginny a leggerla per tutti e tre:
“Carissimi Harry, Ginny e Ron,
avrei voluto avere il tempo materiale per scrivere una lettera a ciascuno di voi separatamente, ma mi capirete, sto passando ogni momento delle mie giornate con i miei genitori, dedicando loro tutto il tempo che ho perso, perciò vi scrivo di notte, sotto le coperte della cabina della grossa nave che ci sta riportando in patria, e ho già macchiato un paio di volte le lenzuola con l’inchiostro…La posizione non è delle più comode!
Qui procede tutto per il meglio; di giorno passiamo tutto il tempo a raccontarci ogni cosa che abbiamo fatto l’una senza gli altri, e vi stupireste a sentire quanta difficoltà hanno avuto per trovare casa e lavoro. Senza volerlo ho complicato loro la vita, non poco,e quando siamo arrivati a rimuovere loro l’Incantesimo di Memoria erano appena riusciti a sistemarsi, dopo una serie di problemi. Naturalmente non me ne fanno una colpa, ma mi sento responsabile di tutti i loro guai: ora dovranno riniziare da capo, capite? C’è stato un momento in cui le nostre confidenze tra figlia e genitori son diventate una vera e propria discussione, dai toni piuttosto accesi; ma ora è passato, ci siamo chiariti e ci stiamo godendo questo viaggio come se fosse una vacanza in crociera.”

<<Chissà per cosa hanno discusso…?>> la interruppe Ron. Ginny lo zittì e continuò:
“ Il tempo buono ci sta dando un grosso aiuto. Passiamo molto tempo sul ponte, al sole, e l’oceano  ci sta regalando meravigliosi scenari. Le notti sono stellate e chiare, anche se la temperatura si abbassa di molti gradi. La cosa più bella è il colore dell’acqua, di un blu talmente intenso da sembrare un cielo notturno al contrario!
Vi vorrei qui con me, in questi momenti. Mi mancate moltissimo! Vorrei potervi trasmettere a parole tutte le emozioni di adesso, ma credo di non riuscirci.
Ora vi devo lasciare. Devo ripulire le lenzuola dall’ultima macchia di inchiostro che ho fatto, e credo di essermene messa pure sul naso.
Non rispondete alle mie lettere, non è sicuro:come sapete  io ho imparato a fare sulle mie un incantesimo che mi permette di mandarvele  senza rischi, perché possono essere lette solo dai destinatari. Credo che sia il principio di come è stata concepita la Mappa del Malandrino…! Avrete presto altre mie notizie. Nel mentre salutate i signori Weasley per me, date una carezzina a Grattastinchi e dividetevi questo grosso abbraccio che vi mando, in attesa di potervi stringere uno per uno! A prestissimo!
Vostra affezionata Hermione”

Tutti e tre sorrisero con affetto verso la lettera, quasi si trattasse proprio della persona che l’aveva scritta. Ron si fece meditabondo. Ginny guardò Harry con complicità; capivano cosa provava. Loro erano stati lontani l’uno dall’altra per molto più tempo e sapevano come ci si sentiva.
<<Sta tornando, no?>> lo incoraggiò, la sorella. <<Presto l’avremo di nuovo tra i piedi, con le sue spille del C.R.E.P.A, le sue teorie strampalate sui diritti degli elfi, i suoi berretti di lana da regalare loro…>>. Harry rise e Ron abbozzò un sorriso. <<Per non parlare di tutte le sue idee sul ritorno a Hogwarts…>> continuò. Il sorriso di Ron si spense.
<<Oh, no…credete che ci stia ancora pensando? Non se ne sarà dimenticata?>> domandò, timoroso.
<<Stiamo parlando di Hermione Granger, Ron, non di te, che cambi idea come la direzione del vento>> lo rimbeccò, Ginny. (To be continued)


Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Vampirella magica
« Risposta #23 il: 06 Febbraio 2010, 04:29:00 pm »

Ciao Fairy, come va?
Strano, ieri non hai postato un nuovo pezzo...
Comunque, ora sono in pari e ho solo 1 cosa da dire Uao!
Ok, ammetto che quando ho iniziato a farti i complimenti non l'avevo letta bene, ma stamattina l'ho letta per intero e non rimpiango 1 solo commento che ti ho fatto, 6 bravissima!
Vorrei avere la tua immaginazione, ma anche gli altri sono stati molto bravi...
Io, anni fa scrissi qualcosa, ma non c'entra nulla con le cose bellissime che ho letto qui, anche perchè nel mio racconto c'erano sì i protagonisti di HP, ma gli attori che li interpretano...
2 amici mi avevano chiesto di scriverlo (sapendo che mi piace abbastanza scrivere) una storia dove noi andavamo a Londra e conoscevamo i protagonisti dei film di HP, ci ho messo quasi 4 anni per finirla.... ma le vostre sono di gran lunga migliori.
Ed è 1 vero peccato che alcune non siano finite!
Tornando a noi, non vedo l'ora di leggere il suguito della tua storia meravigliosa!
a presto!!
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #24 il: 06 Febbraio 2010, 06:14:38 pm »

Vampirella, grazie ancora per i tuoi commenti positivi... ghh anzi, se c'é qualcosa che secondo te/voi é fuori luogo, sarebbe carino farmelo notare: solo così ci si migliora, no?
ieri non ho postato perché mi son data una regola...qualora nessuno commentasse più significa che hanno perso l'interesse, quindi smetterei di pubblicare...anche perché farei dei post consecutivi, andando contro una delle regole del forum. Quindi, per amor di giustizia e rispetto delle regole aspetterò sempre un commento prima di procedere. E ora continuo... ghh
(Seguito del 4° capitolo)
Nei giorni seguenti Harry fece molte altre cose; andò di nuovo a Godric’s Hollow, assieme a tutta la famiglia Weasley, e portarono dei fiori sulle tombe dei suoi genitori e della famiglia Silente. Andarono a trovare Bill e Fleur a Villa Conchiglia, e deposero dei fiori anche sulla tomba di Dobby, l’elfo domestico che Harry aveva liberato e che aveva dato la vita per lui e fece visita anche ad Andromeda Tonks e al suo figlioccio Teddy, figlio di Remus Lupin e Ninfadora Tonks. Il piccolino cresceva in fretta, ed era l’unica gioia della nonna, rimasta sola. Harry portò a Teddy una scopa volante giocattolo,anche se era ancora piccolo per giocarci, simile a quella che suo padrino Sirius gli aveva regalato per il suo primo compleanno. Era un bambino vivace e pieno di allegria, ignaro di essere rimasto orfano. Si sentì molto vicino a lui: anche lui aveva perso tragicamente i suoi genitori, entrambi in una sola notte. Ma per fortuna, Teddy poteva contare sulle amorevoli cure della nonna, ed Harry si ripromise di essere per lui un padrino esemplare, molto meno sconsiderato di quanto Sirius lo fosse stato nei suoi confronti.
Aveva molto di Remus. Le espressioni, soprattutto. Ma la forma del viso e gli occhi erano della mamma. Quando lo prese in braccio, il piccolo lo guardò sorridente, e i suoi capelli, da biondi, divennero neri come quelli di Harry, e sulla sua fronte tondeggiante comparve la cicatrice a forma di saetta, uguale a quella del padrino. Harry si stupì, ma Andromeda rise, e gli ricordò che il bambino aveva preso dalla madre, che era un Animorfmagus. Tornò a trovarlo una volta alla settimana, qualche volta accompagnato anche da Ginny e Ron.
Alla sera, spesso, lui e Ron, assieme a Ginny e George, si ritrovavano con altri amici a Diagon Alley, al Paiolo Magico o in altri locali, per fare due chiacchiere e raccontarsi. Videro spesso Neville, Hannah Abbott, Angelina Johnson, qualche volta Dean  e Seamus. Una sera passarono a prendere Luna Lovegood, e passarono ore liete, a sentirla parlare delle nuove improbabili scoperte del padre.
Ora che Harry lavorava al Dipartimento, durante la mattina passava molto tempo al Ministero. C’era una sorta di sala di addestramento, in cui gli Auror si tenevano in allenamento. Qualche volta veniva assegnato ad una squadra di due o tre Auror e si occupava con loro di piccoli incarichi, come Oblivare Babbani, spezzare incantesimi, fare ricerche in zone in cui si sospettava la presenza di qualche ex Mangiamorte in libertà. Il suo lavoro gli piaceva immensamente. Non era sempre facile, e spesso, a fine mattinata, si chiudeva nell’ufficio di Kingsley e si confidava, per trovare consiglio. Continuava a stare dalla famiglia Weasley, della quale si sentiva parte, e più ci stava, meno aveva voglia di trasferirsi del tutto al numero dodici di Grimmauld Place. In effetti, ogni volta che faceva la proposta, Molly e Arthur tiravano fuori mille scuse per indurlo a restare, e lui si faceva convincere con troppa facilità. Per questo , visto che i signori Weasley non accettavano denaro da lui, aveva preso l’abitudine di comperare quello che poteva  essere utile alla famiglia, e sistemare a sue spese quello che magari andava aggiustato.
Passata un’altra settimana, l’estate arrivò con un’ondata di calore niente male, e le sere invitavano a lunghe passeggiate tra i locali, a grandi mangiate di buon gelato e pomeriggi al fresco di ombrosi alberi in giardino. Quella mattina di Luglio Errol  portò alla Tana un’altra lettera anonima, che si rivelò di Hermione, come la prima volta, e una copia de “La Gazzetta della Domenica”. Ovviamente lessero prima la lettera, e fu Ron, stavolta, dopo averli portati in camera sua, a volerla leggere per gli altri:
“Miei carissimi Harry, Ginny e Ron,
ormai ci siamo; altri due giorni, e sarò a casa!”
<<Wow! Solo due giorni?>> esclamò Ginny. Ron la zittì, come aveva fatto lei per la prima lettera.
“ Non vedo l’ora, sono così emozionata che queste notti  ho il sonno agitato, e qualche sera, prima di mettermi a letto, prendo di nascosto di mamma e papà una goccia di Bevanda della Pace. Il viaggio continua ad essere tranquillo, a parte il mare mosso degli ultimi tre giorni che ci fa ballare in cabina, e i miei fanno progetti per quando arriveremo. Io ho ripreso a studiacchiare, comodamente distesa sulle sdraio del ponte della nave, e quando sono completamente sola mi esercito con gli incantesimi che sto imparando, e con quelli vecchi con i quali ho sempre avuto maggior difficoltà. Per esempio, il mio Incanto Patronus migliora, e riesco a stare concentrata molto più a lungo…” <<Ottimo, così si toglierà dalla testa Hogwarts, eh?>> sperò Ron.
“ …E ho imparto a fare una cosa con gli schizzi delle onde che arrivano fino al ponte, divertente, anche se forse non ha nessuna utilità pratica. Tutto questo mi distrae però dalla nostalgia che ho di voi e da pensieri tristi, che ogni tanto mi turbano. Ma non voglio darvi preoccupazioni; fra qualche giorno mi lascerò alle spalle anche questo viaggio sull’acqua, e il senso di galleggiamento che hanno ultimamente i miei pensieri, forse, sparirà, quando toccheremo terra.  Vi scriverò appena sarò a casa,in maniera da poterci dare appuntamento per incontrarci. Non riesco a smettere di dirvi che mi mancate da morire!
Augurandomi che stiate bene vi mando un bacio per ciascuno e vi abbraccio forte forte!
Sempre vostra Hermione

<<Due giorni! Splendido!>> esclamò, Ron, buttandosi sul suo letto e posando la lettera sul suo petto. Poi la riprese e lesse con gli occhi alcune frasi, sognante.
<< Organizziamo un’uscita di  ben tornata, vi va’?>> propose Ginny, prendendo tra le mani la Gazzetta.
<<Non è una cattiva idea>> commentò Harry, seduto affianco a lei. Ginny lesse i titoli delle notizie più importanti, tra cui quello di un articolo che parlava di due presunti  ex ghermidori fermati fuori Stato, e uno che parlava di una Riforma Scolastica che Kingsley stava mettendo appunto assieme alla nuova Preside di Hogwarts , la professoressa Minerva Mcgranitt, e i consiglieri della scuola stessa. Annunciava che il lunedì seguente sarebbe stata pubblicata l’intervista che era stata fatta al Primo Ministro sull’argomento.
Harry lesse la sua copia del lunedì nell’ufficio del Dipartimento, e rimase molto colpito,e anche un poco perplesso. L’articolo diceva così:
“…Il Ministero della Magia è passato in mani estremamente sicure e forti. Il nuovo Primo Ministro della Magia sta già dando piccoli esempi della grandezza del suo ideale di Governo, ne è un assaggio la Riforma Scolastica che i consiglieri di Hogwarts hanno approvato appena tre giorni fa, dopo lunghe settimane di lavoro. La Scuola di Magia verrà riaperta il ventuno di settembre, lavori permettendo, e sembra che siano state apportate delle importanti modifiche anche nella struttura dell’edificio. Il Ministro non si sbilancia, nel rivelarci tutte le novità,  ma accenna a degli spazi pensati per un gruppo scelto di studenti e delle nuove materie da introdurre nell’Ottavo Anno Integrativo facente parte della Riforma: passiamo ad illustrare con semplicità le parti più importanti, tramite le sue stesse parole:
“Ho preso le idee e i suggerimenti di alcune persone che si sono dimostrate desiderose di portare a compimento il proprio corso di studi e sentirsi completi. Quello che ne è scaturito è questo Decreto, che è una sorta di sanatoria e di riparazione ai problemi causati dai disordini dell’anno scorso” . A sentir parlare di idee di persone desiderose di tornare a Hogwarts, a Harry non potè non pensare ancora a Hermione.
“Quali sono le persone dalle quali ha preso i suggerimenti migliori? Da quanto dice si tratta di studenti”
“Non le farò nomi. Si accontenti di sapere che si,  si tratta di studenti,brillanti e meritevoli, che sono rimasti fedeli a Hogwarts, nonostante per cause di forza maggiore non abbiano potuto frequentare regolarmente”
“Può illustrarci con più precisione la sua Riforma?”
“Il punto di forza è senz’altro il fatto che non si imporrà niente a nessuno: studenti e genitori saranno liberi di scegliere la soluzione migliore per ogni caso specifico; potranno decidere se ripetere lo stesso anno, o dare gli esami normali di fine anno a settembre, al Ministero stesso e passare subito all’anno successivo”
“Cosa ci può dire invece di questo Ottavo Anno Integrativo?”
“Credo sia la modifica più importante: molti dei ragazzi che avrebbero dovuto terminare il settimo anno, non hanno potuto dare gli essenziali esami di compimento, per ovvie ragioni; tuttavia trovo assurdo che alcuni di loro, dopo aver dimostrato capacità superiori alla norma e conoscenze quasi universitarie, siano mescolati agli altri maghi e streghe che passerebbero al settimo anno con gli esami, e venga riservato loro lo stesso tipo di trattamento. Da qui l’idea di un Anno Integrativo, una via di mezzo che permetta loro di recuperare tutto quello che hanno perso e colmare le lacune che pensano di avere. Un anno di assestamento e di passaggio, insomma, tra la scuola e il mondo lavorativo che li attenderà alla fine”
“Nemmeno l’Ottavo Anno, e obbligatorio?”
“Assolutamente no. E’ tutto basato sulla libera scelta. E’ un modo per far riflettere i giovani maghi e streghe, portarli a prendere delle decisioni che possano farli maturare. Gli unici ad essere obbligati a frequentare saranno i facenti parte di un piccolo gruppo di Senza Bacchetta, per richiesta del Wizengamot”
“si spieghi meglio. Senza Bacchetta tra le mura di Hogwarts?”
“Sono giovani appartenenti alla casa dei Serpeverde, che hanno subito una forte deviazione. Dopo aver affrontato un processo, nel quale è stato riscontrata la loro parziale colpa, la condanna al sequestro della loro bacchetta magica a tempo indeterminato è stata accompagnata da una scelta: o il carcere di Azkaban, che avrebbe, a mio avviso, rovinato del tutto anche ciò che può esserci di buono in loro, o la frequenza obbligatoria della scuola. La scelta di tutti è finita alla fine sulla seconda proposta. Speriamo così di recuperare la loro anima, non ancora del tutto oscurata dal male”
“Non crede che possa essere pericoloso? Insomma, si tratta di giovani che hanno combattuto per Lord Voldemort, non crede che ci sia da temere per il resto degli studenti?”
“No. Un mago della loro età Senza Bacchetta è meno pericoloso di quanto si possa pensare. Prima di tutto perché saranno messi nelle condizioni di non poter effettuare nessun tipo di incantesimo, nemmeno se per sbaglio qualche compagno prestasse loro la propria bacchetta; secondo, saranno tenuti sotto sorveglianza, e il dipartimento degli Auror sta già predisponendo tutto per applicare misure di sicurezza all’avanguardia; e  terzo, è stato appurato che la maggior parte dei Senza Bacchetta combattevano per Voldemort contro la loro volontà, sotto minaccia, o sotto l’effetto di Maledizioni. Perciò, per amor di carità, daremo loro una possibilità di riscattarsi. Tutto quello che chiediamo è pazienza, fiducia e ottimismo, da parte della gente”
“E noi crediamo che vi sarà dato”
“Lo speriamo tutti, al Ministero”. Auguriamo al Primo Ministro Kingsley Shakelbolt che tutto vada per il meglio e lo lasciamo al suo lavoro…”. Finito di leggere, Harry non si trattenne e sgattaiolò dall’ufficio del Dipartimento degli Auror fino a quello di Kingsley. Aveva mille domande, da rivolgergli: quella che più gli premeva era quali fossero i nomi dei Serpeverde  Senza Bacchetta che avrebbero frequentato Hogwarts. Che lui ci tornasse oppure no, Ginny sarebbe dovuta andarci per forza, e aveva lo stesso timore del giornalista che aveva intervistato il Ministro.
Kingsley lo accolse come sempre con un sorriso bonario sulle labbra. Commentarono assieme le parti principali della Riforma ed Harry ebbe la conferma che molti suggerimenti di questo Decreto erano usciti dalle labbra di Hermione; altri, venne fuori, con suo immenso stupore, glieli aveva dati Neville Paciock. Altri ancora erano arrivati da studenti che non conosceva se non di vista, e ovviamente, il resto della Riforma era stato progettato dalla Preside e i consiglieri. Ben presto ebbe senza problemi sotto gli occhi la breve lista dei Senza Bacchetta che avrebbero sicuramente frequentato l’Anno Integrativo di Hogwarts:
Gregory Goyle;
Theodore Nott;
Draco Malfoy.
<<Tutto qui?>> chiese, incredulo e sospettoso.
<<Tutto qui. Figli di Mangiamorte, coinvolti a causa dei loro genitori. Senza  la loro preziosa bacchetta non valgono niente, Harry. Non si son fatti valere quando la possedevano, ora sono solo ragazzi sbandati e impauriti, che dovranno scontare le colpe dei loro parenti. Non c’è davvero niente da temere. E i miei Auror migliori pattuglieranno Hogsmeade e Hogwarts. Ti fidi di me?>>. L’espressione rasserenata di Harry valse più della sua stessa risposta.
<<Si>> disse, con decisione. << Si, Kingsley, mi fido>>. (to be continued)
Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Vampirella magica
« Risposta #25 il: 06 Febbraio 2010, 06:44:02 pm »

