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Fan Fiction di Harry Potter | GiratempoWeb

Il Cavillo

Voglia di scrivere? Benvenuto nella redazione del Cavillo: per tutti e per tutto: amori, litigi, crisi e belle notizie! Tutto il mondo della magia, letto alla rovescia!

Spazio alle vostre Fan Fiction!

Finalmente - dopo tante richieste - arriva su GiratempoWeb, la sezione dedicata alle Fan Fiction.
Ti senti uno scrittore? Hai già scritto una storia a tema Harry Potter? Vuoi pubblicarla? Contattaci e pubblicheremo la tua Fan Fiction in questa pagina!
Regole da rispettare:

  • Attenetevi ai personaggi creti da J.K.Rowling (non importa se vivi o morti), è vietato inserire personaggi inventati dalla vostra, pur bella, creatività!
  • Grammatica, per favore! Vi chiediamo gentilmente di scrivere le vostre Fan Fiction con una grammatica decente, rispettando le regole di punteggiatura, maiuscole, ecc... Non abbiamo il tempo di corregere gli errori: le fan fiction con troppi errori non verranno inserite!
  • Ricorda anche di specificare il tuo nome e il titolo della tua storia!
by Matt
Harry Potter: the end.

Harry guardava ancora una volta i volti dei suoi amati amici. Ancora non riusciva a credere cosa era riuscito a fare. Gli sembrava alquanto incredibile, eppure ce l'aveva fatto... non era mai stato il migliore...
Erano seduti sotto quel faggio sotto cui tempo prima si erano messi a studiare prima dei GUFO. Pensò al ricordo di Piton. Non ne aveva mai riferito a nessuno il contenuto. Anche se l'odiava per quello che aveva fatto, non l'aveva mai fatto.

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Postato il 19 Mar 2007 da Emanuele
by Francesca
L'Appuntamento

Era la notte di un agosto molto torrido,sulla grande metropoli londinese aleggiava una fitta nebbia, le acque del Tamigi erano di un blu sporco e la luna quasi non si vedeva nel cielo.
In una piazzetta tonda circondata da varie case, d’improvviso scendendo dal cielo tenebroso a bordo di una scopa, una magnifica Firebolt, comparve un ragazzo che sembrava avere poco più di sedici anni, nessuno lo notò anche perché era molto tardi.
Scese dalla scopa da corsa e si avvicinò al domicilio numero 11, lo sorpassò e d’improvviso comparve dinanzi a lui un’austera, vecchia, logora casa che ben conosceva: Grimmauld Place n°12.
Attraversò il vialetto nel giardinetto mal tenuto della dimora e bussò alla porta, sapeva che benché la luce fosse spenta c’era qualcuno che lo stava aspettando.
Immediatamente la grande porta di legno pregiato si aprì e dietro di essa un uomo consumato dagli avvenimenti tristi della sua vita esclamò “Ciao Harry, ti stavo aspettando, pensavo non venissi più”
Il ragazzo senza dire niente entrò, si fece largo nel corridoio seguito dal suo padrino e silenziosamente si addentrò nella cucina che era deserta e solo allora quando entrambi furono nella stanza e furono seduti intorno al grande tavolo disse “Non avrei mai potuto rifiutare un tuo invito Sirius, ma dimmi, cos’hai di così urgente da dirmi?”e gli rivolse uno sguardo interrogativo...

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Postato il 28 Feb 2007 da Emanuele
by Lady Voldemort
La fine di una storia
Capitolo finale
 
Harry si materializzò in una piazzola deserta dove era sicuro di poter trovare il suo obbiettivo. Si tolse il mantello e lo gettò di lato….certo non gli sarebbe servito per quello che doveva fare. Estrasse la bacchetta e percorse,con sguardo vigile e attento,una lunga via che si allungava tra case con muri sudici e crepati dove neanche il più miserabile degli esseri avrebbe potuto vivere. Eppure ne era sicuro… Voldemort era là, se ignaro del suo arrivo o intento a tendergli un agguato Harry non lo sapeva, ma ormai non gli importava più nulla..Voleva solo vendicarsi…solo quello…e con qualunque mezzo. La sua mano si strinse attorno alla bacchetta quando sentì delle voci provenire da una via laterale,concitate e stranamente familiari. Harry si nascose dietro ad un muro e tese le testa per guardare chi fossero i due uomini: erano due mangiamorte! Questo confermava la sua ipotesi….Ma come mai parlavano a voce così alta? Era sospetto...
 
