


Riassunti dei Capitoli
Capitolo 17: L'Erede di Serpeverde
Harry si trovò in una strana maestosa sala, caratterizzata da molti serpenti come colonne e iniziò a camminare, pronto ad un qualsiasi attacco, pronto ad affrontare il Basilisco nel caso sbucasse.
Giunto alla fine della sala si trovò innanzi un’enorme stuatua, che rappresentava un uomo e dinnanzi a questa, senza segni di vita, Ginny.
Harry gridò che non fosse morta, cosa che fu confermata invece da un ragazzo, che Harry riconobbe come… Tom Riddle.
Ma Harry non vide tutte le sue speranze spegnersi, infatti Riddle gli disse che non era morta, ma per pochi minuti; lui era un ricordo, custodito in un diario.
Harry lo supplicò di aiutarlo, finchè si accorse che la sua bacchetta era sparita, ce l’aveva Riddle; e quando si rifiutò di consegnarla fece capire a Harry le sue intenzioni, quindi gli spiegò: il suo diario aveva catturato le confidenze di Ginny, la sua fiducia e quindi lei gli schiuse la sua anima e questo gli diede una grande potenza, addirittura Ginny era stata aizzata a compiere delle azioni, come appunto scrivere messaggi minacciosi sulle pareti.
Lei aveva capito che era tutta colpa del diario, infatti provò a disfarsene e Harry lo trovò.
Quindi Riddle continuò il suo discorso, la denuncia di Hagrid che teneva quel mostro in camera, come aveva fatto ad incastarlo e poi che aveva trovato l’entrata alla camera dei segreti, ma allora non era il momento adatto per aprirla e quindi aveva usato Ginny.
Il suo obiettivo era uccidere Harry, e lo confessò.
Harry lo fissò, ammutolito.
Riddle spiegò che Ginny gli aveva rubato il diario temendo che gli potesse svelare tutti i suoi segreti ma che lui era deciso, le ha fatto scrivere un messaggio d’addio ed era sicuro che questo avrebbe attratto lì Harry; e quindi gli chiese come avesse fatto a sopravvivere da neonato a Voldemort, ma vedendo lo sguardo confuso di Harry: ‘Voldemort’ disse Riddle piano, ‘è il mio passato, il mio presente e il mio futuro. Harry Potter...’
Tom fece apparire in aria delle parole “TOM ORVOLOSON RIDDLE”, face roteare la bacchetta e le lettere iniziarono a mescolarsi: “SON IO LORD VOLDEMORT”. Riddle si rifiutava di dovere usare lo sporco cognome di quel babbano di suo padre.
Improvvisamente partì un canto melodioso e comparve un uccello con una lunga coda, che lasciò cadere vicino a Harry un involto e si posò accanto a lui. Harry venne a sapere che era Fanny, la fenice di Silente e l’involto era il rappezzato Cappello Parlante. Harry non rispose. Non capiva bene di quale utilità potessero essergli Fanny o il Cappello Parlante, ma non era più solo; si sentì tornare dentro il coraggio.
La situazione pareva disperata. Ma ogni minuto
concesso a Riddle, era un minuto di vita sottratto a Ginny... e poi,
tutt'a un tratto, Harry notò che i contorni del suo avversario si
facevano più nitidi, più reali. Se dovevano combattere, meglio prima
che poi.
Dopo poco Riddle, guardando divertito Fanny e il Cappello, sibilò qualcosa in serventese:
la bocca della statua di Serpeverde si spalancò e ne uscì il Basilisco, che iniziò a strisciare verso Harry all’ordine di Tom, “Uccidilo!”
Harry iniziò a correre e inciampò, Riddle rideva.
Harry non aspettava altro che la sua morte, ma vedendo che non gli succedeva niente aprì gli occhi e vide il Basilisco ondeggiando alla rinfusa per provare a prendere Fanny che gli volava vicino e quindi lei volò in picchiata e gli perferò gli occhi gialli. Riddle cominciò a gridare, doveva ucciderlo individuandolo col suo fiuto. Si stava avvicinando e Harry per poco schivò una sua codata, non aveva più idee e la codata del Basdilisco gli aveva fattto volare addosso il Cappello Parlante cui Harry mandò preghiere di aiuto; il cappello non rispose, ma si mosse: un oggetto duro e pesante cadde sulla testa di Harry, facendolo quasi svenire, una spada argentata e tempestata di rubini.
“La testa del Basilisco ciondolava, il corpo si afflosciava e si attorcigliava, sbattendo contro i pilastri. Harry vide le immense cavità sanguinanti di quelli che erano stati i suoi occhi, vide la sua bocca spalancarsi tanto da inghiottirlo tutto intero, mostrando una fila di denti
lunghi come la sua spada, sottili, lucidi, velenosi...
Il Basilisco fece un balzo in avanti, alla cieca. Harry lo schivò, facendolo sbattere contro la parete. Quello fece un altro balzo, e la sua lingua biforcuta sferzò il fianco del ragazzo. Harry sollevò la
spada con entrambe le mani.
Il Basilisco scattò di nuovo, dritto contro di lui. Harry prese lo slancio e gli conficcò la spada nel palato fino all'elsa.”
Il Basilisco cadde a terra, ma Harry aveva nel braccio una sua zanna, era troppo tardi, gli si annebbiò la vista e riuscì ad udire soltanto un ultimo battito d’ali.
“’Fanny?’ Aveva la lingua impastata. ‘Sei stata bravissima, Fanny...’
Sentì l'uccello posare la sua splendida testa nel punto in cui era stato ferito dalla zanna del serpente.”
Riddle quindi: “‘Sei spacciato, Harry Potter’ disse dall'alto la voce di Riddle. ‘Spacciato. Anche la fenice di Silente lo sa. Vedi cosa fa, Potter? Piange’.”
Ma mentre Riddle gridava frasi di vittoria, Harry si accorse che man mano riusciva a riprendere senno di cosa lo circondava… la ferita non c’era più, cancellata dalle lacrime di Fanny, le sue lacrime possono curare persino le peggiori ferite.
Fanny volò via e portò ad Harry il diario di Riddle:
Harry afferrò una zanna di Basilisco e la affondò con forza nel diario… sangue a fiotti usciva inesorabile e il suo padrone urlava e si contorceva e poi, sparì.
Hary corse da Ginny, si muoveva ancora e riprese conoscenza, fece molte domande ma Harry le rispose semplicemente di non preoccuparsi, tutto era finito e le mostrò il diario.
Volteggiando all'ingresso della Camera, Fanny li stava aspettando. Harry sospinse Ginny verso l'uscita. Iniziarono a percorrere la galleria e a un certo punto sentì un rumore e vide Ron, e dopo mille domande, si misero in procinto di andare. Incontrarono Allock, completamente senza memoria e Fanny, animale veramente forte si librò per il tubo trascinando tutti e quattro.
“Harry sentì Allock, sospeso in aria sotto di lui, esclamare: ‘Straordinario! Straordinario! Sembra un'autentica magia!’”
Dopo aver incontrato Mirtilla si incamminarono verso l’ufficio della McGranitt.
Harry bussò e poi aprì la porta.
Riassunto a cura di billypotter.
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