Prego!
Io non ho nessuna critica da farti, solo che ero convinta che almeno 1 piccolo intoppo Harry, Ron e Hermione lo incontravano andando in Australia...
Per il resto (a parte qualche errorrino di battiura che può capitare a tutti) è tutto perfetto!
Mi ripeterò, ma non vedo l'ora di leggere il seguito, perciò continua a postare... Grazie a te per averci regalato questa ff unica!
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #26 il: 06 Febbraio 2010, 06:55:28 pm »

Ti voglio svelare un segretuccio...Ron E HArry non sono a conoscenza di quello che accade a Hermione durante il viaggio di rientro...un segretuccio che lei non svela per molto tempo... 15
ed eccoti un'altra parte.
(seguito del 4° capitolo)
La Riforma venne ampiamente commentata anche dagli abitanti della Tana. Al suo ritorno li trovò seduti attorno al tavolo, con in mano La Gazzetta del Profeta, intenti a discutere. Si unì a loro, illuminandoli su quello che non capivano, e fornendo loro i particolari che aveva saputo dal Ministro in persona. Ginny iniziò a pensare seriamente che non si sarebbe scampata dal dare gli esami a settembre, per passare direttamente al settimo anno. Ron diventò pensieroso e curioso, impaziente di sapere quali fossero le materie nuove aggiunte nell’Ottavo Anno. E accompagnato da quell’argomento, un altro caldo  giorno estivo passò, per lasciar spazio finalmente al martedì tanto atteso da tutti e tre: secondo i turni di lavoro di Harry, lui non era in servizio al Ministero, quel giorno,e Ron non andò al negozio, ma alle nove del mattino erano svegli ed eccitati e aspettavano fiduciosi l’arrivo di una notizia che non tardò troppo.
Facevano colazione, quando un gufo del Ministero entrò dalla finestra e lasciò loro una missiva di Kingsley. Stavolta fu Harry ad aprirla e leggerla:

“Cari ragazzi,
la missione che ci sta tanto a cuore può definirsi finalmente compiuta e archiviata dalle otto e trenta di stamattina, ora in cui la famiglia Granger al completo ha varcato con sollievo la porta di casa propria”. La signora Weasley lasciò i fornelli per unirsi alle esclamazioni di gioia dei suoi figli.
“Meno di un’ora fa, uno splendido Patronus a forma di lontra mi ha fatto visita nel mio ufficio, qui, al Ministero, e mi ha informato parlandomi con la voce di Hermione.
Io e due degli Auror in servizio ci siamo recati a casa loro, e abbiamo constatato che stanno bene. Tutto quello di cui hanno bisogno ora è tranquillità e riposo, vi sconsiglio perciò di precipitarvi a casa loro, anche se capisco che non vediate l’ora di riabbracciare la vostra amica, dato che saranno impegnati tutta la mattina a sistemare molte cose. Un anno via di casa, potrete immaginare quanti e quali problemi questo può aver causato. Gli ho visti molto provati. Ho trovato che fosse opportuno avvisarvi.
Ci vediamo al Ministero, Harry…
Kingsley”

<<Io vado da lei>> esordì Ron.
<<Fermo, non hai sentito cosa dice Kingsley?>> replicò Ginny, afferrandolo per la maglietta.
<<Ronnie caro, date a quella benedetta ragazza un po’ di respiro…>> convenne Molly, tornando ai fornelli, molto più gioiosa di prima. Ron si rabbuiò, ma parve rassegnarsi.
<<Ma perché a noi non ha detto niente? Poteva mandare il suo Patronus anche qui>> si lamentò.
<<Le sarà costato già tanto riuscire a farne uno, figurati mandarne due…>> ipotizzò Ginny, ricordando con quanta difficoltà Hermione riusciva ad evocare quel tipo di magia.
<<Forse pensava che io sarei stato al Ministero e che quindi avrei informato voi tutti>> dedusse Harry, più pratico. Poi, vedendo la faccia scura dell’amico, gli venne un’idea.
<<Non andremo a casa sua, ma potremmo sentire la sua voce alla maniera…Babbana, che ne dite?>> chiese. Ginny e Ron lo guardarono perplessi. <<Si, cerchiamo un telefono…Un telefono, capito?>>. Fece un gesto con le mani per mimare la cornetta vicino al suo orecchio.
<<Ah! Già, perché non ci abbiamo pensato prima?>> esclamò Ron, e i suoi occhi azzurri si rasserenarono. <<Materializziamoci dietro al Ministero, è da lì che provavo a chiamarti quando abitavi a Privet Drive, Harry!>>. Segnarono su un foglietto il numero di telefono di Hermione e tramite una Materializzazione Congiunta arrivarono nella via suggerita, nella quale, come Ron aveva detto, c’era una serie di cabine telefoniche. Harry entrò in un bar e comprò una scheda telefonica, dopo di che si infilarono nella cabina più vicina e lui, dopo aver sollevato la cornetta, digitò il numero telefonico di casa Granger, che Ron gli aveva passato. Dopo pochi secondi, la voce trafelata del signor Granger rispose.
<<Pronto?>>
<<Signor Granger?... Sono Harry…Harry Potter…Ben tornati a casa!>> disse Harry.
<<Harry!>> esclamò l’uomo, allegro. Spostò la bocca dal ricevitore per un attimo e lo sentì prendere fiato. <<HEEEERM! SCENDIII! HARRY AL TELEFONOOO!!>> urlò, alla figlia. <<Harry, mi dai una buona notizia>> continuò, riavvicinandosi la cornetta.<<Dopo un anno pensavo che ci avessero tagliato anche la linea telefonica, invece…Come state? Tutto bene?>>
<<Si, grazie>> rispose lui. Quell’ “anche” gli diede da pensare. << Spero anche voi. Kingsley ci ha informato del vostro arrivo poco fa>>
<<Si, è venuto a casa, sai … Aspetta, Herm, sto parlando! Siamo  piuttosto stanchi, ma stiamo benone…Oh, insomma, un attimo! Harry, ti passo Hermione, è qui che scalpita…>>. L’ultima parola venne sovrastata da un urletto di gioia e la squillante voce di Hermione lo salutò festosa.
<<Harry! Oh, Harry…!Stavo per mandare un gufo alla Tana! Ma dove sei? Da dove chiami?>>
<<Siamo in un vicolo vicino al Ministero, con me ci sono anche Ginny e Ron. Ma tu come stai, Herm?>> la prese in giro.
<<Oh, non chiamarmi così pure tu! Io sto bene! Perché non fate un salto qui? Non vedo l’ora di rivedervi!>>
<<Non vogliamo disturbare, sarà meglio che riposiate, immagino che sarete esausti>>
<<Oh, la mamma è decisamente a pezzi. Ha sofferto molto il mal di mare,negli ultimi giorni di traversata, e il mal d’auto dopo…è uno straccio, poverina. Io e mio padre ci stiamo occupando di tutto, per ora…Lo sai che ci hanno staccato la corrente e  il gas? E la polvere è ovunque…Ma vorrei vedervi!E devo renderti il Mantello!>>
<< Ora sistematevi. Ti faccio una proposta: ti va’ se passiamo a prenderti stasera, dopo cena? Andiamo a prendere uno di quei bei gelatoni da Florian Fortebraccio a Diagon Alley per sopportare meglio il caldo. Così mi renderai anche il Mantello>>
<<Sarebbe magnifico! Ci sto! Facciamo dopo le nove? Ma come stanno gli altri?>>
<<Te li passo, così potranno dirtelo loro stessi>>. Harry porse la cornetta del telefono prima a Ginny, che si trattenne al telefono per dieci minuti buoni, mentre Ron fremeva impaziente. Il fratello la ascoltò parlare di Grattastinchi e  di esami di scuola e quando fu il suo turno sembrava aver perso il dono della parola per l’emozione. Si fece tutto rosso in viso, e la sorella si voltò a ridere dall’altra parte. Poi lo sentì farsi coraggio e farfugliare un saluto carico d’affetto. La voce di Hermione si spezzò, commossa. Harry trascinò Ginny a qualche metro di distanza fuori dalla cabina, e lasciò che parlassero tra loro senza spettatori. Ron riemerse dalla conversazione solo un quarto d’ora dopo, raggiante.
<<Bene. Possiamo andare>> disse.
Il pomeriggio passò lento e torrido, con molta impazienza. Ron sembrava trovare noiosa ogni attività ed era teso e quasi intrattabile. La finì sdraiato sul suo letto a giocherellare nervosamente con due spille del C.R.E.P.A, fino all’ora di cena. Ginny spazzolò per bene Grattastinchi, gli lavò il collarino e ripulì bene anche la portantina.
<<Sei contento?Stasera torni da mammina tua>> gli disse, grattandolo sotto il mento.
Dopo cena Harry suggerì a Ron di prendere la sua motocicletta e di andare a prelevare Hermione da solo, così da consegnarle anche la portantina con Grattastinchi. Lui e Ginny li avrebbero preceduti  e aspettati davanti al Paiolo Magico.
<<Salutatela per noi!>> disse il signor Weasley.
<<E ditele di venire a cena a casa, una di queste sere!>> propose,  Molly.
Le strade pullulavano di gente accaldata vestita leggera, come non capitava più da qualche anno. La paura che Voldemort aveva buttato sul mondo circa due anni prima, si era oramai diluita sensibilmente, fin quasi a sparire, lasciando il posto a tutto ciò che sapeva di rinascita, speranza, futuro. Il profumo dolce del ritrovato benessere si percepiva nell’aria ed era tangibile. Lo si vedeva negli occhi e nei sorrisi di molti, lo si toccava nelle strette di mano decise delle persone che riconoscevano Harry, lo si sentiva nelle voci liete dei loro saluti festosi e nei loro auguri per il suo avvenire. Perché ora poteva permettersi un avvenire, ed era una sensazione davvero meravigliosa. Prima c’era solo Voldemort, davanti a lui. Voldemort, Voldemort, e ancora  Voldemort. Dopo la notte della Battaglia di Hogwarts l’ombra dell’Oscuro Signore era scivolata alle sue spalle, nel passato, e davanti a lui si era aperto uno spiraglio dal quale aveva potuto vedere un orizzonte di incredibile bellezza. E se all’inizio lo aveva visto solo come un davanzale al quale affacciarsi con timidezza, ora era una strada che stava già percorrendo con molta decisione: la sua strada senza Voldemort.
<<Harry, mi aspetti un attimo?>>  chiese Ginny, interrompendo i suoi pensieri.       << Ho visto Melissa Becker, laggiù, vado a salutarla e torno! Tu resta qui, se arrivano e non ci vedono poi non riusciamo a ritrovarci, magari>>
<<Si, certo,vai pure>> rispose lui, guardandola allontanarsi e affiancarsi ad una ragazza bionda, più piccola di lei, che la salutò allegramente. Sorrise, seguendo la luce dei suoi capelli rossi che  le ondeggiavano leggeri sulla schiena. Rimase in attesa, guardando la gente che passava e le luci della strada. A intervalli regolari gli giungeva alle narici il profumo di dolci e altre cose buone, il che fece aumentare in lui il desiderio di un bel gelato al cioccolato e lamponi, con granella di noccioline…Il primo gelato che aveva mangiato dopo aver saputo di essere un mago. Era stato Hagrid, a comprarglielo. Gli parve di sentire una voce femminile che lo chiamava; si voltò verso Ginny, ma lei parlava ancora con Melissa. Dall’altra parte vide molte persone, ma nessuna badava a lui.
<<HARRY!>> udì ancora, stavolta in maniera più chiara. Harry strinse gli occhi e guardò meglio. Vide una mano sollevata tra la folla. La persona che provava a richiamare la sua attenzione era semi bloccata tra la gente e si faceva largo a fatica. I capelli rossi del ragazzo che cercava a stento di seguirla gli fecero pensare che si trattava di Hermione e Ron. Ma quando la vide sbucare da dietro un  gruppo di  vecchie signore che si erano fermate in mezzo alla strada a conversare non ne fu più tanto convinto. La ragazza che gli veniva incontro con passo veloce sembrava illuminare la gente, al suo passaggio. Era solare, in una maniera tale che sembrava avvolta da un incantesimo. Eppure, più si avvicinava, più la somiglianza con la sua amica era impressionante.
<<Harry!>> ripeté, facendo gli ultimi metri di corsa, coi  capelli  che saltellavano sulle spalle, un’inconfondibile borsetta che le batteva rumorosamente sul fianco destro, e quando lei gli si buttò tra le braccia, sebbene stupito, non ebbe più dubbi.
<<Hermione?>> chiese incredulo, separandosi da lei, che gli tenne comunque le braccia attorno al collo.
<<E chi credevi che fossi, sciocco!>>. Rise e lo riabbracciò. Harry finalmente contraccambiò con entusiasmo, strizzandola in una stretta che la costrinse a mettersi in punta di piedi, e affondando la faccia tra i suoi capelli. In quel momento sentì quanto gli fosse mancata la sua presenza fedele, e benedì il giorno in cui lei si era affacciata alla cabina dell’Espresso per Hogwarts dove lui e Ron viaggiavano per la prima volta, e si era antipaticamente presentata.(to be continued)
Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


King Harry


Giratempino
Esploratore

*

Nice Post 0


Anno Studente:2
Bacchetta:
Scopa:Nessuna
Divisa:

Colpito da:
Offline Offline

Sesso: Maschile
Posts: 331
Abitanti della Luce...perchè odiate l'Oscurità?
« Risposta #27 il: 07 Febbraio 2010, 12:09:23 am »

