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10/09/2010 01:26:43
 
La Camera dei Segreti, capitolo 16, Harry Potter e la Camera dei Segreti | GiratempoWeb
Harry Potter e la Camera dei Segreti

Riassunti dei Capitoli
Capitolo 16: La Camera dei Segreti

La pelle del BasiliscoRon era sconvolto dalla notizia che Mirtilla fosse la ragazza morta nel bagno cinquanta anni fa. Ora che era praticamente impossibile muoversi senza gli insegnanti che pattugliavano i corridoi, pensava a tutte le occasioni che aveva sprecato con Harry ed Hermione. Quella mattina a colazione, la McGranitt annunciò che le Mandragole erano pronte per essere raccolte e preparate per rianimare i ragazzi pietrificati e scoprire chi era il colpevole.

Tuttavia, Harry era ancora determinato ad andare a parlare con Mirtilla. Occasione che si presentò proprio quella mattina e che colse al volo. Erano scortati alla lezione di Storia della Magia dal professor Allock, che si lamentava dei pattugliamenti notturni, e fu allora che Ron convinse Allock a far proseguire la classe da sola, per poi sgattaiolare verso il bagno di Mirtilla. A metà strada però incontrarono la professoressa McGranitt; Palesemente nei guai, Harry montò su la storia che lui e Ron avevano deciso di andare a trovare Hermione che non vedevano da molto tempo. Aspettandosi una punizione a tutti gli effetti, rimasero sorpresi nel vedersi accordare dalla McGranitt il permesso di andare in infermeria. Non avendo scuse si diressero in infermeria, dove trovarono un’ostile Madama Chips che era ben lungi dall’essere contenta a lasciarli passare. Si sedettero così vicino al letto di Hermione, dove Harry si accorse, per la prima volta, della strana posizione della mano: era chiusa a pugno. Guardò bene e vide un foglietto accartocciato che gli sfilò dalle mani: era la pagina di un libro della biblioteca. Harry lesse freneticamente, e più leggeva, più il complesso puzzle nella sua testa si risolveva.

Hermione aveva scoperto cos’era il mostro che viveva nella camera dei segreti. Si trattava di un Basilisco, il Re dei serpenti che si muoveva attraverso le tubature. Ora tutto si faceva più chiaro…ecco perché solo Harry riusciva a sentire quella voce nei muri, perché il Basilisco era un serpente! Palesemente scioccati, Harry e Ron decisero di dire tutto alla McGranitt, e corsero, diretti in sala professori. Erano quasi arrivati, quando la voce amplificata della McGranitt echeggiò per tutto il castello. Intimava agli studenti di tornare nei loro dormitori e i docenti di andare in sala professori. La professoressa aveva una voce allarmata…questo doveva significare solo che c’era stata un'altra aggressione. Trovandosi già dentro la sala, Harry decise di nascondersi con Ron dentro un vecchio armadio che si trovava lì vicino. Ebbero giusto il tempo di chiudere le ante quando i professori entrarono spaventati nella sala. La McGranitt parlò, e successe l’inevitabile. Il professor Vitius urlò, madama Bumb crollò sulla sedia. Una ragazza era stata portata nella camera dei segreti. E quella ragazza era Ginny Weasley. Ron, vicino a Harry, divenne di marmo e aveva un’espressione indecifrabile sul volto. Si discuteva di far tornare i ragazzi a casa, quando nella sala irruppe Gilderoy Allock con un’aria spavalda. Fu informato dell’accaduto e i professori presero il sopravvento dichiarando che se ne sarebbe occupato lui, visto che lui stesso aveva dichiarato di aver sempre saputo dove si trovasse l’entrata nella camera dei segreti. Contrariato Allock tornò nel suo studio.

Ron e i gemelli non parlarono per tutto il giorno, nessuno aveva voglia di dire dei tremendi pensieri che gli scorrevano in testa. Fu allora che Ron decise di andare a parlare con il professor Allock, dopotutto, loro sapevano cos’era il mostro nella camera dei segreti. Non avendo niente di meglio da fare, Harry acconsentì. Si sentiva un gran trambusto fuori dall’ufficio, e quando Harry e Ron bussarono alla porta il professore aprì uno spiraglio per vedere chi fosse. Non avendo scelta li fece entrare. Harry non credeva ai suoi occhi: Il professore di difesa contro le arti oscure Si rivelò una canaglia che rubava le imprese d’altri maghi e le faceva sue, cancellando la memoria ai poveri malcapitati e per di più se la stava SQUAGLIANDO! Indignati, Harry e Ron sfoderarono le bacchette e intimarono il professore di scendere nella camera, che doveva ritenersi fortunato perché lui e Ron pensavano di sapere dove fosse.

Arrivarono nel bagno di Mirtilla, che era seduta su un gabinetto a canticchiare, quando vide Harry scoppiò di gioia. Approfittando di quel momento, Harry glielo chiese. Rimase stordito nel vedere cambiare l’umore di Mirtilla, sembrava compiaciuta dal fatto che Harry gli avesse chiesto com’era morta. Lei spiegò che non si ricordava come, solo che aveva visto due enormi occhi gialli vicino al lavandino, e che il momento dopo sentiva il suo corpo come galleggiare. Ron ed Harry corsero ad ispezionare ogni centimetro del lavandino, quando eccolo, un piccolo serpente scolpito sul rubinetto.

Ron Consigliò a Harry di dire qualcosa in serpentese, ed infatti, al secondo tentativo, il lavandino sprofondo lasciano spazio ad un enorme tubo dove poteva entrare un uomo adulto. Scese Allock per primo, e subito dietro Harry e Ron… scivolarono lungo il tubo viscido che diramava in altri passaggi più piccoli. Fu quando Harry cominciò a pensare che si sarebbero schiantati che rallentarono. Sbucarono in un tunnel buio come la pece, accesero le bacchette, ma la luce era flebile e non riuscirono in ogni modo ad illuminare la stanza, Camminarono per un po’, quando la videro, un enorme sagoma nell’ombra.

Si avvicinarono con gli occhi semichiusi e scoprirono quella che era la pelle di un serpente gigante…proprio mentre Ron era distratto Allock gli saltò addosso rubandogli la bacchetta. Affermò che sarebbe tornato dicendo che aveva lottato con tutte le sue forze per salvare la ragazza ma che era arrivato troppo tardi, e che Harry e Ron avevano perso il senno nel vedere il corpo scempiato di Ginny…Agitò la bacchetta e.. BOOM un botto allucinante lo scaraventò contro il muro generando un crollo del tunnel. Harry si trovava da una parte e Ron dall’altra. Harry dovette accettare l’idea di continuare da solo. Arrivò davanti ad una parete su cui erano scolpiti due serpenti attorcigliati. Harry si avvicinò.

Sapeva cosa doveva fare, parlò in serpentese, e funzionò. I serpenti si sciolsero dal loro groviglio e la parete cominciò a spalancarsi, e tremando dalla testa ai piedi, Harry entrò.

 

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