GiratempoWeb Forum

Harry Potter => Harry Potter e i Doni della Morte => Topic iniziato da: LucaLupin su 30 Aprile 2015, 12:52:33 pm



Titolo: Diciannove anni dopo (?)
Post di: LucaLupin su 30 Aprile 2015, 12:52:33 pm
Avete ben presente l'ultima frase di questa magnifica saga:"La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene."
Bhe, riflettendoci, non ha senso.
Dopo gli avvenimenti nella foresta proibita, il pezzo di anima di Voldemort non risiede più in Harry, quindi, in ogni caso, fosse tornato Harry non avrebbe più sentito la cicatrice bruciargli, no?


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Maggydrake su 30 Aprile 2015, 03:27:15 pm
Non ho ben capito perchè non ha senso.. lo dici tu stesso che non gli fa più male perchè non c'è più l'anima di Voldemort dentro di lui o-o


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Elyn LC su 30 Aprile 2015, 07:08:16 pm
Ma Voldemort è morto definitivamente: i suoi 7 Horcrux sono stati distrutti, lui stesso ha eliminato il pezzo di anima che c'era dentro Harry, ed Harry ha ucciso il suo corpo. Quindi Voldemort non può più tornare.


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Ma_AiLing su 01 Maggio 2015, 12:16:30 am
Ho capito quel che intendi... Harry sentiva Voldemort attraverso la cicatrice perché lui stesso "era" un horcrux, ma dato che l'horcrux dentro Harry è stato distrutto, si è distrutto anche il legame con la cicatrice. Quindi è inutile che si affidi ad essa. Questo per quanto riguarda Voldemort.
Secondo me si tocca la cicatrice per abitudine, è un gesto che gli dà sicurezza: la cicatrice non fa male, allora andrà tutto bene.


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Maggydrake su 01 Maggio 2015, 10:10:50 am
Ma secondo me vuol dire proprio quello u-u cioè non credo  che harry continuasse a controllarsi la cicatrice. Però boh XD


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: LucaLupin su 02 Maggio 2015, 01:14:38 pm
So che è morto, ma appunto come è stato detto non può fare più affidamento alla cicatrice


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: lizzy les su 02 Maggio 2015, 07:12:12 pm
So che è morto, ma appunto come è stato detto non può fare più affidamento alla cicatrice

Infatti è più un riflesso condizionato, com'è normale che sia in quelle situazioni. Anch'io, ad esempio, ho fatto un incidente quattro anni fa, procurandomi un brutto taglio a cui ho dovuto farmi mettere parecchi punti. Di fatto è guarito in poco tempo, in realtà però faceva parecchio male. Ora, naturalmente, essendo completamente rimarginato (non ha lasciato nessun segno), non dà più nemmeno il mino fastidio, ma sai quante volte, facendo quelle attività per cui mi faceva più male, mi ritrovo a pensare "Ah, però, non mi fa più male". Non ha senso, dal momento che so che è normale che non faccia male, ma sono stata talmente abituata in quei pochi mesi a preocuparmi di quello che avrebbe potuto creare fastidi, che ormai il pensiero va sempre a quello, anche se non è più una cosa di cui preoccuparsi veramente. Sembra strano, ma è una delle tante cose strane del nostro pensiero. Potere della mente umana...

E, comunque, secondo me è anche un autoconvincimento del tipo "Ormai non fa più male, questo significa che i problemi sono finiti e non devo più avere paura di niente", per me quel "Andava tutto bene" significa proprio quello.
Post Unito in automatico!