E' davvero blla questa FF ghh continua così, mi piace molto 15
Loggato






Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #28 il: 07 Febbraio 2010, 11:42:41 am »

E' davvero blla questa FF ghh continua così, mi piace molto 15

Grazie, King... ghh io continuo, finché c'é entusiasmo... 15

(Seguito del 4° capitolo)

Oltre le spalle di Hermione, Harry scorse Ron che arrivava con Grattastinchi tra le braccia.
<<Ti trovo in splendida forma>> commentò, scostandosi di nuovo e guardandola bene. Dai suoi occhi era sparita ogni ombra di quel sentimento negativo che li aveva spesso velati. La pelle del viso e delle braccia era abbronzata e radiosa,i capelli meno crespi del solito e le sue guance erano tornate piene e colorite. Ma ciò che in lei spiccava più di ogni altra cosa era la luce di gioia che la circondava come un’aura benigna. <<Ti ha fatto proprio bene, questa traversata!>>
<<Grazie! Anche tu stai bene! I pranzetti della signora Weasley ti stanno rimettendo in sesto!>> disse, senza smettere di sorridere. Poi i suoi occhi intercettarono lo sguardo di Ginny che si era appena accorta di lei e si precipitò nella sua direzione per tuffarsi in un altro abbraccio caloroso. Le guardò dondolarsi, mentre Ron lo raggiungeva.
<<Miseriaccia, che folla>> si lamentò l’amico, ma aveva un’espressione compiaciuta e gaia.
<<E Grattastinchi? Pensavo che lo avreste lasciato a casa sua>>
<<Hermione ha detto che le faceva pena, lasciarlo a casa, ora che lo aveva appena rivisto>> rispose lui, stringendosi nelle spalle e accarezzando l’animale.
<<Pensavo che tu odiassi il suo gatto…>> replicò, grattando l’animale dietro le orecchie, sorpreso di vederglielo tra le braccia.
<<Sciocchezze. E’ pur sempre il suo gatto>> fece Ron, guardando Hermione con tenerezza. <<Sta bene, vero?>>
<<Benone, direi. Credevo di trovarla fiaccata dal viaggio e dai problemi di casa, e invece è una cumulo di energia>>
<<Già!Come sempre…Sua madre un po’ meno. Ha ancora l’aria sbattuta>>
<<L’hai vista? Sei entrato a casa loro?>>
<<Il signor Granger ha insistito. Comunque si son sistemati meglio di quanto pensassi>>.  Quando il momento dei saluti e degli abbracci fu passato, entrarono al Paiolo Magico e varcarono l’ingresso di Diagon Alley, passeggiando senza fretta, diretti alla gelateria. Hermione iniziò subito a raccontare loro del viaggio di ritorno, elencando i tanti guai con i quali stavano già facendo i conti, e quando arrivarono alla gelateria di Florian si sedettero ad un tavolino all’esterno, godendosi l’aria mite e profumata. La gente, ormai, si era abituata alla presenza rassicurante di Harry Potter e i suoi amici. All’inizio veniva fermato spesso, a volte le persone diventavano addirittura morbose, nei loro confronti. Ora si attenevano a salutarli, a sorridere, a indicarli.
<<…quindi i miei hanno dovuto ricontattare tutti i loro vecchi clienti e avvisarli del loro ritorno. Qualcuno ha cambiato dentista, nel mentre. Abbiamo passato la mattina con i tecnici della luce e del gas in casa. La corrente la riallacceranno a giorni, abbiamo cenato a lume di candela! E per fortuna sono una strega, mi son liberata dalla polvere e dallo sporco in poche ore. Dopo avevo talmente tante ragnatele, tra i capelli, che ho pensato che i ragni si sarebbero trasferiti sulla mia testa per prendere dimora stabile>> spiegò Hermione. Ron scostò la sua sedia da lei,fingendosi preoccupato.
<<Ma davvero?>> farfugliò.
<<Oh, Ron! Non sei cambiato…>> disse con dolcezza, ridendo e allungando il collo verso lui per dargli un bacio sulla guancia. <<Ho lavato i capelli, sai?>> lo rimproverò, sollevando un sopraciglio.
<<Cambiare lui, in un mese? Hermione, non è migliorato in diciotto anni, non credo che lo farà più, ormai>> cinguettò Ginny.
<<Ordiniamo?>> chiese Harry, notando che Ron cominciava ad impermalirsi.
<<Aspetta, George e dovrebbe arrivare da un momento all’altro>> rispose Ron, guardando Ginny in tralice.<<Eccolo là! George!Siamo qui!>>. Agitò un braccio e attirò la sua attenzione.
Quando salutò Hermione, George si lasciò scappare un fischio sommesso.
<<Ma che hai fatto, Granger? Si mangia qualcosa di particolare, in Australia? Stai d’incanto!>> esclamò, abbracciandola.
<<Sempre in vena di battute, eh, George?>> rise lei, dandogli una pacca affettuosa sulla schiena.
<<Per una volta che facevo il serio… >> sbuffò, prendendo posto. <<Allora, dove sono i gelati? Ordiniamo?>>. Finalmente l’allegro gruppetto si dedicò alle delizie del palato e con l’arrivo di George ebbero risate assicurate per un’ora intera. Raccontò di alcuni clienti Babbanofili che avevano acquistato da lui delle confezioni  di prodotti Babbani, esattamente lacca per capelli e alcuni barattoli di colla; il giorno seguente erano tornati a lamentarsi, e avevano i capelli solidi come roccia, in una piega raccapricciante, e si ostinavano a dire che lo spray, sugli oggetti rotti, non funzionava come doveva. In pratica avevano invertito l’uso dei prodotti, perché non avevano letto le istruzioni. Poi raccontò di un tizio che aveva acquistato pacchi interi di tappi di sughero e ne aveva ordinato degli altri. Non era riuscito a farsi dire per cosa gli servissero.
Ridevano di gusto, e le coppe dei loro gelati erano vuote,quando  alla gelateria arrivò un gruppo di ragazzi e ragazze che Harry riconobbe come appartenenti ai Serpeverde. Erano tutti più giovani di loro, e non sapeva nessuno dei loro nomi, tranne che per un elemento: Pansy Parkinson. Li fissò in un modo tale che pareva lanciar frecce infuocate dagli occhi, mentre era costretta a passare davanti a loro.  Sedettero ad un tavolino non molto lontano e la Serpeverde lanciò a Ginny uno sguardo che a Harry non piacque affatto. Qualcuno degli altri ragazzi, invece ogni tanto osservava di sottecchi Harry, Hermione e Ron, tra un misto di rispetto e timore.
Cercarono di non badarci e ripresero a conversare, commentando la Riforma Scolastica di Kingsley, della quale Hermione non era a conoscenza. Mentre era in viaggio non aveva potuto ricevere La Gazzetta del Profeta,  ed era del tutto allo scuro delle  notizie di un mese intero. Le raccontarono i dettagli, e lei si fece pensosa, poi passarono a descriverle tutti i cambiamenti che stava subendo il numero dodici di Grimmauld Place e quelli che aveva subito Kreacker.
<<Ciao, ragazzi!>> salutò un ragazzino, che riconobbero come Dennis Canon, fratello del defunto Colin. I signori Canon erano appena arrivati in gelateria e li salutarono con piacere. Doveva essere una delle loro prime uscite, dopo la sera della morte di Colin, perché avevano l’aria ancora molto stranita. Dennis aveva con sé la vecchia macchina fotografica di Colin e volle una foto con tutti loro, poi si sedette coi genitori ad un tavolo accanto.
Si dimenticarono del gruppetto di Serpeverde fino al momento in cui decisero che si era fatto tardi e si alzarono per andar via.
Hermione si offrì di andare a pagare il gelato a tutti, ma Ron in uno slancio di galanteria la fermò.
<<No, stasera offro io>> disse. Dal tavolo affianco la voce della Parkinson arrivò in un sussurro.
<<Perché, te lo puoi permettere, Weasley?>>. Qualcuno dei suoi compagni rise sommessamente. Ron le scoccò un’occhiata cattiva, mentre Hermione gli tenne il braccio.
<<Lascia perdere, Ron, ignorala>> bisbigliò, chinandosi a prendere Grattastinchi da sotto il tavolo. Il ragazzo si accostò al bancone di Florian Fortebraccio , facendo la fila per pagare il conto. Harry non potè fare a meno di sentire le parole che provenivano ancora dal tavolino dei Serpeverde.
<<Io la trovo carina>> bisbigliò, un ragazzo.
<<Certo, se ti piacciono le ragazzette scialbe con gli spaghetti al pomodoro in testa>> replicò Pansy. Capì che si riferivano a Ginny e ai suoi capelli rossi.
<<Sarai mica gelosa, Pansy?>> chiese un’altra ragazza.
<<Gelosa di quella là? Ma figuriamoci! >>
<<Quella là sta con Harry Potter>> mormorò, un’altra.
<<Quindi devo dedurre che a Potter piacciono gli spaghetti al pomodoro>>. Risero. Harry scoccò un’occhiata impaziente verso l’interno del locale, sperando che Ron si sbrigasse. Non voleva perdere le staffe, ma stavano mettendolo a dura prova. Guardò prima Ginny, che chiacchierava con George a proposito di una nuova merendina marinara che lui aveva da poco messo in commercio e poi si voltò verso Hermione. Lei scosse la testa, con uno sguardo che gli suggeriva di ignorare i discorsi di Pansy, segno che anche lei aveva sentito.
<<Vorrei proprio sapere, invece, chi è il parrucchiere di quell’altra, è una cosa che mi ha sempre incuriosito>>. Altre risatine. Hermione sbuffò, prese la sua borsetta di perline, che aveva un aspetto migliore di quanto Harry ricordasse e la aprì, iniziando a frugare all’interno, provocando un clangore metallico piuttosto insolito.
<<Ma che hai, lì dentro?>> bisbigliò Harry, avvicinandosi col volto.
<<Non ho avuto molto tempo per disfare i bagagli, ho molte cose, anche ferri da dentista dei miei>> rispose lei. Harry la guardò accigliato. <<Tranquillo, non sto cercando le pinze per estrarre i denti a Pansy, anche se mi piacerebbe>> aggiunse, in fretta, <<Cerco…questo, eccolo qui>>. Con un gesto svelto tirò fuori il Mantello dell’Invisibilità e lo appallottolò velocemente, mettendolo nelle mani di Harry, che se lo nascose tra le maniche della giacca che si era portato dietro senza indossarla.
<<Grazie. Non ti è servito, vero?>>
<<L’ho usato solo una volta, ma non mi trovavo in pericolo. Avevo solo voglia di starmene per conto mio>>
<<Nel campo di zucche di mio nonno cresce un cespuglio che le assomiglia da morire>> disse Pansy, provocando ancora le risate sommesse dei compagni.
<<Muoviti, Ronald>> bisbigliò Hermione, a denti stretti, tamburellando con le dita sul tavolino.
<<Sei esageratamente cattiva, Pansy. I suoi capelli sono solo molto folti>>
<<Col  suo Ordine di Merlino non baderei tanto a quello che ha sopra quanto a quello che ha dentro la testa>>continuò un altro, in sua difesa. I compagni della Serpeverde non sembravano molto d’accordo con le dichiarazioni di Pansy.   Finalmente Ron riuscì; salutarono la famiglia Canon e s’incamminarono tutti assieme verso la direzione del Paiolo Magico.
<<Infantile, portarsi dietro il cagnolino, non trovate?>> commentò ancora, Pansy, a voce più alta, ora guardando Hermione con insolente insistenza. Lei si fermò, spazientita, stavolta decisa a ribattere.
<<Per tua informazione è un gatto>> disse, glaciale. Il sorriso di Pansy si allargò.
<<Veramente non mi riferivo a quell’affare peloso che hai tra le zampe, Granger, ma a te>>. I ragazzi che erano con Pansy si zittirono, preoccupati, quando videro Ginny, Ron, Harry e George voltarsi contemporaneamente, stizziti, pronti a prendere le difese di Hermione.<<No! Non ne vale la pena>> fece lei, mettendosi davanti a loro e insistendo perché proseguissero a camminare. <<Andiamocene. Le sue stupide battute sono solo frutto della sua frustrazione>> sibilò, tagliente. Il  sorriso della Serpeverde si spense.
<<Frustrazione?>> biascicò, mettendosi lentamente in piedi. Una delle sue compagne le fece cenno di tacere e la tenne per il braccio, sussurrando :<<Insomma, smettila!>>, ma lei la scostò bruscamente.
 <<Dovresti stare attenta  a quello che dici e a chi lo dici, inutile Mezzosangue…>>. Gli amici di Pansy diedero in un’esclamazione sommessa e abbassarono la testa, visibilmente a disagio. Era evidente che, se prima avevano trovato divertenti le sue battutacce, non si aspettavano che lei  offendesse pubblicamente  una delle amiche del Ragazzo Che Aveva Sconfitto  Voldemort. Hermione aveva sentito e si era di nuovo fermata. Altri, seduti ai tavolini vicini,  si erano girati a guardare, scandalizzati dalla parola offensiva.
<<Via, Parkinson, queste parole sono sconvenienti, se escono dalla bocca di una signorina per bene>> disse, col tono che si usa per rivolgersi ai bambini. Ron e gli altri si fermarono ad osservare la scena, senza intervenire.<<Ora che ci penso, però, non sei mai stata un modello di finezza …Né di  educazione. Ho sempre sospettato che Silente ti avesse dato la P di Prefetto giusto perché era l’iniziale del tuo nome, sai?>>. Ora i ragazzi e le ragazze seduti al tavolo con Pansy soffocavano le risate per le parole di Hermione. Harry e gli altri fecero grossi sforzi per mantenersi seri. La Serpeverde divenne di un colore indefinito tra il giallo e il verdolino. <<Ma in effetti è anche l’iniziale di Papera, Patata e Pagliaccio>> . A quel punto  divenne difficile, dissimulare le risatine, mentre Pansy tremava d’ira e Hermione sollevava  il mento, sprezzante,  dandole  nuovamente le spalle.
<<Per la barba di Merlino, Granger…l’Australia ti ha migliorata in tutti i sensi!>> esclamò George, ammirato. <<Non ti avevo mai sentito fare battute così audaci!>>. Lei sorrise. Dietro loro udirono il rumore di sedie che si spostavano in fretta e l’inconfondibile suono di un incantesimo che veniva scagliato. Girarono la testa di scatto, in tempo per vedere un cono gelato che volava dritto verso la loro direzione. Hermione fu la più svelta, forse perché in tutto quel tempo aveva tenuto la bacchetta nascosta nella mano, dietro a Grattastinchi.
<<Waddiwasi!>> urlò, con energia, e il cono cambiò velocemente direzione, ma prima di rischiare di scontrarsi con chi lo aveva lanciato si bloccò di colpo, sempre fermato da Hermione, che lo tenne magicamente in aria a pochi centimetri dal naso di Pansy. Dai tavolini circostanti qualcuno fischiò, altri batterono le mani, il flash della macchina fotografica di Dennis immortalò Pansy che tratteneva il respiro, con le mani sollevate a proteggersi, e gli occhi strabici rivolti verso la crema di gelato al pistacchio.  I suoi presunti amici ridevano senza ritegno.
<<Esistono i cestini, per la spazzatura; non ti hanno insegnato nemmeno questo?>> domandò tranquilla, Hermione. A un suo cenno, il cono si tuffò nel bidone posto fuori dal locale. Pansy abbassò le mani, tremante, riprendendo a respirare. <<Ringrazia che io non pensi che vederti coperta di gelato sia un modo per farti sembrare più dolce, Parkinson!>> concluse. Ron la trascinò letteralmente via, preoccupato delle ritorsioni di Pansy, ma rideva di gusto.
<<Non so cosa ti è preso, ma è stato magnifico!>>esclamò, quando furono lontani abbastanza.
<<Oh, quando ci vuole, ci vuole!>> ribatté lei, con l’aria di chi si era sfogata con soddisfazione. 
<<Granger, Fred sarebbe davvero fiero di te!>> si complimentò George, estasiato, andando a stringerle la mano. Ginny si esibì in un’imitazione perfetta della Serpeverde nel momento in cui il gelato le si fermava davanti alla faccia, e risero ancora.
<<Quell’incantesimo, Hermione, dove l’ho sentito…?>> chiese poi, Harry, cercando di ricordare.
<<Credo dove l’ho sentito io, alla prima lezione di Remus Lupin>> rispose lei.<<L’aveva usato contro Pix, il Poltergeist >>. Ron ed Harry si fidarono sulla parola, anche se non ricordavano. Hermione aveva sempre avuto una memoria ferrea, in confronto a loro due. George li accompagnò fino al Paiolo Magico, poi li salutò e tornò indietro, fino al suo appartamento sopra il negozio. Ginny ed Harry si Smaterializzarono per comparire davanti alla Tana, e Ron riaccompagnò Hermione e Grattastinchi  a casa, invitandola a cena dai suoi per la sera successiva. E da quel momento, per qualche mese, la loro vita assunse le sembianze di un’esistenza magicamente normale, che fino ad allora era stata loro negata, mostrando quasi sempre il lato migliore di tutto quello che poteva significare essere sopravissuti a Voldemort e al suo breve e intenso periodo di governo, e colmando, sebbene solo in parte, l’abisso di tristezza in cui erano stati inizialmente gettati, per la perdita delle persone care. (Fine del 4° capitolo)
Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Vampirella magica
« Risposta #29 il: 07 Febbraio 2010, 12:16:01 pm »