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Postato il 22 Feb 2007 da Emanuele
La fine di una storia
by Lady Voldemort
La fine di una storia
 
La sala comune era deserta,quella notte. Si sentiva solo il tubare di un gufo e il debole fruscio del vento,accompagnato,talvolta,dallo sciaquitio dell‘acqua del Lago Nero….e il ragazzo ascoltava,come a temere che quei suoni non potessero tornare più,come se quei banali rumori di Hogwarts addormentata dovessero perforargli la mente e rimanerci impressi per sempre. Harry si alzò e si avviò verso il buco del ritratto facendo meno rumore possibile e gettandosi sulla testa il mantello dell’invisibilità. Sapeva che era la sua ultima notte al castello e non riusciva a dormire per la tristezza che lo invadeva,per quei ricordi che,se una volta gli erano cari,ora non lo facevano dormire e lo perseguitavano….ricordi di Silente,di Sirius,di tutte le persone che aveva perso durante la sua lotta di cui ora vedeva la fine...
 
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Postato il 20 Feb 2007 da Emanuele
Linea di Confine
by Gnoma
Linea di Confine
Prologo

Quanta nebbia c'era là fuori. Ma proprio tanta. Per quanto si sforzasse, stringendo gli occhi al massimo, non vedeva altro che... Niente! Ironia della sorte, tra quel che c'era fuori e dentro di sé, non è che fosse molto diverso: una massa informe e indefinita che non aveva alcuna intenzione di diradarsi. Sembrava tutto così semplice fino ad un paio di anni fa: era scontato da che parte stare e come agire di conseguenza; chi erano gli amici, ma soprattutto i nemici; del resto, tutto si riduceva ad un semplice "con me o contro di me".
Adesso invece se ne stava dietro alla grata della finestra a guardare fuori, senza sapere dove andare, se andare... E soprattutto perchè...

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Postato il 30 May 2006 da Emanuele
Hogwarts
by sign.ra delacour
Capitolo 3: Hogwarts

I quattro amici entrarono nel castello insieme ai prefetti e agli altri studenti. Emozionati entrarono nella sala grande: era immensa e li vi erano 4 tavoli delle 4 case della scuola: grifondoro tassorosso serpeverde e corvonero; in quale casa sarebbe capitato? L’avrebbe scelta lui? Ancora non lo sapeva. Poi una voce urlò nella sala come un megafono. Apparteneva ad un signore abbastanza alto e con un po’ di barba: “Salve e benvenuti ad un nuovo anno alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Prego i nuovi alunni di sistemarsi davanti al tavolo dai professori: fra poco ci sara la cerimonia dello smistamento. Il professor Silente, alla mia destra, vi chiamerà ad uno ad uno e il cappello parlante vi smisterà nella casa più adatta a voi. Professore può procedere” “si” disse il professor Silente, un uomo alto, magro con una lunga barba e degli strani occhiali a mezzaluna. Aveva degli occhi celesti stupendi. Si avvicinò ad uno sgabello con sopra un vecchio cappello pieno di toppe. Silente aveva una gran pergamena (“sicuramente l’elenco degli studenti” pensò fra se e se) James era nella seconda fila insieme a Remus Sirius e Peter che stava un po’ in disparte. Tremava e teneva le mani giunte. La prima ad essere chiamata fu Parkinson Sandy; la bambina vista da James alla stazione, quella con i capelli biondi e fluenti. Il professore le mise in testa il cappello che, quasi subito, urlò “SERPEVERDE!” scoppiò un boato nel tavolo in fondo a destra, mentre in james cresceva l’impazienza, non vedeva l’ora di essere chiamato.

 

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Postato il 20 May 2006 da Emanuele
Partenza dal Binario!
by sign.ra delacour
Capitolo 2: Partenza dal Binario 9 e 3/4

“Driin!!” era la sveglia che segnava le ore 10.00. emozionato per il suo primo giorno di scuola, corse nella camera accanto a svegliare i suoi genitori che ancora russavano rumorosamente. “E ora! Svegliatevi! Mi dovete accompagnare! Su!” e un po’ assonnati le due alte figure si alzarono nell’oscurità; avevano gli occhi gonfi e i capelli arruffati, soprattutto quelli del padre che aveva tramandato questo gene al figlio. Quando si resero conto che era abbastanza tardi i due cominciarono ad affrattarsi e a dire: “perchè non ti sei svegliato prima James? A noi la sveglia non è suonata!” o “la colazione la facciamo dopo aver accompagnato nostro figlio a scuola, è tardi ora”.

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Postato il 20 May 2006 da Emanuele
Sogno ingannatore
by Joey Sayers
Il Male
Capitolo 2: Sogno ingannatore.