Io comunque sono convinta che questa frase non vada esaminata dal punto di vista del personaggio, ma da quello dell'autrice. Mi spiego meglio: una frase di questo tipo è proprio la classica frase ad effetto perfetta per concludere una storia. Io penso che la Rowling, in questo caso, non abbia pensato a tutte le implicazioni della cicatrice e a quanto la situazione potesse essere cambiata. Lei semplicemente cercava la frase col botto perfetta per rendere l'happy end e l'idea che ormai avevano vinto su tutta la linea e non era rimasto più nulla dei vecchi problemi di cui preoccuparsi e questa era la frase perfetta per spiegarlo. La frase è scritta come se fosse dal punto di vista di Harry, ma pensata come da una vista esterna, che vuole dare l'idea del "tutti vissero felici e contenti", un po' come fa tutto l'epilogo in generale, con i risultati, anche abbastanza discutibili, che tutti ben conosciamo. Per questo non ha molto senso, perchè non è stata pensata con collegamenti logici al passato, ma solo per chiudere il tutto definitivamente senza indicare nulla che lasciasse intendere possibili sviluppi per storie future, perchè, se va tutto bene, in fondo non c'è nulla di interessante da raccontare (insomma, tanto per capirci una volta che sai che la principessa ha sposato il principe, ti basta sapere che vissero per sempre felici e contenti, cosa ti interessa sapere se ha avuto figli, quanti, come si chiamavano e amenità varie? In fondo gli scrittori ragionano così, il finale è legato al futuro, scritto in funzione del fatto che ci sia o meno un seguito, i legami con il passato non sono tanto importanti nell'ultima frase, perchè tanto non porta nulla d nuovo alla trama in sè, soprattutto se è un finale definitivo, felice o triste che sia, che non implica una continuazione. ). Nemmeno a me piace questo fatto, ma purtroppo è così e non possiamo farci nulla, un autore quando scrive non pensa a quello che pensa quando legge, non ha la mentalità da lettore e quindi non coglie quello che noi lettori cogliamo (compresi eventuali buchi di trama o discrepanze e incoerenze), perchè ha, in un certo senso, due personalità diverse quando legge e quando scrive, magari anche senza accorgersene. Lo dico perchè anch'io scrivo, anche se solo a livello amatoriale, e mi sono accorta, confrontandomi con i miei lettori in primi e poi anche con giudici di contest e con la mia beta, che scrivendo non ragiono da lettrice, ma in maniera completamente diversa. infatti, a volte, rileggendo a distanza di tempo le bozze, mi capita di chiedermi che senso avessero alcune scelte, ma non riesco a venirne a capo, perchè ragiono da lettrice e non riesco a capire cos'avessi pensato scrivendo e, viceversa, quando scrivo non riesco proprio a vedere quello che vedrei da lettrice, per quanto a volte mi sforzi di farlo. Che ci volete fare, sarà una deformazione da scribacchini :) ...


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Murdoc su 03 Maggio 2015, 09:39:58 am
Lizzy les ha fatto una descrizione epica!  *.* E concordo con lei u.u


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: HermioneGranger4ever su 04 Maggio 2015, 02:45:04 pm
lizzy hai descritto pienamente come si sente una scrittrice quando scrive io ad esempio sto scrivendo un libro, per sapere come era ho chiesto a una mia amica di leggerlo e lei mi ha detto che c'erano buchi e cose che non avevano senso cosa che io rileggendolo un sacco di volte non ho mai notato...  :D


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: stringattonks2005 su 08 Gennaio 2017, 05:29:56 pm
come dice Ailing secondo me ha associato "cicatrice bruciante-cose brutte" "cicatrice che non brucia-normalità"


Titolo: Re: Diciannove anni dopo (?)
Post di: Hermione Jane Granger su 12 Aprile 2017, 01:59:29 pm
Anche io sono d'accordo con Ail. Poi bisogna considerare che il fatto che la cicatrice ne ha fatte passare di cotte e di crude a Harry, quindi sentire che finalmente non pulsa e non fa più male deve dargli una vera sensazione di serenità. E' stato talmente perseguitato da quel segno che gli portava sempre il presentimento di pericolo imminente, che liberarsi di quella sofferenza dev'essere stato completamente liberatorio, Quindi sì, cicatrice che non fa più male = va tutto bene. Anche se ci fossero altri pericoli in agguato, ma almeno non lo aggrediscono fisicamente facendogli percepire un senso di minaccia costante.