Bene, sono rimasta di nuovo indietro con la lettura, ma non preoccuparti, recupero in fretta.
Tu continua così!!
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #30 il: 07 Febbraio 2010, 02:04:29 pm »

Cap.5
Un’estate Magica
“La felicita’ non puo’ essere
Solo una goccia
In un oceano di tristezza”
Fu un’estate molto, molto diversa, sia per Harry, che non aveva mai conosciuto delle vere vacanze in famiglia, sia per gli altri: riuscivano a vedersi quasi tutti i giorni, in un modo o nell’altro. Harry continuava a vivere sotto lo stesso tetto degli Weasley, lavorava al Ministero per cinque turni settimanali, ma amava così tanto il suo lavoro che non lo considerava come tale. Passava molto tempo nell’area di addestramento riservata al suo tirocinio – che in tempi normali sarebbe dovuto durare tre anni –  e spesso lo trovava addirittura divertente. Conobbe molti Auror, tanta gente in gamba, altre persone meno simpatiche.
 Ron lavorava con George al negozio, le vendite andavano a gonfie vele e la realizzazione di guadagnare dei soldi con la propria fatica diede al ragazzo una sicurezza che non aveva mai avuto prima. Hermione, dopo i primi giorni passati a risistemare i problemi casalinghi assieme ai suoi genitori, aveva trascorso alcune mattine al Ministero, nell’ufficio di Kingsley, che l’aveva momentaneamente convinta, con grande fatica, a prendere un semplice incarico nell’ufficio del Dipartimento della Regolazione e Controllo delle Creature Magiche.
<<Lavora per me, Hermione, almeno per questo mese>> le aveva chiesto. <<Ho bisogno di un cervello e una sensibilità come la tua, qui dentro. Le tue idee innovative possono darci una grossa mano di aiuto, in questo settore. Non sei tu, che hai aiutato Hagrid con quell’ipogrifo,anni fa, che gli ha dato una mano col fratellastro gigante e che ha creato il C.R.E.P.A?>>. Hermione si era meravigliata a sentir parlare di qualcosa che veramente in pochi avevano preso sul serio. << Avrai una retribuzione adeguata, dei turni normali, che ti permetteranno di avere il tempo di studiare, se la tua paura è quella di non riuscire a conciliare gli impegni. Dopo di che potrai decidere se continuare gli studi e affrontare l’Ottavo Anno Integrativo – visto che non accetterei mai una tua richiesta di frequentare il settimo anno –  o continuare a lavorare. Son certa che ti farebbe comodo, ora, un’entrata in denaro>>. Hermione aveva dovuto ammettere che avere un po’ di soldi da parte non sarebbe stato malvagio. Prima di partire con Harry e Ron alla ricerca degli Horcrux, aveva prosciugato il suo piccolo libretto di risparmio, e ormai non rimanevano che gli spiccioli. Senza contare che i suoi genitori non navigavano nell’oro, a causa delle mille spese che avevano dovuto affrontare negli ultimi tempi. Avevano speso un patrimonio solo in viaggi…
 La sua risposta uscì dalle sue labbra incerta e nervosa.
<<Va’ bene…Ma…ne sarò all’altezza, Kingsley?>> chiese, in evidente agitazione.
<<Dopo aver affrontato serpenti, acromantule e draghi, mi aspetto che tu sappia trattare con Creature Magiche molto meno pericolose, mia cara>> rispose lui, ridendo, divertito dalla sua espressione preoccupata. <<Si tratta poi di un lavoro d’ufficio, per il momento, e sarai seguita dagli altri impiegati. Naturalmente spero di vederti un giorno nel Dipartimento degli Auror>>. Lei e Ron se lo sentirono ripetere spesso, ma nessuno dei due dava segni di voler sostenere gli esami da Auror a breve: l’uno sicuramente per pigrizia,  l’altra per il senso di inadeguatezza che si sentiva addosso. Così, mentre Hermione e Harry si incontravano  quasi tutti i giorni al Ministero, Ron era appagato dal suo impiego a “I Tiri Vispi”, e con George collaudarono e misero in vendita i nuovissimi “Succhi Trucchi Weasley”, dei succhi di frutta che a seconda del gusto causavano sintomi diversi in chi li beveva. Per esempio, il Succo Lampo al Lampone ti faceva venir voglia  di fare qualsiasi cosa in maniera molto veloce per un buon quarto d’ora, mentre il Succo Zuccoraggioso alla Zucca ti faceva diventare momentaneamente meno pauroso e più temerario. Ron lo collaudò mettendosi a giocare con i ragni che penzolavano in soffitta dalle ragnatele, e quando l’effetto svanì, poco dopo, George pensò che gli sarebbe venuto un colpo per il terrore.  Era ottimo anche il Succo Coccolino al Cocco, se non fosse che faceva diventare sdolcinati e stucchevoli e un po’ troppo appiccicosi. Avevano solo una controindicazione: mischiati a bevande alcoliche accentuavano i loro effetti collaterali, e quindi, prima di metterli sul mercato, su ogni confezione dovettero mettere una scritta di avvertimento.
 Nello stesso periodo Ginny iniziava a studiare per sostenere gli esami del sesto anno di scuola. Alla sera, molto spesso, Hermione andava alla Tana a darle una mano con le materie più astiose, e con la scusa di doversi far spiegare le ultime cose dopo cena, Ginny insisteva perché rimanesse da loro, spalleggiata da Ron e da Molly che, come ripeteva di continuo, adorava avere sotto lo stesso tetto i suoi tre piccoli grandi eroi. In realtà, anche se nessuno lo diceva apertamente e ci fosse molta discrezione in presenza di genitori, sia Arthur che Molly avevano intuito che i loro figli non nutrivano per Hermione e Harry solo una forte amicizia: non erano passati inosservati gli sguardi teneri fra loro, i cenni d’intesa, i sorrisi, i gesti che non erano solo di gentilezza e cortesia. Avevano qualche anno più di loro, insomma, e capivano certi comportamenti. In più, le battutine furbe e sottili di George, le quali infiammavano le guance dei quattro, non lasciavano molti dubbi. Eppure, come in un tacito accordo, né figli né genitori ne parlavano.
I Granger incontrarono spesso gli Weasley, durante quell’estate, stringendo di più il rapporto di amicizia. Harry non ricordava un periodo più felice e sereno, e  i suoi anni trascorsi a Privet Drive gli parevano un sogno lontano, appartenuto a qualcun altro. Quando ci pensava si soffermava a ricordare l’ultima volta che aveva visto i suoi zii e suo cugino, e ai saluti che ognuno di loro gli aveva riservato: quelli freddi e distaccati di zio Vernon e zia Petunia, e quello preoccupato e quasi fraterno di Duddley. Poteva sembrare strano, eppure sentiva che in fondo avrebbe rivisto volentieri suo cugino. Un giorno, forse…Ora era troppo preso dal godersi appieno ogni istante di libertà che la vita gli stava generosamente concedendo, per poter pensare di sedersi sulla sua moto e presentarsi a casa degli zii come se niente fosse, senza contare che non era certo, che loro lo avrebbero accolto cordialmente.
Luglio finì con una piccola festa di compleanno per Harry, che compiva i suoi diciotto anni, alla quale presero parte molte persone care, come Neville e Luna, Hagrid, Kingsley. Ricevette da ognuno regali utilissimi, quasi tutti strumenti magici da Auror, che lui aprì in presenza di pochi intimi, o attrezzatura sportiva per il Quidditch, tranne quello che gli fece Luna: una macchina fotografica, giustificando il suo dono dicendo che a suo parere non c’era più bella cosa che poter conservare le immagini dei più bei momenti con le persone care. Harry apprezzò tantissimo e la utilizzò subito.
Nel mese di agosto Ginny divenne finalmente maggiorenne; la sua festa di compleanno fu una delle più divertenti alle quali Harry prese parte, molto più simile alle classiche feste Babbane che ad una festa fra maghi e streghe. Mentre la signora Weasley serviva la torta in giardino, a forma di campo da Quidditch, una  radio amplificata trasmetteva ad alto volume le canzoni del gruppo musicale preferito di Ginny, le Sorelle Stravagarie. Harry le regalò una scopa nuova di zecca, una delle ultime messe in commercio, la velocissima Firebolt Wind, i suoi genitori un set  completo da Quidditch – Pluffa, Bolidi e Boccino in acciaio economico – , mentre George, Ron ed Hermione le regalarono i biglietti per alcuni concerti delle Sorelle Stravagarie.
Il tempo passò tra cene in famiglia, passeggiate serali, gelati a Diagon Alley, riunioni tra amici, scherzi,  risate e partitoni a Quidditch in giardino, a scacchi dei maghi, a gobbiglie; vennero intervistati più volte dai giornalisti più in vista de “La Gazzetta del Profeta” e Harry accettò, per amicizia di Luna, alcuni incontri col padre, Xeno Lovegood. Anche Neville comparve assieme a Luna ne Il Cavillo e ci furono molti articoli su tutti loro – più gossip che altro, a dire la verità – anche ne Il Settimanale delle Streghe. Andarono a Hogwarts due volte, tramite la Metro Polvere, partendo dall’ufficio di Kingsley, per vedere con lui a che punto fossero i lavori e per deporre dei fiori sulle lapidi dei loro cari sepolti nel parco. La tristezza e la malinconia fece loro visita ogni tanto, quando ricordavano Fred, Tonks, Lupin, Sirius e qualche compagno defunto. La consapevolezza dolorosa della loro tragica dipartita, toccava le loro giornate a caso, senza preavviso, a giorni l’uno, a giorni un altro, e chi si era risvegliato di buon umore, più forte e meno pessimista, consolava chi aveva aperto gli occhi con un senso di smarrimento e vuoto. E nella prima metà di agosto, arrivarono al Ministero le iscrizioni agli esami e  agli anni scolastici di molti ragazzi in età da Hogwarts. Il Primo Ministro vide sulla sua scrivania anche la richiesta di ammissione di Hermione all’Anno Integrativo. Se l’era aspettato, anche se l’impiego che le aveva offerto sembrava piacerle. Riavere i suoi genitori a casa, al sicuro, aveva migliorato di certo la sua autostima, ma c’era ancora molta insicurezza, in lei ed  Harry e Ron, era certo,presi da tutt’altro, non le avevano parlato, come aveva suggerito loro di fare.  Ma quello che lo stupì sopra ogni altra cosa fu il trovare, sotto altre richieste di studenti, quella di Ron. Fino a quel momento non aveva dato segni di voler tornare a scuola in nessun modo, né di rimettersi a studiare altro e Kingsley rilesse più volte la richiesta di ammissione del ragazzo, pensando che poteva trattarsi di un errore. Toltosi ogni dubbio chiamò Harry nel suo ufficio che, sapeva, era il suo migliore amico, e parlarono a lungo della cosa. Harry raccontò che Ron ed Hermione avevano passato gli ultimi giorni a discuterne assieme, e che alla fine erano arrivati alla conclusione che entrambi avevano bisogno di chiudere la propria carriera scolastica con qualcosa di concreto, che si trattasse di esami o l’iscrizione all’Anno Integrativo. Dopo aver rivisto Hogwarts, in quei giorni, ci vollero solo poche parole di Hermione, per togliere ogni dubbio a Ron e convincerlo a presentare la sua domanda.
<<E Hogwarts sia, allora>> concluse Kingsley, levando la bacchetta e imponendo sulle lettere di richiesta di ammissione un timbro in cui si leggevano le parole “Anno Integrativo”. <<Sarà la volta buona che daranno gli esami per diventare Auror>>. Sorrise, mentre le deponeva in cima ad una pila in cui ne aveva messo delle altre e continuò ad aprire la posta che gli era pervenuta quella mattina. Harry rimase in silenzio ad osservarlo lavorare,per qualche minuto, pensoso.
<<In che senso, la volta buona per diventare Auror?>> chiese, poi.
<<L’Ottavo anno sarà ricco di novità, Harry; una di queste è di certo l’insieme delle materie che servono per gli esami da Auror, presentate da degli insegnanti che seguiranno un gruppo scelto di studenti che dimostreranno di avere le capacità e la giusta inclinazione>>. Il sorriso furbo del Ministro contagiò il ragazzo.
<<Stai dicendo che senza saperlo quei due stanno iscrivendosi all’anno che li porterà, alla fine, dove tu desideravi?>> domandò, in parte divertito, in parte ammirato.
<<Be’, lo spero. E’ sicuramente una delle tante possibilità di scelta lavorativa alla quale si dovrebbe giungere, ma non l’unica. Diciamo che sarà un modo per aiutarli a schiarirsi le idee e metterli davanti alle loro reali capacità>>
<<Ron è sprecato, nel negozio del fratello, di questo ne sono sicuro>> convenne Harry.
<<Anch’io credo che possa fare di meglio. E’ solo un po’ pigro. Per stuzzicare loro l’appetito stanno allestendo, ad Hogwarts, proprio in questi giorni, degli spazi riservati esclusivamente a chi frequenterà questo anno speciale, ma per ora non posso rivelarti molto>>
<<Mi stai facendo diventare invidioso, Kingsley>> incalzò Harry, <<avrei quasi desiderio di frequentare anch’io>> disse, con sincerità. Ginny e i suoi due più cari amici avrebbero passato più tempo ad Hogwarts che a Londra, da settembre in poi, quindi si sarebbero separati ancora. L’idea gli dava una spiacevole sensazione di solitudine, ma non poteva certo pretendere di averli perennemente con sé per il resto della sua vita. Sarebbe andato a trovarli di tanto in tanto, col permesso di Kingsley, pensò. E poi c’erano le vacanze…avrebbe sopportato bene.
<<Ma tu frequenterai l’Anno Integrativo con loro, Harry>> esordì, a sorpresa, il mago, giungendo le dita delle mani e appoggiando le spalle allo schienale della sedia. <<Quella sarà la tua prossima, grande missione: un Auror Segreto, in età scolastica, che si mescolerà tra gli studenti e veglierà su di loro, senza che essi lo sappiano. Contemporaneamente completerai appieno la tua carriera scolastica e concluderai il tuo tirocinio da Auror. Ovviamente non sarai l’unico Auror a sorvegliare la scuola, altri pattuglieranno la Foresta Proibita, altri ancora Hogsmeade e vi riunirete a cadenza settimanale per discutere dell’andamento della vostra missione. Sempre che tu accetti la missione, naturalmente>>. Harry lo guardò con aria stolida. <<Se accetterai, dovrai lavorare duramente. Dovrai passare per un vero studente, non so se mi spiego. Frequenterai le lezioni, ti eserciterai e studierai, nessuno dovrà sospettare niente. Solo la Preside e gli altri Auror, saranno a conoscenza del vero motivo per cui sarai lì. E qualunque cosa ti renderà sospettoso, ogni piccolo particolare che pensi sia importante, lo riferirai alla Preside o direttamente a me,  oralmente o tramite rapporti scritti>>
<<Tutto questo per i Senza Bacchetta?>>chiese.
<<Non solo. Prima di tutto, la tua presenza a Hogwarts convincerà molti studenti ad iscriversi, e questo è un bene, per la società magica. La notizia della tua iscrizione verrebbe pubblicata sulla Gazzetta del Profeta appositamente. E poi un altro motivo, molto più serio: vedi, Harry, siamo certi che non tutti i seguaci di Voldemort siano stati catturati, e abbiamo ragione di credere che prima o poi qualcuno di loro si sentirà abbastanza forte da riprendere da dove si sono fermati>>
<<Che prove avete, per sostenere questa teoria?>>
<<Strane morti e sparizioni, in paesi e città lontani da Londra, che sembrano essere comuni incidenti, ma guarda caso si tratta sempre di streghe e maghi figli di Babbani e i loro familiari. Non siamo sicuri si tratti solo di coincidenze>>
<<Hanno riniziato a dare la caccia ai Mezzosangue?>>
<<Non lo so, Harry. Io ho uno strano presentimento. Stiamo indagando, ma per ora non siamo arrivati a niente di concreto>>
<<Credi che Hermione e i suoi genitori siano in pericolo?>> domandò, cercando di non sembrare allarmato.
<<Sono convinto che aver messo degli Auror di guardia fuori dalla loro abitazione, a loro insaputa, non sia stata una cattiva idea. Ma non credo che corrano un pericolo imminente: Londra è molto sorvegliata, ora. Non sarebbe furbo, da parte di chi potrebbe voler attentare alle loro vite, soprattutto non ora che abbiamo messo Hermione dentro al Ministero, così vicina a me e agli Auror>>
<<Quindi offrirle quell’impiego nel Dipartimento della Regolazione e Controllo delle Creature Magiche è stata solo un’altra mossa strategica>>
<<Assolutamente no,  Hermione è stata voluta per le sue capacità, di questo puoi stare certo. Al Dipartimento sono tutti molto contenti di lei ed è ben considerata dalla maggior parte di loro. Lo sapevi che ha fatto aprire un’inchiesta contro il maltrattamento dei draghi ad uso di guardiani per le camere blindate della Gringott?>>
<<Mmmno, non ne sapevo niente…>> rispose lui, stupito.
<<Comunque, la sua assunzione le ha anche favorito una forte protezione. Poi andrà a scuola, e non credo ci sia posto più sicuro per lei, quando i lavori saranno portati a termine. Se potessi trasferire anche i suoi genitori, lo farei. Ma a quanto pare sono molto riluttanti ad accettare qualsiasi tipo di protezione. Ecco il perché degli Auror a loro insaputa>>
<<Neanche Hermione, lo sa?>>
<<Per ora no. Non vogliamo allarmarla, capisci?>>
<<Certo>>. Stettero in silenzio alcuni secondi. <<Devo presentarti la mia richiesta di ammissione all’Anno Integrativo, quindi?>>. Sul viso di Kingsley si allargò un sorriso soddisfatto.
<<Compiliamola insieme>> rispose, prendendo una pergamena. (To be continued)
Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