“Harry!”
Hermione correva verso lui con le braccia tese..
“Hermione piano o mi strozzi!” disse Harry quando la ragazza si era gettata su di lui abbracciandolo forte.
“Scusa, ma sono felicissima di rivederti!” esclamò lei.
Harry aveva appena varcato la porta dello scompartimento del treno dove già avevano preso posto Hermione e Ron.
“Cao Ron!” disse Harry rivolgendogli un sorriso.
“Ciao!! Dai ti aiuto con il baule!” disse prendendo il baule insieme ad Harry e mettendolo a posto.
I tre si sedettero e per un po’ si guardavano contenti senza dire niente. Solo quando Ron parlò allora si spezzò quel silenzio.
“Come sono andate le vacanze?”
“Come al solito: noiose. Niente di nuovo.” Rispose, anche se stava mentendo.
Per tutta l’estate aveva pensato a Sirius e alla profezia. Tutte le notti ripercorreva con la mente il momento in cui il suo padrino aveva varcato la soglia del velo ed era scomparso, senza avergli detto niente. Era un ricordo che lo tormentava anche nei sogni.
Non solo, anche la profezia lo tormentava. Pensava e ripensava a quelle parole e cercava di coglierne significati nascosti, qualcosa che lo avrebbe aiutato contro Voldemort.
“Harry?” Hermione lo risvegliò dai suoi pensieri. “ che succede?”
“Niente! Stavo solo pensando” sorrise e iniziò il resoconto dell’estate tralasciando quei brutti ricordi.

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Postato il 12 May 2006 da Emanuele
Il nuovo allievo
by Joey Sayers
Il Male
Capitolo 1: Il nuovo allievo

“Il male...esiste fin dalla notte dei tempi, quando la popolazione umana è iniziata. È insidiato nei cuori di ognuno di noi, alimentato dai nostri rancori, dalle nostre paure più grandi; anche se solo pochi ne fanno uso. Alcuni dedicano la vita a combatterlo, alimentati da quello che chiamiamo il bene...che sciocchi cercare di sconfiggerlo!
Il male non se ne andrà mai dai loro cuori, e più si cerca di sconfiggerlo, più cerca di prenderti. Non sanno che le buone azioni non servono a niente, la pace , la bontà sono solo frottole e speranze che vanno ad illuderti giorno dopo giorno....e le illusioni, si sa, fanno male, ti fanno cadere in depressione...

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Postato il 12 May 2006 da Emanuele
Genesi
by sign.ra delacour
Capitolo 1: Genesi

James era un bambino di undici anni mingherlino e non tanto alto. Non aveva ne fratelli ne sorelle, era figlio unico. Siamo nell'estate del 1971 e per James è il suo ultimo giorno di vacanze prima di andare alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. " La scuola dei grandi, dove potrò usare la mia nuova bacchetta " si continuava a ripetere. Infatti 2 giorni prima era andato a comprare a Diagon Alley con i suoi genitori tutto l'occorrente necessario per la sua permanenza a Hogwarts...

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Postato il 12 May 2006 da Emanuele
He wasn't
by momy@
He wasn't

    - Così imparano.

   Pansy Parkinson, l’odiosa e odiata Serpeverde, entrò nel dormitorio scardinando la porta con un calcio. Le sue compagne di stanza, che non avevano mai visto la ragazza così infuriata cercarono di calmarla avvicinandosele un po’.

   Ma lei non voleva saperne: le guardò sprezzante e carica di odio urlò, ordinando loro di lasciare subito la stanza.

   Le due ragazze non se lo fecero ripetere e corsero fuori a gambe levate.

   Pansy restò un attimo a fissare con rabbia la porta che giaceva a terra, vittima del suo calcio. Si calmò un po’ – Reparo – puntò la sua bacchetta sull’uscio che si aggiustò in un secondo.

   Era così abituata che anche quando pronunciava un incantesimo dava un ordine, con un tono che non ammetteva repliche.

   Si diresse verso il suo letto e vi si sdraiò. Chiuse gli occhi e pensò che in quel giorno, il giorno che doveva essere il più importante della sua vita, tutto era andato storto.

 

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Postato il 13 Jun 2006 da Emanuele
Dream
by Phoenixhp7
Dream

Era l’ultima notte primaverile, prima del grande giorno. Silenzio..solo questo si sentiva nell’aria. I festeggiamenti, per l’ultimo giorno ad Hogwarts del sesto anno scolastico, erano stati conclusi da un po’, ma una ragazza, restava sveglia da sola nel buio, nella propria Sala Comune. Con lei, soltanto una pergamena e una piuma da intingere nell’inchiostro. Hermione, questo era il suo nome, conosciuta ad Hogwarts come la ragazza So-Tutto-Io, migliore amica di Harry Potter e Ronald Weasley. In quegli anni, era veramente cambiata, il suo volto portava i lineamenti di una giovane donna. Era felice..sì, questo lo sapeva anche lei, ma c’era qualcosa che la turbava. Si sentiva vuota dentro, come se qualcuno avesse tirato fuori da lei, tutte le proprie emozioni e sensazioni, che l’avevano accompagnata fino a quel momento. Sola..questa era la parola adatta da usare..Sola e impotente davanti alla sua confusione mentale. Non erano i soliti problemi adolescenziali, ma bensì, dei problemi che colpivano principalmente il suo cuore. Problemi che si trasformavano in confusione, corrodendo la sua testa e i sui pensieri. Non ci aveva mai pensato prima di allora, forse, non ci aveva mai fatto molto caso, ma adesso crescendo, un bivio si presentò di fronte a lei.