King Harry


Giratempino
Esploratore

*

Nice Post 0


Anno Studente:2
Bacchetta:
Scopa:Nessuna
Divisa:

Colpito da:
Offline Offline

Sesso: Maschile
Posts: 331
Abitanti della Luce...perchè odiate l'Oscurità?
« Risposta #31 il: 07 Febbraio 2010, 09:22:08 pm »

Mi sta prendendo troppo sto racconto XD
Loggato






Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #32 il: 08 Febbraio 2010, 03:50:49 pm »

Mi sta prendendo troppo sto racconto XD
Mi fa tanto piacere... ghh
(Seguito al 5° capitolo)
Alla fine di agosto  arrivarono alla Tana le lettere con la lista delle materie, dei libri e del materiale necessario per la frequenza dell’Ottavo Anno, indirizzate a Ron e a Harry, e quella delle materie d’esame del sesto anno per Ginny.
Harry aveva raccontato loro, con il permesso di Kingsley, che avrebbe fatto sorveglianza alla scuola come Auror Segreto e che quindi era necessario che anche lui frequentasse. Tralasciò però tutta la parte che riguardava i forti sospetti di Kingsley a proposito dei seguaci di Voldemort. Naturalmente, sia Ginny che Ron ne furono felici e quando anche Hermione fu messa al corrente della novità si organizzarono per andare ad acquistare libri e materiale a Diagon Alley.
<<Ancora non ci credo…un altro anno a Hogwarts, tutti assieme, tutti maggiorenni ed indipendenti…>> diceva Ginny, entrando all’Emporio del Gufo con gli altri tre, per acquistare mangime per i loro animaletti.
<<Non credere che ora che sei maggiorenne non ti terrò d’occhio lo stesso>> intimò Ron, lanciandole un’occhiata in tralice.
<<Sei poco credibile, quando cerchi di fare il fratello maggiore maturo, lo sai?>> lo rimbeccò la sorella. Ovunque si vedevano ragazzi e bambini con i genitori, che acquistavano libri, divise, bacchette nuove, calderoni, ingredienti per pozioni a livello scolastico e ogni cosa andasse bene per scuola.
Presero da Madama Mclan delle divise scolastiche nuove e degli abiti sportivi richiesti per la frequenza dei nuovi corsi,  fecero un salto a salutare il signor Olivander e poi da George, per una visitina veloce. Il negozio era pieno di clienti, come sempre.
L’ultima tappa fu al Ghirigoro, per l’acquisto di tutti i libri richiesti nella lista.
C’erano parecchi insegnanti nuovi; Rosetta Nerastele avrebbe insegnato nel corso facoltativo di Codici Antichi ed Internazionali; la nuova insegnante di Babbanologia era la professoressa Dulcinea Sweety, mentre quello di Trasfigurazione, ora che la Mcgranitt aveva assunto il ruolo di Preside, aveva il nome di Erasmus Milton. Si chiesero che tipo fosse l’insegnante di Difesa contro le Arti Oscure; il suo nome era sconosciuto a tutti e quattro: Andrew Mcmarck. Con lui,inoltre, avrebbero seguito un corso preparatorio tutto speciale, in cui gli allievi avrebbero imparato la teoria e un po’ di pratica di Oclumanzia e Legilimanzia. L’ultima novità, non meno gradita, fu leggere il nome di Hestia Jones, che Harry conosceva bene, la quale avrebbe insegnato Occultamento e Travestimento, e Segretezza ed  Inseguimento.
Hestia Jones era un’Auror, giovane e in gamba, che lui ricordasse. Insieme a tanti altri, si era offerta di andare con Alastor Moody a prelevare Harry a Privet Drive, quando lui aveva quindici anni, e dei Dissennatori avevano attaccato lui e suo cugino, e insieme a Dedalus Lux aveva anche scortato i Dursley in un luogo sicuro il giorno in cui Harry aveva lasciato Privet Drive per sempre. Probabilmente, pensò, non era stata assunta dalla scuola solo per le sue doti da insegnante. Il Ministero stava davvero pensando alla sicurezza degli studenti, in tutti i sensi.
 Hermione acquistò anche  tutti i libri dei corsi facoltativi –Bubbole & Babbani, di Babbanologia, Linguaggi dall’Universo, di Codici Antichi ed Internazionali, Il volo al Volo, per Volo Avanzato, L’Arte dell’Aritmanzia, 5° livello, per Aritmanzia, Il Futuro Oggi, per Divinazione –  infilando tutto nella borsetta di perline.
<<Di’ un po’, che intenzioni hai?>> chiese Ron, osservandola con perplessità.
<<Perché?>> replicò lei, con l’aria innocente, soppesando l’ultimo libro e poi infilandolo con cura insieme agli altri.
<<Hai preso dei libri di corsi che non potrai riuscire a frequentare, dato che saranno alla stessa ora degli altri>>
<<Anche se non potrò frequentarli, non  mi sarà mica vietato leggerli, no? Certo, se avessi ancora la GiraTempo…>>
<<Per fortuna non ce l’hai. Al terzo anno sembravi una maniaca omicida, in certi momenti, a causa del troppo studio>>
<<Esagerato>> ribatté, mentre gli altri tre si guardavano con complicità. <<Ero solo un pochino stressata…>>. Ron e Harry annuirono con un sorriso storto in faccia. <<Si, abbastanza, ma non così tanto come dite voi…>>. I tre sollevarono gli occhi al cielo. <<Insomma, la colpa era anche vostra! Tutta quella storia di Crosta, della cui morte mi accusavate ingiustamente, e Fierobecco, Hagrid…se mi aveste dato una mano sarebbe stato un anno migliore, per me!>>
<<Scusa, Herm, ero impegnato a salvarmi la vita dalle profezie della Cooman, da un Gramo e dai Dissennatori>> spiegò Harry, con leggerezza. Gli altri risero.
<<Miseriaccia, quanti guai, anche quell’anno…ma noi abbiamo mai avuto un anno tranquillo, a Hogwarts?>> chiese Ron.
<<No>> risposero in coro, Hermione, Harry e Ginny. Risero ancora, dirigendosi al Paiolo Magico per poter tornare a casa.
Il giorno seguente fu funestato da una notizia poco felice: la Gazzetta del Profeta annunciava la morte di uno dei più illustri studiosi di quel tempo,il  magifilosofo e teologo Abraham Cornobilis. Ignoti erano entrati nella sua casa, avevano compiuto il delitto e non contenti avevano dato fuoco alla casa con l’Ardemonio, distruggendo ogni cosa si trovasse al suo interno. Si raccontava che l’uomo fosse giunto alla conclusione di importanti esperimenti e fosse sul punto di pubblicare un libro contenenti teorie particolarmente bizzarre, delle quali non si faceva riferimento, perché di poco conto, in quanto si diceva che lo studioso, per quanto illustre e degno di considerazione, nell’ultimo periodo si fosse lasciato prendere la mano da sciocche teorie sull’origine della magia e del potere, di cui discuteva solo con gente poco seria, disposta a dar credito alle sue farneticazioni. L’articolo era firmato da Rita Skeeter.
La settimana prima della partenza per Hogwarts, Ginny ebbe i risultati dei suoi esami, tutti ottimamente superati, il che significava che aveva diritto alla frequenza del settimo anno. La signora Weasley volle organizzare una cena per festeggiare, e invitò naturalmente anche Hermione, che aveva aiutato Ginny a studiare. Faceva ancora molto caldo, e Arthur preparò il tavolo in giardino, dove una leggerissima brezzolina avrebbe assicurato loro il sollievo contro la calura.
Ron ed Harry sistemarono le luci all’esterno e Ginny apparecchiò il tavolo, mentre Molly finiva di farcire dei deliziosi dolcini. Essendo di sabato, George aveva chiuso il negozio ed era tornato a casa, perché il fine settimana, ordini permettendo, stava alla Tana con la sua famiglia. Aveva in braccio uno scatolone di articoli non più in vendita da mettere via in soffitta.
Hermione arrivò un’ora prima di cena e si era portata dietro della lana e dei ferri da lavoro, perché la signora Weasley le stava insegnando dei nuovi disegni e delle nuove forme per i suoi berrettini, calzette, e gonnellini per gli elfi domestici e voleva approfittarne per farne un po’ prima di arrivare a Hogwarts.
George la prese in giro finché lei non lo minacciò di tirargli le orecchie, quindi lui disse che andava bene, che poteva tirargliene quante voleva, ma solo se conosceva anche il modo per incollargliele addosso, ed Hermione arrossì, mentre gli altri ridevano. Dimenticava sempre che George aveva perso un orecchio durante uno scontro con i Mangiamorte, anche perché lui nascondeva bene sotto i capelli il foro nero che altrimenti si sarebbe potuto vedere al posto del padiglione auricolare perduto.
<<Perché ti imbarazzi? E’ divertente!Fred conosceva un sacco di battute, sulle orecchie>> commentò George, Afferrando lo scatolone che si era portato dal negozio e facendole l’occhietto, mentre entrava in casa. Molly strinse le labbra, come faceva quando si nominava Fred e riprese a mostrare ad Hermione come fare i disegni sulle sue sciarpine per gli elfi. Poco dopo dovettero comunque smettere, perché Ron lamentava un grande appetito ed era impaziente di mettersi a tavola.
<<Porta tutto in camera di Ginny, cara, altrimenti le sporcherai>> suggerì Molly, mettendole tra le braccia la lana e le sciarpe finite. Gli altri iniziarono ad accomodarsi e lei entrò in casa e salì le scale, deponendo tutto sul letto di Ginny. Sul comodino dell’amica vide una spilla del C.R.E.P.A. A distanza di tempo si rendeva conto che aver prodotto quelle spille era stato un pochino infantile. La prese tra le mani e la esaminò da vicino: i diritti degli elfi erano ancora molto poco considerati;doveva farsi venire un’idea per rendere la cosa più seria, ufficiale e degna di attenzione, e soprattutto trovare il modo di non offenderli o far loro un torto. La riappoggiò e uscì per fare le scale, quando le parve di udire un lamento soffocato  provenire dalla stanza di Percy e George. Si avvicinò sospettosa e vedendo che la porta era semiaperta la spinse per spalancarla. Seduto sul letto, con la faccia nascosta tra le mani, George singhiozzava sommessamente, chino sullo scatolone.
Hermione restò imbambolata per qualche secondo. L’immagine di George che piangeva le era sempre parsa bizzarra quanto vedere un Lord Voldemort buono o un Harry malvagio. Si riscosse e gli si accostò cauta, tendendo una mano verso la sua testa rossa.
<<George>> sussurrò, impietosita. Lui si ritrasse, come se si vergognasse, asciugandosi gli occhi sul braccio.
<<L-Lasciami solo un m-momento, per favore>>disse.
<<Se è per quello che ti ho detto prima, non volevo…>>
<<No. Non p-preoccuparti>>
<<Allora cosa c’è?>>. Si chinò vicino a lui, mettendogli una mano sul ginocchio, poi vide che dentro lo scatolone, oltre agli articoli vecchi, c’erano anche delle cose appartenute al suo gemello defunto, come una fotografia animata di loro due dentro al negozio. Hermione la prese, capì e gli si sedette affianco, sospirando, mettendogli un braccio attorno alle spalle. Il ragazzo, dapprima rigido e riluttante all’ essere consolato,  si abbandonò  pian piano sulla sua spalla. Ogni parola,  Hermione sapeva, sarebbe stata superflua. Rimase così, a carezzargli la spalla, zitta, aspettando che si calmasse. Fu lui a parlare e rompere il silenzio.
<<Da quando non c’è più mi sento a metà…io e lui eravamo come le due parti di una stessa persona…Capisci?>> mormorò, sollevando la testa e guardando la foto  posata sulle ginocchia di lei.
<<Si. E probabilmente è una sensazione che non svanirà mai del tutto, per te che sei il suo gemello, più che per tutti gli altri tuoi fratelli>> continuò Hermione, realista. <<Ma Fred non ti vorrebbe vedere così. Non è il George che lui conosceva e con cui condivideva tutto>>
<<A giorni credo che sia inutile continuare a portare avanti l’attività in negozio. Forse dovrei vendere tutto e lasciar perdere>>. Sembrava molto depresso.
<<No, George. Non sono sicura che sia una soluzione. Devi cercare di farti forza, portare avanti le cose che avete creato assieme con coraggio, come stai già facendo e come avrebbe fatto lui>> disse, con tutta la dolcezza di cui era capace.
<<Ci son cose che sembrano non avere più senso, senza lui. Non è così facile>>
<<Nessuno pensa che sia facile. Proprio per questo, il modo migliore per onorare la sua memoria è riuscire, nonostante le difficoltà>>
<<Parli tu, che durante i nostri ultimi anni a Hogwarts ci ostacolavi in tutti i modi, quando cercavamo di collaudare le nostre invenzioni...>> ribatté George, guardandola un po’ in tralice.
<<Be’, le collaudavate sui bambini del primo anno e io ero un prefetto...cercavo di fare il mio dovere>>
<<Non sai quanto mi stavi antipatica, Granger>>
<<Un po’ meno della Umbridge faccia da rospo, spero>> scherzò.
<<Giusto un pochino>> fece lui, con leggerezza, accennando finalmente un sorriso.
<<Oh, grazie tante>> replicò lei, ricambiando. Gli restituì la fotografia e gli strinse una mano. <<Loro non ci lasciano mai completamente, sai, anche se detto così può sembrarti banale. Tutti i loro insegnamenti, le parole, le azioni, non scivolano via del tutto. Queste cose diventano l’impronta indelebile della loro vita passata, e sta a noi custodirle, finché ne siamo capaci >>. George la guardò a lungo, poi sorrise con più convinzione.
<<Granger, mi hai fatto venire un’idea strepitosa>> dichiarò.
<<Cioè?>>
<<Lo saprai a tempo e luogo… sarai la prima a conoscerla, al momento opportuno>>. Hermione sollevò un sopraciglio, dubbiosa. Poi decise di non insistere e continuare a sdrammatizzare. Di sotto si stavano certamente chiedendo che fine avessero fatto. Si alzò e si diresse verso la porta. <<Allora quando vorrai rendermi partecipe di questa tua strepitosa idea, sarò tutta orecchi…A differenza di te…>> disse, ammiccando. George proruppe in una risata sonora.
<<Ottima, questa!>>esclamò, senza smettere di ridere, posando la fotografia sul comodino e seguendola. <<Granger>>. Hermione si voltò prima di mettere piede sui gradini. <<Grazie. Spero che quello zuccone di mio fratello non faccia il cretino, con te. Anche se, pensandoci bene, è come sperare che tu infranga le regole >>. Quando arrivarono in giardino, con gli altri che gli aspettavano, ridevano ancora.
<<Ma dove eravate finiti, voi due?>> domandò Ron, più impaziente che mai, col coltello in una mano e la forchetta nell’altra.
<<Stavo prendendogli le misure per un berretto e una sciarpa>> rispose Hermione, tranquilla, mentre George continuava a sghignazzare.
<<Non dimenticarti il gonnellino>> incalzò lui, prendendo posto a tavola. (Fine del 5° capitolo)

Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Vampirella magica
« Risposta #33 il: 08 Febbraio 2010, 04:59:58 pm »

Sono perfettamente d'accordo con King!
Allora, siamo arrivati al fatidigo capitolo 5, da qui dovrebbe iniziare l'azione, giusto?
Non vedo l'ora di leggerlo... non sono sicura di farcela oggi, ma tu continua pure con il 6, ok?
Ho 1 domanda: ma dove le trovi queste foto che metti all'inizio dei capitoli? Sono stupende!
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #34 il: 08 Febbraio 2010, 05:21:54 pm »

Sono perfettamente d'accordo con King!
Allora, siamo arrivati al fatidigo capitolo 5, da qui dovrebbe iniziare l'azione, giusto?
Non vedo l'ora di leggerlo... non sono sicura di farcela oggi, ma tu continua pure con il 6, ok?
Ho 1 domanda: ma dove le trovi queste foto che metti all'inizio dei capitoli? Sono stupende!

Diciamo che la vera l'azione entra in sordina...e diventa azione nel vero senso della parola dal nono. Nel senso che fin ora abbiamo descritto la vita che riprende la normalità, ma ora si torna a scuola...ci muoviamo verso il posto che per noi amanti della saga é stato lo scenario per ecellenza delle scene più belle;già questa per me é azione... i  capitoli che seguiranno quindi saranno di assestamento tra le mura di Hogwarts, con tutte le novità e i pensieri dei protagonisti. nel nono ci sarà un episodio che darà il via agli eventi che movimenteranno la storia di fondo. Non vi dico altro! Pazienza, pazienza e pazienza! CI stiamo arrivando!  15
P.S. Devi sapere che io adoro usare i programmi di fotoritocco: le immagini che posto all'inizio dei capitoli le ho create tutte personalmente.  :2 Mi son fatta pure i poster perché non potevo permettermi di comprarle! sperimento e creo in ogni senso, insomma...!
E ora un pezzetto del sesto...

Cap. 6
Cara, vecchia Hogwarts

“Sara’ un anno diverso,
l’anno tranquillo, finalmente,
che non abbiamo mai avuto”
Il binario Nove e Tre Quarti era gremito di genitori, ragazzi e ragazze di ogni età, la maggior parte visi conosciuti. C’era anche qualche giornalista, tenuto a freno dagli Auror, che continuava a scattare fotografie verso la carrozza in cui, dai finestrini, si potevano intravedere Harry, Ron, Hermione, Ginny, Neville, Luna. Prima di salire sul treno si erano incontrati a terra,e si erano salutati fraternamente. I giornalisti li avevano accerchiati e riempiti di domande banali, tipo “che effetto fa tornare a scuola dopo un anno di forzato assenteismo?” o “ siete tutti fidanzati?” oppure “che carriera pensate di intraprendere, dopo questo Anno Integrativo?”. A nessuna delle domande era stata data una risposta soddisfacente, probabilmente, perché tutti erano stati molto vaghi, e gli Auror giunti in loro aiuto li avevano accompagnati sul treno senza dare il tempo ai giornalisti di ottenere quello che volevano. Avevano potuto salutare affettuosamente Dean e Seamus; un’imbarazzata Cho aveva stretto loro la mano; poi fu il turno di Calì , Padma e Dennis Canon.  Un gruppo di ragazzi di Serpeverde del quarto anno, si attennero a salutare con rispetto da lontano e poi salirono sul treno.
 Harry aveva ricevuto istruzioni precise da Kingsley riguardo a tutto quello che avrebbe dovuto fare una volta arrivato a Hogwarts. Si sentiva meno nervoso di quanto si fosse aspettato, a differenza di Ron, che sembrava essersi dimenticato come si appuntavano le spille. Hermione stava trafficando sulla divisa del ragazzo, cercando di fissargli addosso la P di prefetto. Qualche giorno prima della partenza, infatti, erano arrivate alla Tana e a casa Granger le lettere che riconfermavano lei e Ron prefetti di Grifondoro per il corrente anno scolastico. Durante l’anno passato, il ruolo di Capiscuola e prefetti erano stati eliminati, e la sorveglianza era stata fatta sempre da professori.
<<Se non stai fermo finirò per pungerti di nuovo, Ron>> si lamentò Hermione, concentrata, china su di lui.
<<Lo vedi? Non ci riesci nemmeno tu! Si è spuntata, non entra>>
<<Fatto. E’ solo la divisa nuova, è resistente>>
<<Dovete incontrarvi con gli altri prefetti, vero?>> domandò Ginny, aprendo la portantina di Harnold e prendendoselo in grembo.
<<Si, ma non ci vorrà molto. E poi ci sono gli Auror, non servirà nemmeno pattugliare i corridoi>> rispose lei.
<<Non avranno riconfermato i prefetti di Serpeverde, vero? Cioè, Malfoy ora è un Senza Bacchetta…>> disse Neville.
<<…E Parkinson è una Senza Cervello…se ne saranno accorti, ormai>> concluse Ginny, facendo ridere gli amici. Il risolino di Luna si protese più a lungo di quello degli altri.
<<Vi accompagno alla carrozza dei prefetti e torno indietro, andiamo>> si offrì Harry, che in realtà doveva incontrare gli altri Auror. Si chinò verso Ginny e le lasciò un bacio sulla fronte. <<Ci vediamo dopo>>. Quando lui, Ron ed Hermione furono usciti, Neville prese una bitorzoluta pianta grassa dalla reticella portabagagli. Era piccola, grigia e  tondeggiante, coperta di bolle.
<<Ehm. Quella non è mica la Mimbulus mimbletonia , vero?>>chiese Ginny, spostandosi indietro preoccupata.
<<Si, ma stai tranquilla, ora so tutto, su lei, non vi riempirò di Puzzalinfa come l’ultima volta. Questa è la figlia della mia piantina. Son riuscito a farla riprodurre e voglio regalarla alla professoressa Sprite!>>. Neville sembrava molto soddisfatto e contento. Ginny gli sorrise. Era cambiato molto, nell’ultimo anno. Sembrava più sicuro di sé, sereno e con molta più autostima di quando lo aveva conosciuto. Gli eventi passati, si disse, non erano venuti tutti quanti per nuocere, infine.
Dopo molta fatica(ragazzi e ragazze di ogni età li fermavano per salutarli, o solo per fissarli a bocca spalancata e i corridoi erano quasi impraticabili)Ron spalancò la porta che separava il vagone dal quale stavano uscendo da quello avanti, in cui si stavano riunendo gli altri prefetti. Hermione emise un lamento sordo, quando vide Pansy Parkinson all’interno, sistemarsi con cura la divisa nuova fiammante. Aveva sperato fino all’ultimo che non si fosse nemmeno riscritta a scuola. Sul davanti del mantello nero spiccava la dorata spilla che portavano tutti i prefetti, segno che anche lei era stata riconfermata. Ernie Macmillan e Hannah Abbott erano i prefetti per Tassorosso e Anthony Goldstein e Padma Patil per Corvonero, come un tempo. A sostituire Draco Malfoy, ovviamente impossibilitato a causa del suo stato di Senza Bacchetta, c’era un ragazzo magro e alto, coi capelli scuri e corti, gli occhi neri come i capelli. Si presentò col nome di Yan Shine, e si avvicinò prima di tutti e tese la mano sia a Ron, che a Hermione, per finire con Harry.
<<Molto lieto di conoscervi>> disse. <<Probabilmente non sapete nulla di me: sono arrivato a scuola l’anno scorso, a causa dell’obbligo di frequenza ad Hogwarts di tutti i maghi in età scolastica. Prima studiavo privatamente a casa. Non ho potuto avere l’onore di incontrarvi, dato che non avete frequentato>>. I tre si guardarono l’un l’altro con sfuggenti occhiate.
<<Piacere nostro, Yan>> rispose Harry,gentile.
<<Non avranno mica messo tre prefetti, per Grifondoro, vero?>> chiese, sorridente, cercando la spilla sul petto di Harry.<<Credo sia la Casa con meno bisogno di controlli, dato il prestigio che vi siete guadagnati>>
<<No, no, passavo di qua e li ho accompagnati>> rispose lui. Yan aveva dei modi che gli ricordavano vagamente il professor Horace Lumacorno; un po’ pomposo, ma piuttosto educato e cortese. Tutta un’altra pasta dei soliti Serpeverde.
<<E chi li separa mai, questi tre>> sibilò Pansy, di spalle, che si spazzolava i capelli neri e corti, convinta di non essersi fatta sentire. Non aveva il coraggio di guardare Harry negli occhi. Non dopo quello che era capitato la notte della Battaglia di Hogwarts, quando Voldemort aveva chiesto a gran voce di consegnare Potter in cambio della loro salvezza, e lei lo aveva additato perché venisse catturato dagli studenti.
Gli altri la ignorarono, e Hannah Abbott, dopo averle lanciato uno sguardo in tralice si era fatta più vicina a Harry e gli aveva sussurrato <<C’è da sperare che non vi separino mai>> e aveva ammiccato. <<Quando ho saputo che tu, Ron Hermione e…Neville, tornavate a scuola ho deciso di riscrivermi immediatamente!>>. Arrossì, dopo aver fatto l’ultimo nome.
<<Si, anch’io! Se ne avete bisogno voi tre, figuriamoci tutti noi…>> incalzò Padma, allegramente.
<<Vi lascio ai vostri doveri>> disse Harry, superandoli, ansioso di conferire con gli Auror in fretta per poter tornare nello scompartimento in cui aveva lasciato Ginny.
Arrivò fino al vagone attaccato alla locomotiva e vi entrò. In quella parte del treno c’erano un silenzio ed una calma che non aveva mai sentito sull’Espresso per Hogwarts; nessun ragazzino che provava ad incantare le maniglie, nessun bambino che giocava a Gobbiglie, nemmeno qualcuno che cercava di compiere i suoi primi goffi incantesimi. Le tende della cabina davanti alla quale si ritrovò erano tirate e all’esterno, appoggiato alla parete, c’era un uomo di statura media, i capelli biondo sporco, gli occhi azzurri, un grosso mantello nero sulle spalle e stivali neri e lucidi ai piedi. Quando lo vide fece un cenno con la testa, per salutarlo e poi tese la mano.
<<Ci rincontriamo, Harry Potter>> disse.
<<Fuori dalla Sala di Addestramento, stavolta. Come stai, Alan?>> domandò Harry. Alan Thewlis era un uomo di circa 35 anni, una barba rada e incolta che lo faceva più vecchio di quello che era. Era Auror da quasi sette anni e qualche volta aveva assistito all’addestramento che Harry affrontava al Ministero.
<<Io sto bene. Loro, un po’ meno>> rispose, indicando la cabina con le tende chiuse.
<<All’interno di questo scompartimento ci sono i tre sfortunati signori a cui è stata sequestrata la bacchetta. Non vorrei essere al loro posto>>
<<Sfortunati, dici? La grazia che è stata loro concessa è anche troppa, per i miei gusti>> ribatté Harry.
<<A tutti dovrebbe essere concessa una seconda possibilità>>
<<Anche agli assassini?>>
<<Questi ragazzi non hanno ucciso nessuno>>
<<Solo perché non sono stati abbastanza furbi, o veloci per farlo. Le intenzioni non contano, secondo te?>>
<<Non dovresti giudicare. Eri presente ai loro processi?>>
<<No>>
<<Quindi non sai quali sono stati i metodi di convincimento usati da Voldemort per far sì che obbedissero ai suoi ordini. Ricordati, bisogna sempre provare a mettersi nei panni degli altri. Parlare dal di fuori è sempre molto facile>>. Seguì una pausa di silenzio, in cui Harry provò a riflettere sulle parole del collega. Forse aveva ragione, ma non era propenso a giustificare le malefatte di tre delle persone che avevano contribuito alla passata ascesa del signore Oscuro e quindi complici delle tragedie che sia il mondo Babbano che quello magico avevano subito.
<<Sarà come dici>> disse infine, <<Ma piuttosto che usare la tortura sulle persone o fare la spia per conto di Mangiamorte e assassini sarei morto>>. Alan sogghignò.
<<Certo. Ma tu eri il Prescelto. Non siamo tutti “Harry Potter” >>. Alan aveva un modo di fare che lo indisponeva leggermente. Sembrava quasi nutrire una sorta di invidia nei suoi confronti e, se non avesse imparato a conoscerlo bene, avrebbe pensato che ci fosse inimicizia verso lui, ma i colleghi gli dissero spesso che non era così. Era normale che Harry suscitasse gelosia, in certe persone.
<<Chi altri sorveglia il treno?>> domandò.
<<Barney Weisberg. Ora è col macchinista, ma starà tornando. Deve fare le veci dei Capi Scuola e consegnare le parole d’ordine per Hogwarts. A Hogsmeade troveremo Miranda Macleane  e Harvey Selkirk, saranno di pattuglia almeno il primo mese, poi si vedrà. Goditi il viaggio, sai bene che devi mescolarti agli altri studenti e non dare nell’occhio. Per quanto ti possa riuscire, ovviamente>>. Gli occhi corsero alla sua cicatrice.
<<Si, lo so. Se c’è bisogno…>>
<<Non ce ne sarà. Questi tre staranno buoni buoni fino ad Hogwarts. Hanno rischiato il linciaggio, sul binario Nove e Tre quarti, non  avranno voglia di passeggiare per il treno e incontrare il fratello o la sorella di qualche giovane assassinato dai loro padri>>. Harry si ritrovò ad immaginare la scena. All’improvviso gli fu chiaro che non era il resto degli studenti di Hogwarts, a dover temere la presenza dei Senza Bacchetta, ma il contrario. Capì più a fondo i ragionamenti di Kingsley e molti dei suoi dubbi si dissiparono. Lasciò il collega alla sua sorveglianza e tornò indietro fino al vagone in cui Ginny, Neville e Luna lo aspettavano. Avevano fatto incetta di dolciumi dal carrello del pranzo e stavano scartando le ultime Cioccorane rimaste.
<<Me ne avete lasciato qualcuna?>> chiese, prendendo in braccio Grattastinchi per farsi spazio accanto a Ginny. Il gattone si acciambellò beato sul suo grembo e prese a fare le fusa. Leotordo dormicchiava nella sua gabbia, sulla retina portabagagli, e gli parve improvvisamente strano, non vedere accanto al gufetto di Ron la sua civetta bianca. Non aveva mai fatto il viaggio per Hogwarts senza Edvige e gli si strinse lo stomaco. Rifiutò la Cioccorana che Neville gli stava porgendo, notando che Luna lo guardava con insistenza, e come se avesse letto nella sua mente a cosa stava pensando chiese: << Non hai più la tua civetta, Harry, o è in viaggio a consegnare qualche lettera?>>. Ogni altro discorso cadde e ci fu silenzio, mentre aspettavano la sua risposta.
<<E’ stata uccisa dai Mangiamorte due estati fa>> rispose asciutto, con poca voglia di parlarne.
<<Capisco. Non sei riuscito a comprarti un altro animale, vero? Non si riesce a rimpiazzarli, quando ti affezioni. Pensi che nessun altro potrebbe prendere mai il suo posto>>. Harry annuì, un po’ sorpreso. Luna riusciva sempre  a far centro. Altro silenzio.
<<E tu? Non ti ho mai vista con un animale tuo>> chiese Neville, rivolto a Luna.
<<Oh, non più. Per lo stesso motivo di Harry>> affermò. <<Avevo un leprotto, tempo fa, si chiamava Wizzy. E’ morto il giorno che ho perso anche mia madre. Non ho più voluto averne uno>>. Ancora silenzio. Il discorso non era certo allegro.
L’ingresso di Ron ed Hermione nella loro cabina fu la scusa per far cadere l’argomento e passare a cose più divertenti. Hermione si mise a sferruzzare gonnellini per gli elfi, mentre raccontava chi fossero gli altri prefetti, lodando i modi cortesi di Yan Shine  e lamentandosi, con rabbia, del fatto che la Parkinson fosse stata riconfermata.  Ron tirò fuori i suoi Scacchi dei Maghi e intraprese una partita con ognuno di loro, a turno, vincendo sempre, Ginny si immerse nella lettura di una rivista sul Quidditch assieme a Harry, commentando insieme a lui le immagini in movimento delle acrobazie di molti giocatori.
<<Ehi, c’è la squadra bulgara…ecco Krum>> fece Ginny, indicando una foto.
<<Davvero? Fa’ vedere>> disse Hermione, allungando il collo.
<<Perché ti interessa tanto vedere la sua foto?>> bofonchiò Ron, accigliandosi. Hermione lo ignorò. Non era cambiato molto. Aveva i capelli più lunghi, ma il solito sguardo duro e arcigno. <<Ti senti ancora con lui?>> insistette Ron, cupo.
<<A dire il vero è dal giorno del matrimonio di Bill e Fleur, che non lo sento>>. Tornò a sferruzzare, tenendo la bacchetta in una mano e il libro di Codici Antichi e Internazionali nell’altra, mentre Ron sembrò rilassarsi. Qualcosa, come il suono di un campanellino, tintinnò e tutti si guardarono attorno, cercando di capire cosa fosse. Hermione sollevò la manica sul suo polso destro, scoprendo un curioso orologino color rame  lucidissimo. Lo sfiorò appena, e il suono cessò.
<<Siamo quasi arrivati, ragazzi, dovete indossare le divise>> disse, sistemando il libro e i ferri. Lei e Ron  si erano già cambiati prima che il treno partisse, a causa del loro ruolo da prefetto.
<<E quello cos’era?>> chiese Ron, con gli occhi ancora rivolti al suo polso.
<<E’ un Orologico. Tiene conto di tutti gli impegni e le scadenze,  e fa tante altre cose. Me lo sono comprata qualche giorno fa. I miei volevano che avessi un regalo per il mio compleanno, così mi hanno dato un po’ di soldi e sono andata a scegliermelo>>. Dai suoi bagagli tirò fuori il mantello che completava la divisa e lo indossò, applicandoci su la spilla da prefetto.
<<Compleanno? Quando? Perché non abbiamo festeggiato?>> farfugliò Ron.
<<Sbrigati, Ronald, stiamo per arrivare alla stazione di Hogsmeade! Prendi il tuo mantello>> insistette lei, ignorando la domanda. Ognuno di loro iniziò a prendere la propria divisa. Ginny e Luna uscirono per andare a cambiarsi nel bagno, ed Hermione tirò giù il suo baule scolastico, risistemando poi Grattastinchi nella portantina. Uscì nell’andito, per permettere agli altri ragazzi di cambiarsi e guardò fuori attraverso il finestrino. Era buio, ma non abbastanza da nascondere gli alberi e le montagne già innevate sulla cima. Aveva visto quel paesaggio tantissime volte, e l’emozione che sentì  non era molto diversa dalla prima volta. Si sentì leggera e allo stesso tempo tesa. Hogsmeade stava per comparirle davanti, ad accoglierla per un nuovo anno. Avvertì la piacevole sensazione che aveva sempre sentito quando indossava la divisa con lo stemma di Grifondoro, i suoi colori caldi, e sorrise, vedendo il suo riflesso nel finestrino. Lei si, era diversa: si vide quasi adulta, i capelli molto più lunghi, sciolti sulle spalle, in contrasto col colore scuro del mantello.
 (To be continued)
« Ultima modifica: 08 Febbraio 2010, 06:11:16 pm da Fairy » Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Vampirella magica
« Risposta #35 il: 08 Febbraio 2010, 06:46:30 pm »