 

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Postato il 10 Jun 2006 da Emanuele
Linea di Confine - Epilogo
by Gnoma
Linea di Confine
Epilogo

"Accidenti, quanta nebbia!"
Non capitava spesso che ad Hogwarts ce ne fosse così tanta per così tanti giorni di seguito, nonostante fosse in Scozia; però era affascinante osservarne il panorama dalla Torre Nord, anche se quel posto era per lui solo teatro di brutti ricordi. Starsene così in alto a guardare nel nulla gli ricordava un'interminabile giornata di tanti anni fa, al suo castello, quando era stato per ore ed ore davanti alla finestra a pensare se combattere contro Harry in uno scontro mortale all'ultimo horcrux.
Dopo il "duello" Draco non era tornato a casa sua, ma aveva preferito restarsene alla Scuola di Magia, anche perchè non gli era rimasto nessuno da cui tornare. Pure sua madre, Narcissa Black, era morta, e così l'ultimo dei Malfoy finì per rimanere là, dove tutto era iniziato e finito, partecipando alla riapertura della scuola e accogliendo i nuovi acerbi Serpeverde.

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Postato il 02 Jun 2006 da Emanuele
La decisione
by Gnoma
Linea di Confine
La decisione

Era ora di decidere cosa fare, una volta per tutte. Da quando il Signore Oscuro aveva iniziato a farsi chiamare in quel modo, ormai molto decenni fa, nel Mondo della Magia si era creata inconsapevolmente una specie di "linea di confine", invisibile sì, ma ben definita, che divideva Lord Voldemort da Albus Silente. Questa specie di simbolica "dogana" era chiara per tutti, e tra le due parti non esisteva alcuna "terra di nessuno": o decidevi di stare aldiqua della linea, o ne stavi aldilà. Niente mezze misure.
Hogwarts ne era l'unica eccezione, ma solo perchè l'età degli studenti era troppo bassa per essere già schierati. Eppure, alla fine, non era affatto così, perchè le scelte dei genitori si riflettevano immancabilmente, anzi, quasi automaticamente, su quelle dei figli.
Draco era cresciuto a casa Malfoy, da famiglia purosangue, dopo generazioni di Serpeverde, da genitori Mangiamorte: intraprendere un percorso diverso sarebbe stata una vergogna, non certo un'opzione! Per la prima volta non si sentiva poi così diverso da Harry. Pure lui, in fondo, aveva seguito la strada dei suoi genitori, no? Per quanto blaterasse di bene e male, di giusto e sbagliato, nemmeno lui aveva scelto un bel niente!

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Postato il 01 Jun 2006 da Emanuele
Maledizione con perdono
by Fanny92
Maledizione con perdono

La nebbia copriva tutto. Era una nebbia gelida, spessa, impenetrabile, sapeva di malvagità, ti penetrava nelle ossa, ti gelava il cuore… Tra la nebbia si materializzò una figura. Era un uomo magro, che si stringeva addosso la sua veste nera, e si  muoveva velocemente, come se avesse fretta di trovarsi via da quel gelo soffocante, da quel buio malvagio. Il suo volto era teso, e l’uomo aveva un paio di occhiali tondi e una cicatrice sulla fronte. Dopotutto, guardandolo meglio, si capiva che era solo poco più che un ragazzo. Harry attraversò il cortile di casa Weasley e bussò. Lo sapeva, era molto tardi, ma non avrebbe sopportato di andare ora da qualche altra parte che non fosse casa Weasley. Da dentro una voce tesa sussurrò:”Chi è?” “Sono io, Harry” disse piano il ragazzo, e una signora aprì subito, senza aspettare che lui aggiungesse nient’altro. “Buonasera, Signora Weasley, scusi l’ora” la salutò Harry “Non mi ha chiesto la parola d’ordine”. Ma lei non ci fece caso, chiuse velocemente la porta e disse con volto preoccupato .”Mio caro, come stai? Eravamo così preoccupati, non tornavi più e…

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Postato il 01 Jun 2006 da Emanuele
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