Uao! complimenti, io invece di pc ecc, ci capisco davvero poco!
Aspetto il resto del 6 capitolo + tutti gli altri!
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #36 il: 08 Febbraio 2010, 06:59:12 pm »

Mi scuso ancora se sono costretta a dividerli...sono lunghi e ripeto, é consentito postare non più di 20.000 caratteri.
(Seguito del 6° capitolo)
Una bambina, sicuramente del primo anno – sulla sua divisa non compariva ancora nessuno stemma di una Casa – era appena uscita da uno scompartimento e trascinava dietro sé il pesante baule scolastico. Sotto un braccio teneva quello che sembrava un grosso blocco di fogli bianchi. Aveva l’aria stranita e intimorita. Poteva capire quello che provava.
<<E’ la prima volta, che vieni a Hogwarts?>> le chiese, con gentilezza. La ragazzina si fermò, con gli occhi spalancati.
<<Si, signora>> rispose, con la vocina tremula. Aveva occhi azzurri e capelli  scuri, quasi neri, che le arrivavano alle spalle e le gote leggermente arrossate. Era così piccola…Hermione si chiese se anche lei, al primo anno aveva avuto le dimensioni di un folletto.
<< Non chiamarmi signora, ti prego. Io sono Hermione. Tu come ti chiami?>>. La bambina sgranò ancora di più gli occhi e trattenne il fiato con enfasi.
<<Tu sei Hermione Granger? La compagna di viaggio di Harry Potter?>> esclamò, emozionata.
<<Si…e tu sei…?>> insistette Hermione, sorridendo.
<<Sally  Silk! Oh, non pensavo che ti avrei potuta incontrare con facilità…E’ così…così strano, vederti dal vivo!So tutto di te! Ti ho vista sui giornali!Eri assieme a Harry Potter e Ronald Weasley…E ho visto anche Neville Paciock, il figlio degli Auror!>>
<<Fra qualche giorno ti sembrerà normale, credo>> disse divertita.
<<Ne dubito…! Posso…posso avere il tuo autografo?>>. La domanda la lasciò spiazzata. Di solito era una cosa che chiedevano a Harry, non a lei. Gli occhietti speranzosi di Sally indugiarono sulla P di prefetto che Hermione aveva applicato sul mantello e sullo stemma di Grifondoro, mentre le porgeva timidamente il suo blocco di fogli bianchi.
<<Davvero vorresti un mio autografo?>> chiese.
<<Sarebbe  magnifico…non voglio disturbarti, però… se puoi…>>. Hermione sfilò la sua bacchetta, senza perdere tempo a cercare penna e calamaio. Prese la bacchetta, la agitò e sul foglio comparve a chiare lettere il suo nome per intero,  poi lo consegnò ad una estasiata Sally. Il suo visetto felice quasi la commosse, pensando a quanto bastasse poco, per dare gioia agli altri, e le venne un’idea.
<<Aspetta un secondo, forse posso farti avere qualche altro autografo>> disse, e fece per bussare al vetro della cabina in cui i ragazzi si stavano cambiando, convinta che a Sally avrebbe fatto piacere avere anche l’autografo di Harry, Ron e Neville. Ma prima che potesse farlo, la porta del vagone dietro di loro si aprì e ne uscì un Auror, il quale precedeva i tre Senza Bacchetta, vestiti con le loro divise, che trascinavano pesantemente i loro bagagli. Le due ragazze si appiattirono contro la parete per farli passare. Hermione cercò di costringersi a guardare il pavimento, ma fu più forte di lei: al passaggio dei tre Serpeverde sollevò piano la testa e incrociò, per la prima volta dopo mesi, lo sguardo sbiadito e cerchiato di una delle poche persone al mondo che aveva detestato quasi quanto Voldemort stesso. Draco Malfoy sbatté le palpebre, riconoscendola, e volse subito gli occhi ai suoi piedi con evidente imbarazzo. Hermione strinse le labbra, sentendo una grande agitazione montarle in petto. Nott e Goyle non osarono guardarla,e avanzarono seguiti dal secondo Auror. Il treno stava fermandosi. Probabilmente gli Auror avevano pensato bene di scortarli giù dall’Espresso prima che gli altri studenti si riversassero nei corridoi, cosa che avvenne nell’istante preciso in cui il treno si arrestò del tutto alla stazione di Hogsmeade.
<<Coraggio, Sally, dobbiamo scendere. Ci vediamo a scuola>> disse, facendola passare avanti. La bambina riprese la sua espressione smarrita e si diresse verso una delle uscite. Ad attendere quelli del primo anno, sul binario, c’era la gigantesca figura di Hagrid. Lei gli fece un cenno con la mano dal finestrino e sul grosso viso barbuto del mezzo gigante si aprì un sorriso emozionato, mentre la salutava agitandosi, travolgendo alcuni bambini terrorizzati dalla sua imponente mole.
Ci fu la solita confusione, alla quale Hermione e gli altri non presero parte. Aspettarono chiusi nella cabina che il treno si fosse svuotato, prima di scendere a loro volta e dirigersi verso le carrozze che gli avrebbero portati all’interno del territorio di Hogwarts. La differenza di clima fu subito percepita. Si strinsero nei loro mantelli pesanti, camminando velocemente, guardando l’ultima carrozza che si allontanava da loro. Aspettarono qualche minuto, in attesa che ne arrivasse un’altra, e quando sentirono il rumore di zoccoli e ruote cigolanti si voltarono per salire. Ron, Hermione, Neville e Ginny strillarono, retrocedendo. Davanti ai loro occhi terrorizzati, una grossa creatura nera, che si poteva definire  una specie di cavallo, trainava la carrozza. Aveva il corpo completamente privo di carne, con la pelle nera come la notte che aderiva direttamente allo scheletro, la testa più simile a quella di un piccolo drago, che a quella di un cavallo e due grosse ali nere, come quelle di un pipistrello,ma molto più grandi. Harry capì la loro reazione solo pochi istanti dopo: era la prima volta che vedevano un Thestral. Fino all’anno prima non erano stati in grado di vederne uno, perché per poterli vedere bisognava aver visto la morte da vicino, come lui e Luna. Durante la Battaglia di Hogwarts, invece, era stato fin troppo facile vedere qualcuno perdere la vita, perciò ormai erano tutti in grado di vederli attaccati alle stanghe.
<<Va’ tutto bene, ragazzi, state calmi>> disse, mettendo una mano sul braccio di Ginny. <<Sono solo Thestral…avanti, li avete anche cavalcati, anni fa>>. Luna si avvicinò, diede un buffetto al muso della bestia e poi aprì la portiera della carrozza.
<<Lo direste, voi, che queste imponenti e forti creature temono gli animaletti più piccoli?>> disse, sognante, prima di entrare. Con gli occhi ancora dilatati, i quattro ragazzi seguirono Harry, che li aiutò a salire.
<<Abbiamo…abbiamo cavalcato questi cosi?>> balbettò Ron, ancora sconvolto. La carrozza partì.
<<Era meglio quando non li vedevo>> commentò Ginny. Neville era rimasto a corto di parole. Hermione, dopo molto, sospirò rumorosamente.
<<Be’>> disse, facendo una buffa smorfia, <<E’ stato meno sconvolgente che vedere Draco Malfoy>>
<<L’hai visto?>> incalzò Ron, aggrottando la fronte.
<<Con gli altri Senza Bacchetta, si>>
<<E com’era?>> chiese Ginny, con la stessa espressione del fratello.
<<Il solito. Niente di diverso>> replicò, svelta.
<<Che effetto ti ha fatto, rivederlo?>> domandò Luna, pratica di quesiti sconvenienti. Hermione la fissò infastidita per qualche secondo, prima di accontentarla.
<<Mi è venuta voglia di restituirgli la sua bacchetta>> sibilò, acida. Harry la sentì borbottare a voce molto più bassa il modo in cui le sarebbe piaciuto dargli la bacchetta e ridacchiò. Pochi minuti dopo la carrozza rallentò e si fermò davanti all’enorme portone di quercia del Castello. L’immensa scuola li sovrastava come un gigante buono e vegliardo che gli aspettava e non poterono fare a meno di sorridere, davanti alle sue mura antiche, ricostruite e restaurate, pronte ad accoglierli.
<<La nostra cara, vecchia Hogwarts>> sospirò Luna, avanzando.(Fine del sesto capitolo)
Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


Daydream
Giratempino
Newbie

*

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:Nessuna
Divisa:Nessuna
Viso:Pulito
Offline Offline

Posts: 0
« Risposta #37 il: 08 Febbraio 2010, 08:27:12 pm »

che bello sono tornati a Hogwarts e si sta facendo sempre + interessante, come sempre aspetto il prossimo capitolo 15
Loggato


Fairy


Giratempino
Esperto

*****

Nice Post 0


Anno Studente:1
Bacchetta:
Scopa:FIREBOLT
Divisa:Nessuna
Viso:Quasi-Pulito
Offline Offline

Sesso: Femminile
Posts: 1344
"L'ultimo nemico che sarà sconfitto é la Morte"
WWW
« Risposta #38 il: 08 Febbraio 2010, 08:45:21 pm »

Vi accontento subito:
Cap. 7
Il dolore di Draco
“Perdono”
Draco Malfoy si sedette al tavolo di Serpeverde assieme  a Theodore Nott e Gregory Goyle, senza parlare. Non si erano rivolti la parola per tutto il viaggio. Era stato come viaggiare con degli sconosciuti. Gli unici suoni che aveva potuto sentire era lo sferragliare del treno sui binari, uno dei compagni che si schiariva la voce o sospirava, il fruscio dei loro movimenti e degli abiti quando cambiavano posizione o si alzavano per andare al bagno, scortati dagli Auror. Gli stessi due Auror che ora sedevano con loro, con molta tranquillità, aspettando l’arrivo degli altri studenti nella Sala Grande.
Aveva tanti dubbi e sospetti, riguardo a quell’anno scolastico che era stato obbligato a frequentare, pena la reclusione in un reparto speciale ad Azkaban, a pochi metri dalla cella del padre. Il Primo Ministro gli aveva detto che era l’unico modo per salvare la sua anima. L’unico sistema per recuperare la sua mente deviata dalle Arti Oscure e reintegrarlo nella società magica. Gli era parso un discorso da vecchio sacerdote bigotto, ma non aveva fatto commenti. Non ne era stato in grado. Tutto, della sua esistenza, in poco tempo, era stato rivoluzionato, messo sottosopra. Tutto ciò che era una sicurezza si era trasformato nell’esatto contrario, mettendo in pericolo ogni cosa facesse parte della sua agiata vita. Confuso e incerto, aveva intrapreso una strada con ostacoli e pericoli insormontabili, troppo grandi per la sua portata da mago di soli diciassette anni. Quando il Signore Oscuro lo aveva considerato si era sentito grande…al di sopra di tutti quei ragazzetti della sua età che non capivano niente di cosa significasse essere nelle sue grazie, al di sopra di tutti quegli idioti che seguivano ancora la scia di fascino che aveva sempre avuto Harry Potter. Si era sentito al di sopra anche di lui, del Prescelto… Ma non era passato molto tempo, da che capisse l’amara verità. Voldemort lo aveva scelto solo per punire i fallimenti di suo padre, e quando se ne era accorto si era spinto ormai troppo in là per tornare indietro e sottrarsi alle sue grinfie. Lo aveva visto torturare i suoi genitori più di una volta; si era preso gioco di molte persone, prima di ucciderle davanti ai suoi occhi; lo aveva odiato con tutta la sua anima. E quando era morto, colpito dall’Anatema che lui stesso aveva lanciato, era stata una liberazione. Non aveva paura di subire processi  e finire in prigione; non temeva neppure la reazione delle persone contro le quali si era schierato, purché non dovesse più sottostare ai suoi ordini e sapere i suoi familiari in pericolo. Ricordava con terrore, la notte in cui Potter e i suoi due compagni erano stati catturati da un altro essere ripugnante, Fenrir Greyback. Non voleva crederci. Per qualche mese aveva sperato con tutto il cuore che il suo più grande rivale  si incontrasse con Voldemort e si avverassero le speranze di tutti quelli che si battevano contro il Signore Oscuro. Se Harry lo avesse ucciso, tutto sarebbe finito. Poi, invece, il licantropo gli aveva portati a casa sua, a Villa Malfoy e tutto si era sgretolato sotto il suo naso. Non riusciva a guardare in faccia i suoi compagni Grifondoro, e anche sotto insistenza di suo padre non voleva ammettere che fossero proprio loro tre. Nient’altro che tre stupidi ragazzi che avrebbero fatto una fine orrenda, ecco cosa erano. Altro che Profezia, Prescelto, eccetera. Sarebbero morti tra atroci pene. Anche a causa sua…L’orrore gli aveva contratto lo stomaco fino alla nausea, quella notte. Non aveva dimenticato la furia terribile di sua zia Bellatrix, la pazzia che si era trasformata in folle tortura contro Hermione Granger. Ogni volta che ci pensava un brivido di freddo gli percorreva la schiena. Aveva incrociato gli occhi di Hermione, quella famosa notte ed era rimasto sconvolto. La sua paura, il dolore, le sue parole che chiedevano pietà, le sue lacrime…Non perché gli rappresentasse qualcosa,anzi. Non gli importava niente, di quella sporca Mezzosangue, feccia della società. ma era stato uno spettacolo troppo crudele anche per lui. Aveva sentito l’istinto di fermare la zia, dire basta, ma non aveva avuto il coraggio di farlo. Si era girato di spalle e aveva lasciato che la torturasse fino allo sfinimento. E quando il suo pianto era cessato all’improvviso aveva creduto che Bellatrix l’avesse uccisa. Morta, e lui non  aveva fatto niente per impedirlo. Gli si era gelato il sangue nelle vene. Gli era tornato in mente Albus Silente,e la morte avvenuta per mano di Piton, ma almeno lui non aveva sofferto. Rivedere Hermione viva e vegeta all’interno di Hogwarts, la notte della Battaglia, era stato come vedere un fantasma.
Da allora, lo sentiva, continuava a trascinare la sua esistenza come un essere diviso a metà: erano in lui un Lato d’Ombra, che si crogiolava ancora nelle perfidie commesse da lui in passato, vanesio e ostile, propenso a perseguire la strada intrapresa dal padre, e un Lato di Luce, che tendeva a spingerlo a desiderare una vita diversa da quella vissuta fino ad allora. Bramava di cancellare fino all’ultimo tutti gli sbagli commessi e riniziare da capo, salvare davvero quello che restava di buono nella sua anima e cominciare a guardare il mondo con occhi diversi. Era come se dentro di lui ci fosse una lotta continua ed estenuante. Questo lo buttava ancor più nella confusione.
 Non poteva certo chiedere consiglio al padre, o alla madre. Doveva fare tutto da solo, e questo lo avviliva, lo annientava, alimentando la frustrazione, la rabbia e quindi il Lato d’Ombra che saltava fuori con più facilità, deridendo i suoi flebili tentativi di rimettersi, in qualche modo in carreggiata.
Come poteva farsi accettare dalla società magica, con la brutta fama che aveva addosso? Il solo cognome che portava suscitava ribrezzo nella gente. Che speranze poteva avere di vedere per sé stesso un futuro sereno? Mentre quelli della sua Casa prendevano posto a tavola, mettendosi piuttosto lontano da loro Senza Bacchetta sentì appieno quanta ostilità avevano i suoi compagni stessi, quelli che avrebbero dovuto perlomeno capire. Si sentì come un animale in gabbia, senza possibilità di scegliere. Poi successe una cosa e il Lato d’Ombra, che fino a quel momento era rimasto sveglio e vigile in fondo al suo petto, pronto a scattare, fece spazio al Lato di Luce, che si affacciò curioso, calpestando il suo contrario per qualche minuto: Yan Shine, il prefetto maschio di Serpeverde, si sedette accanto a lui e lo salutò con molta tranquillità. Subito dopo, come se il gesto di Yan avesse fatto capire agli altri che Malfoy, Goyle e Nott non avevano malattie contagiose, altri ragazzi Serpeverde presero posto vicino a loro. Una persona in particolare lo sorprese molto: Pansy si sedette proprio davanti a lui. Lei, che lo aveva lasciato. Lei, che non aveva capito, e non aveva saputo stargli vicino…lei, che prima lo aveva venerato e osannato, per il suo coraggio di unirsi agli altri Mangiamorte, per la missione che Voldemort gli aveva affidato tra le mura di Hogwarts e poi era stata tra le prime persone a voltagli le spalle per la paura, quando le cose si erano fatte serie.
<<Ciao, Draco…>>sussurrò, con molta timidezza. Draco esitò qualche istante, poi il suo Lato di Luce, desideroso di sentirsi preso in considerazione, lo spinse a rispondere con quanta più gentilezza potesse.
<<Ciao, Pansy. Ne è trascorso, di tempo>> disse, a voce bassa.
<<Sono felice di vedere che tutto sommato, stai bene>>. Gli sorrise e lui ricambiò.
<<Sei ancora un prefetto>>
<<Si>>, ribatté, sfiorando la piccola spilla. <<Assieme a Yan, quest’anno>>. Abbassò gli occhi, poi gli rivolse uno sguardo zuccheroso. << Dubito che sarà anche lontanamente divertente come quando pattugliavamo i corridoi assieme, io e te>>. Le ultime tre brevi parole gli fecero vibrare una corda in fondo allo stomaco. Cosa avrebbe dato, perché quel periodo tornasse…
Gli studenti delle altre Case presero posto e un piccolo gruppetto di bambini dall’aria smarrita era in attesa della Cerimonia dello Smistamento. La nuova Preside, Minerva Mcgranitt, si alzò dal tavolo degli insegnanti e si accostò al Cappello Parlante posato su uno sgabello. Draco ignorò l’intera Cerimonia, continuando a trovare domande da fare a Pansy per poterle parlare. Dimentico del rancore che covava nei suoi confronti per essere stato abbandonato da lei, nel momento di maggior bisogno, si ritrovarono presto a discorrere come se non fosse mai accaduto nulla. Non sentirono una sola parola della canzone del Cappello Parlante e non prestarono ascolto nemmeno al discorso della Preside. Cenarono con serenità, e ai loro discorsi si unì anche Yan, seguito da Blaise . Fu allora, in quel momento di pace, che Draco capì che davvero non tutto era perduto e poteva intravedere forse, con un pochino di impegno, uno spiraglio di speranza.
Al tavolo di Grifondoro c’era molta più allegria. Harry, Ron, Ginny ed Hermione avevano visto Hagrid nel tavolo degli insegnanti e lo avevano salutato con un gesto della mano e grandi sorrisi. Era sembrato loro meno astioso nei loro confronti perfino il vecchio custode, Mastro Gazza, dall’aspetto un po’ più trasandato, il volto più incavato e grigio del solito. Si era addirittura chinato a dare una carezza a Grattastinchi, che passeggiava in corridoio.
 La Cerimonia dello Smistamento aveva concesso al Grifondoro cinque nuove reclute, tra le quali, Hermione notò con gioia, c’era anche la piccola Sally Silk, che sembrava al settimo cielo, per questo, e le rivolgeva radiosi sorrisi. Ron aveva la bocca piena di salsicce e patate arrosto, e l’aria molto soddisfatta. Dopo la cena molti insegnanti si avvicinarono al loro tavolo per salutarli e fare loro qualche complimento. Erano di certo gli studenti più in vista della scuola, e i nuovi professori non persero occasione per presentarsi. Conobbero così il nuovo insegnante di Trasfigurazione, un uomo anziano dall’aria seria, con grosso baffi neri e folte sopraciglia, ma completamente calvo; la nuova direttrice di Grifondoro era l’insegnante di Babbanologia, una donna sulla cinquantina,piuttosto in carne, capelli biondo cenere e ricci, così gonfi da farla assomigliare un po’ ad un leone. Aveva una voce squillante e gioviale e rideva spesso; La professoressa Rosetta Nerastele era alta, allampanata, capelli lunghissimi e lisci e molto più taciturna della professoressa Sweety di Babbanologia; non erano presenti la professoressa Sibilla Cooman, che solitamente preferiva mangiare nella Torre in cui viveva, né il professore di Difesa contro le arti Oscure, che sarebbe arrivato la mattina seguente, né Hestia Jones, l’Auror. Horace Lumacorno arrivò al tavolo col suo fare pomposo e strinse la mano a tutti(non tralasciò Ginny e Neville)e iniziò subito ad elencare i giorni in cui pensava di organizzare le sue festicciole private alle quali, naturalmente, erano invitati.
<<Anch’io?>> si lasciò sfuggire Ron, nel dubbio.
<<Ma certamente, ragazzo mio! Certamente!>>. Harry fece un sorriso storto. Sapeva bene che il professore di Pozioni aveva inserito Ron nella cerchia dei suoi eletti solo perché possedeva un Ordine di Merlino e una Magimedaglia al Valore. <<Se mi prometti di stare lontano da cioccolatini con Pozioni d’amore incorporata!>>. L’uomo rise, facendo ballonzolare la grossa pancia. Hermione e Ginny ridacchiarono alle sue spalle, mentre Ron diventava rosso sopra le orecchie.
Hagrid si avvicinò per ultimo e li abbracciò uno per uno, prima di chiedere loro come stessero i familiari.
<<Sono ancora insegnante di Cura delle Creature Magiche…Ci dividiamo il corso con la professoressa Caporal, io c’insegno ai ragazzi dal sesto anno in su,  e lei a tutti gli altri. Peccato, immagino che nessuno di voi può continuare con la mia materia, vero?>>. Harry, Ron, Hermione e Ginny si guardarono l’un l’altra, senza rispondere. <<Non preoccupatevi, l’avevo già messo in conto. Be’, è un vero peccato, quest’anno ho delle vere chicche, per le mie lezioni! Forse Hermione ne sa qualcosa…non ti è passato tra le mani l’ordine  di  due  Streeler, e quattro Occamy al Ministero, quest’estate?>>. Hermione sgranò gli occhi.
<<Vuoi dire che gli  Streeler e gli Occamy erano destinati a Hogwarts per le lezioni?>> chiese, stupita.
<<Proprio così! Dovreste vedere che spettacolo  che sono! Anche se non frequentate le mie lezioni potete venire a darci un’occhiata quando volete. Siete sempre i ben venuti!>>. la Preside attirò l’attenzione di tutti battendo una forchetta contro un calice di cristallo e invitò i direttori delle Case ad accompagnare i bambini del primo anno ai dormitori; poi  chiese a tutti gli studenti dell’Anno Integrativo di fermarsi in Sala Grande per una riunione straordinaria col  resto del corpo docente. Ginny diede loro appuntamento in sala comune. La Sala si svuotò lentamente,  in un gran tramestio e sparite le portare, i piatti, i calici e le posate dai quattro tavoli delle Case, rimasero gli Auror e in tutto una ventina di studenti, che si guardavano da un tavolo all’altro.
<<Avvicinatevi, per favore>> chiese la Mcgranitt, asciutta. I giovani maghi e le streghe si alzarono e si accostarono alla donna, che li guardò uno per uno, chiuse le porte della Sala Grande con un gesto della bacchetta e iniziò un altro discorso.
<<Hogwarts ospita per la prima e ultima volta, da quando è stata fondata, questo speciale corso istituito appositamente per voi. Sarete l’unico gruppo di studenti che potrà approfittarne. Ora, quello che mi preme di farvi notare, miei cari ragazzi, è che questo non sarà un anno normale, per nessuno di voi>>. Lo sguardo li passò in rassegna ancora una volta, soffermandosi ora su Harry, che giurò di aver visto nelle sue pupille una scintilla di puro orgoglio, mentre lo fissava, ora su Malfoy, che non seppe sostenere il suo sguardo. <<Non sarà facile, né leggero. E’ nell’intenzione di ogni insegnante portarvi prima di tutto a saper cooperare l’uno con l’altro, e non sto parlando di cooperazione tra studenti della stessa Casa. Sarà l’anno che deciderà le sorti di molti di voi, che forgerà a fondo il vostro carattere e saprà, spero, illuminarvi sul  vostro futuro. La collaborazione tra le Case è assolutamente necessaria  e verrà promossa dagli insegnanti in ogni modo. Mi aspetto che ognuno di  voi – e sottolineo ognuno – faccia la sua parte per far si che tutti gli studenti si integrino al meglio. Ritengo>>, fece una lunga pausa, come a cercare le parole giuste, e prese un respiro, <<Che non si debba giudicare l’operato altrui, se non si ha il giusto strumento per restare parziali; forse nessuno di noi, lo ha…L’unica persona che possedeva questo tipo di ingegno e la giusta dose di saggezza per farlo giace al centro del Cimitero dei Caduti nel parco di Hogwarts>>. La sua voce si era incrinata leggermente, ma dopo essersi schiarita la gola, aveva ripreso il tono normale. <<Perciò, vi chiedo di guardare al futuro, e solo ad esso. Per proseguire questo nuovo viaggio, dobbiamo essere capaci di abbandonare il grosso fardello del passato, e aprirci con fiducia a ciò che  si trova lungo il cammino>>. Tutti ora avevano ascoltato in silenzio. Harry era convinto che la Preside si stesse riferendo al modo di porsi nei confronti dei Senza Bacchetta. <<Ora sarete piuttosto stanchi dal viaggio e bisognosi di riposo. Conoscete la strada per i vostri dormitori; gli Auror pattuglieranno i corridoi assieme a Mastro Gazza, in questo primo mese, vi consiglio di non gironzolare per il castello, nonostante la vostra maggiore età; domani verrete informati di tutte le altre novità che riguardano Hogwarts e in particolare il corso di studi che seguirete. Potete andare…Buona notte a tutti>>. Gli studenti risposero al saluto e si diressero verso l’uscita, ogni gruppo diretto alla propria Casa.
Tutto sembrava essere stato risistemato a dovere nel migliore dei modi: le scale, le pareti, perfino i quadri e i ritratti. In molti si chiesero quali fossero le tanto vantate novità, visto che ogni cosa sembrava essere al suo posto. Le scale continuavano a spostarsi senza preavviso, i personaggi dei ritratti passeggiavano tra una cornice  e l’altra, i fantasmi delle Case fluttuavano leggeri per i corridoi. Harry stava davanti al gruppo di Grifondoro, e stava raccontando le situazioni buffe vissute quell’estate, quando si ritrovarono finalmente davanti al ritratto della Signora Grassa che chiudeva l’ingresso alla loro sala comune.
<<Buona sera, caro ragazzo! Parola d’ordine?>> disse melensa, battendo le palpebre.
<<Eterno Prestigio>>enunciarono assieme, Hermione e Ron, che avevano avuto la parola d’ordine dall’Auror, sull’Espresso per Hogwarts.
<<Proprio così, miei cari…Eterno Prestigio alla Casa di Grifondoro!>> esclamò, aprendosi e lasciandoli entrare. (To be continued)

Loggato



CLICCA QUI  GdR http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56627.0



<<Ron! Prendi...e vai!>>

LongFiction,Harry Potter & il Potere Primordiale
http://www.giratempoweb.net/forum/index.php?topic=56737.msg1432386#msg1432


King Harry


Giratempino
Esploratore

*

Nice Post 0


Anno Studente:2
Bacchetta:
Scopa:Nessuna
Divisa:

Colpito da:
Offline Offline

Sesso: Maschile
Posts: 331
Abitanti della Luce...perchè odiate l'Oscurità?
« Risposta #39 il: 09 Febbraio 2010, 10:35:30 am »

Anche le Serpi meritano eterno prestigio ;D dopotutto, hanno un Re come Caposcuola U_U
Loggato




Pagine: 1 [2] 3 4 ... 13   Vai Su
  Stampa  
 



Torna in alto

Powered by SMF 1.1.20 | SMF © 2006, Simple Machines
Traduzione Italiana a cura di SMItalia

GiratempoWeb Forum Funny Edition designed by Balrog, franzfenix, Master, CloakJinx159 e NightMagic191.
All contents are copyright © 2004-2017 GiratempoWeb.net. GiratempoWeb, GiratemPod, GiratempoPub, PotteRaduno are trademarks of © GiratempoWeb.net.
Alcune immagini presenti in header e in centro passaporte forum sono state create da Pottermore.
Wizarding World characters, names and related indicia are trademarks of © WB Entertainment Inc. Harry Potter Publishing Rights © JK Rowling. All rights reserved.
Community di GiratempoWeb Cookies Policy
Vuoi affiliarti con noi o vuoi conoscere i siti amici di GW? Visita la pagina delle Affiliazioni